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Che influenza hai?

Ci sono le influenze vere e le influenze dubbie, vale a dire le pseudo-influenze, dette anche dai medici che non vogliono compromettersi: sindromi influenzali o parainfluenzali. Ed hanno ragione i colleghi a non sbilanciarsi troppo, dato che le influenze vere e quelle "bugiarde" sono spesso non facilmente distinguibili le une dalle altre. Esistono, infatti, molte specie di altri virus che danno sintomatologie molto simili a quelle dell'influenza ( febbre, rinorrea, faringodinia ( mal di gola), cefalea, tosse e dolori articolari ).

Secondo gi studiosi solo un 30-40% dei soggetti che si allettano nei mesi invernali, sono vittime della vera influenza, mentre gli altri presentano una patologia simil-influenzale che è dovuta a qualche altro virus. Ma vediamo di parlare brevemente della vera influenza, come ci chiedono le nostre lettrici.

L'influenza è una infezione virale, molto contagiosa, che colpisce prevalentemente l'apparato respiratorio.Vogliamo dire, cioè, per essere meglio compresi da tutti, che la virosi in questione interessa soprattutto le alte e/o basse vie respiratorie e si manifesta di solito con un improvviso aumento della temperatura corporea, accompagnato da cefalea, dolori muscolari, tosse asciutta, raffreddore e, talora, da nausea, vomito e qualche volta anche da diarrea. Sintomi tutti che, come abbiamo detto, compaiono anche nelle virosi pseudo-influenzali.

Dato il carattere eminentemente divulgativo della presente scheda informativa dobbiamo correre il rischio di apparire addirittura banali ed obbligarci a ricordare pertanto, sempre nostre affezionate lettrici, anche gli aspetti più ovvii e scontati della malattia.

L'influenza, è risaputo, deve considerarsi una entità morbosa prevalentemente stagionale che si diffonde tra la popolazione nel periodo autunno-inverno. La trasmissione della malattia avviene per contatto diretto col soggetto malato le cui secrezioni respiratorie vengono diffuse nell'ambiente con gli aerosol generati da tosse e starnuti. Il virus influenzale può così infettare l'epitelio respiratorio dell'individuo sano, come facilmente suole accadere quando numerose persone si trovano a stretto contatto in ambienti chiusi.

Per quanto schematica voglia essere questa trattazione non possiamo trascurare un breve accenno agli agenti eziologici della malattia. La famiglia dei virus influenzali comprende tre tipi (o specie) di virus che sono stati chiamati A, B e C. Entrambi i primi due tipi sono in grado di determinare epidemie ricorrenti di influenza nella popolazione umana, come vedremo subito, mentre il virus C sembra essere endemico ( radicato cioè in un dato territorio ) e causa di una malattia respiratoria minore che colpisce i giovani ed i bambini piccoli. A questo punto non possiamo fare a meno di accennare sinteticamente alla epidemiologia della malattia influenzale che può presentarsi, come del resto è noto, in forma sporadica ( rari casi localizzati in una determinata zona), epidemica ( caratterizzata invece da numerosi focolai di morbilità in caserme, scuole, comunità ed ambienti di lavoro) ed infine in forma pandemica, quando l'influenza ha una rapida e generale diffusione in vari paesi e continenti e comporta un' alta mortalità, specie tra le persone anziane e già defedate. Le vostre nonne probabilmente ricorderanno ( forse solo per averne sentito parlare) la cosiddetta "spagnola" del 1918 che causò in tutto il mondo milioni di morti e certamente non avranno dimenticato l' "asiatica" di quarant'anni fa che interessò ugualmente le popolazioni di tutto il pianeta.

Ma in cosa consiste la pericolosità di questa malattia così diffusa e contagiosa? Semplicemente nel fatto che in alcune persone "a rischio" la primitiva infezione virale si complica con eventi morbosi spesso gravi ( e talvolta fatali ) come la polmonite da superinfezione batterica. Ma quali sono i soggetti che debbono considerarsi più predisposti alle complicazioni post-influenzali? Innanzitutto i soggetti anziani ( mi riferisco agli ultrasessantacinquenni), gli individui di qualsiasi età con affezioni croniche a carico dell'apparato respiratorio (asmatici, broncopatici, enfisematosi) ed infine i diabetici, i nefropatici ed i cardiopatici scompensati.
La domanda delle lettrici è scontata. Cosa si può e si deve fare? Per prima cosa va precisato che i virus influenzali, come del resto tutti i patogeni virali, non sono sensibili agli antibiotici e che, pertanto, tali farmaci andranno usati soltanto per trattare ( e in certi casi per prevenire ) le possibili complicazioni batteriche di cui abbiamo detto. La terapia dell'influenza non complicata è pertanto solo sintomatica e si avvale di antipiretici (paracetamolo), sedativi della tosse e, se necessario, di farmaci mucolitici ed espettoranti.

E' evidente, da quanto abbiamo detto, che la lotta contro l'influenza si deve svolgere essenzialmente sul piano della prevenzione. L'unico modo per controllare la malattia è rappresentato dalla vaccinazione antinfluenzale che generalmente è ben tollerata e può dare qualche rara reazione indesiderata solamente nelle persone allergiche alle proteine dell'uovo. Il vaccino garantisce una buona protezione in circa il 75% delle persone vaccinate e se, per caso, nonostante la vaccinazione a qualcuno è successo ( o succederà) di ammalarsi egualmente, gli resta comunque sempre la consolazione di presentare di solito una malattia in forma meno grave.

Il vacccino antinfluenzale, comunque, funziona solo nei casi di influenza "vera", per cui quando qualcuno ( e non sono pochi), pur avendo fatto la vaccinazione, viene colpito da febbre, mal di gola , tosse, rinorrea, ecc...., vuol dire che si tratta, molto spesso, della molto diffusa pseudo-influenza.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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