OGGI È  
Donne, moda e tendenze capelli . Il sito delle donne online

Home | Donne e salute | Starbene | Starbene

L'influenza

L'influenza è una infezione virale, molto contagiosa, che colpisce prevalentemente l'apparato respiratorio.Vogliamo dire, cioè, per essere meglio compresi da tutti, che la virosi in questione interessa soprattutto le alte e/o basse vie respiratorie e si manifesta di solito con un improvviso aumento della temperatura corporea, accompagnato da cefalea, dolori muscolari, tosse asciutta, raffreddore e, talora, da nausea, vomito e qualche volta anche da diarrea.

Dato il carattere eminentemente divulgativo della presente scheda informativa dobbiamo correre il rischio di apparire addirittura banali ed obbligarci a ricordare pertanto, alle nostre affezionate lettrici, anche gli aspetti più ovvii e scontati della malattia.

L'influenza, è risaputo, deve considerarsi una entità morbosa prevalentemente stagionale che si diffonde tra la popolazione nel periodo autunno-inverno. La trasmissione della malattia avviene per contatto diretto col soggetto malato le cui secrezioni respiratorie vengono diffuse nell'ambiente con gli aerosol generati da tosse e starnuti.

Il virus influenzale può così infettare l'epitelio respiratorio dell'individuo sano, come facilmente suole accadere quando numerose persone si trovano a stretto contatto in ambienti chiusi. Per quanto schematica voglia essere questa trattazione non possiamo trascurare un breve accenno agli agenti eziologici della malattia.

La famiglia dei virus influenzali comprende tre tipi (o specie) di virus che sono stati chiamati A, B e C. Entrambi i primi due tipi sono in grado di determinare epidemie ricorrenti di influenza nella popolazione umana, come vedremo subito, mentre il virus C sembra essere endemico (radicato cioè in un dato territorio) e causa di una malattia respiratoria minore che colpisce i giovani ed i bambini piccoli.

A questo punto non possiamo fare a meno di accennare sinteticamente alla epidemiologia della malattia influenzale che può presentarsi, come del resto è noto, in forma sporadica (rari casi localizzati in una determinata zona), epidemica (caratterizzata invece da numerosi focolai di morbilità in caserme, scuole, comunità ed ambienti di lavoro) ed infine in forma pandemica, quando l'influenza ha una rapida e generale diffusione in vari paesi e continenti e comporta un' alta mortalità, specie tra le persone anziane e già defedate.

Le vostre nonne probabilmente ricorderanno ( forse solo per averne sentito parlare) la cosiddetta "spagnola" del 1918 che causò in tutto il mondo milioni di morti e certamente non avranno dimenticato l' "asiatica" di quarant'anni fa che interessò ugualmente le popolazioni di tutto il pianeta.

Ma in cosa consiste la pericolosità di questa malattia così diffusa e contagiosa? Semplicemente nel fatto che in alcune persone "a rischio" la primitiva infezione virale si complica con eventi morbosi spesso gravi (e talvolta fatali) come la polmonite da superinfezione batterica. Ma quali sono i soggetti che debbono considerarsi più predisposti alle complicazioni post-influenzali? Innanzitutto i soggetti anziani (mi riferisco agli ultrasessantacinquenni), gli individui di qualsiasi età con affezioni croniche a carico dell'apparato respiratorio (asmatici, broncopatici, enfisematosi) ed infine i diabetici, i nefropatici ed i cardiopatici scompensati.

La domanda delle lettrici è scontata.

Cosa si può e si deve fare?
Per prima cosa va precisato che i virus influenzali, come del resto tutti i patogeni virali, non sono sensibili agli antibiotici e che, pertanto, tali farmaci andranno usati soltanto per trattare (e in certi casi per prevenire) le possibili complicazioni batteriche di cui abbiamo detto. La terapia dell'influenza non complicata è pertanto solo sintomatica e si avvale di antipiretici (paracetamolo), sedativi della tosse e, se necessario, di farmaci mucolitici ed espettoranti.

E' evidente, da quanto abbiamo detto, che la lotta contro l'influenza si deve svolgere essenzialmente sul piano della prevenzione. L'unico modo per controllare la malattia è rappresentato dalla vaccinazione antinfluenzale che generalmente è ben tollerata e può dare qualche rara reazione indesiderata solamente nelle persone allergiche alle proteine dell'uovo.

Il vaccino garantisce una buona protezione in circa il 75% delle persone vaccinate e se, per caso, nonostante la vaccinazione a qualcuno succede di ammalarsi egualmente, gli resta comunque sempre la consolazione di presentare di solito una malattia in forma meno grave.

Tutti possono vaccinarsi contro l'influenza, ma, come abbiamo spiegato, la vaccinoprofilassi è raccomandata soprattutto nelle categorie di persone che abbiamo definito " a rischio" di complicazioni.

La vaccinazione va praticata nei mesi di ottobre e di novembre e conferisce una immunità di breve durata, per cui va ripetuta ogni anno, anche perché i virus influenzali presentano facilmente delle mutazioni antigeniche.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Teniamoci in contatto!
Iscriviti gratis alla newsletter di Margherita.net. Ricevi i nostri aggiornamenti settimanali direttamente nella tua mailbox

ADVERSUS
Moda uomo, modelle, stile e tendenze capelli uomo. Fai click qui, leggi ADVERSUS
Fai di Margherita.net la tua homepage. Basta fare click qui

Teniamoci in contatto! :-)
Iscriviti gratis alla newsletter di Margherita.net.
Ricevi i nostri aggiornamenti settimanali direttamente nella tua mailbox