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| L'influenza A o H1N1
L'influenza
A (o influenza suina) L'influenza A (H1N1) può presentarsi
in forma lieve oppure mostrare un decorso che talvolta è abbastanza
serio. I sintomi comunque di questa varietà influenzale sono
simili per lo più a quelli dell'influenza classica stagionale
e comprendono: febbre a rapida insorgenza, mialgie ed artralgie, cefalea,
anoressia, astenia e, talvolta, anche faringodinia, nausea, vomito e
diarrea. E tra i vari aspetti sintomatologici di tale affezione vanno
annoverati anche quelli che si correlano al peggioramento di patologie
croniche preesistenti, quali la polmonite e l'insufficienza respiratoria
che ne può conseguire.
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Va anche osservato, a questo proposito, che coloro i quali hanno contratto
l'infezione sono già potenzialmente contagiosi nel periodo di
incubazione della malattia , quando i sintomi non si sono ancora manifestati:
un soggetto adulto contagiato, infatti, può trasmettere il virus
ad un individuo sano quando ancora si sente in buona salute e poi, dalla
prima comparsa dei sintomi, è ancora contagiante per un periodo
che può arrivare sino ai sette giorni. I bambini, specie quelli
in più tenera età, possono diffondere il virus per periodi
ancora più lunghi. Va aggiunto che la trasmissione interumana
anche di questo ceppo virale avviene generalmente o con la tosse e gli
starnuti di chi è portatore ( goccioline di saliva e di secreto
nasale ) o attraverso il contatto con le mani infettate da mucosità
provenienti dalle vie respiratorie.
A questo proposito va ricordato, come ha già ha fatto il Ministero
della Salute, che questa influenza non viene trasmessa attraverso il
cibo infetto e che, se anche i primi casi risulterebbero collegati a
contatti con i suini, non vi sarebbe comunque alcun rischio d'infezione
attraverso il consumo di carne cotta di maiale.
Per quanto riguarda il trattamento terapeutico devono essere naturalmente
impiegati i soliti farmaci sintomatici, come i comuni antipiretici,
i farmaci anti-infiammatori, i sedativi della tosse ecc
Per quanto
concerne i farmaci antivirali, che colpiscono direttamente l'agente
infettivo, si consiglia di usarli solo per il trattamento di soggetti
che, a causa delle loro compromesse condizioni di salute, rischiano
di andare incontro a complicazioni in seguito alla forma influenzale.
Questi presidi si sono dimostrati efficaci in casi del genere, mentre
il loro impiego in via preventiva non offre protezione di sorta. Va
tenuto presente che tali farmaci non sono privi di possibili effetti
indesiderati, per cui devono essere sempre assunti su prescrizione e
sotto controllo del medico.
Il vaccino consentirebbe invece di proteggere dall'infezione, garantendo
l'80% di immunizzazione, mentre i suoi effetti collaterali testati sarebbero
piuttosto bassi.
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