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Home | Donne e salute | Starbene | L'influenza A o H1N1
Va anche osservato, a questo proposito, che coloro i quali hanno contratto l'infezione sono già potenzialmente contagiosi nel periodo di incubazione della malattia , quando i sintomi non si sono ancora manifestati: un soggetto adulto contagiato, infatti, può trasmettere il virus ad un individuo sano quando ancora si sente in buona salute e poi, dalla prima comparsa dei sintomi, è ancora contagiante per un periodo che può arrivare sino ai sette giorni. I bambini, specie quelli in più tenera età, possono diffondere il virus per periodi ancora più lunghi. Va aggiunto che la trasmissione interumana anche di questo ceppo virale avviene generalmente o con la tosse e gli starnuti di chi è portatore ( goccioline di saliva e di secreto nasale ) o attraverso il contatto con le mani infettate da mucosità provenienti dalle vie respiratorie. A questo proposito va ricordato, come ha già ha fatto il Ministero della Salute, che questa influenza non viene trasmessa attraverso il cibo infetto e che, se anche i primi casi risulterebbero collegati a contatti con i suini, non vi sarebbe comunque alcun rischio d'infezione attraverso il consumo di carne cotta di maiale. Per quanto riguarda il trattamento terapeutico devono essere naturalmente impiegati i soliti farmaci sintomatici, come i comuni antipiretici, i farmaci anti-infiammatori, i sedativi della tosse ecc Per quanto concerne i farmaci antivirali, che colpiscono direttamente l'agente infettivo, si consiglia di usarli solo per il trattamento di soggetti che, a causa delle loro compromesse condizioni di salute, rischiano di andare incontro a complicazioni in seguito alla forma influenzale. Questi presidi si sono dimostrati efficaci in casi del genere, mentre il loro impiego in via preventiva non offre protezione di sorta. Va tenuto presente che tali farmaci non sono privi di possibili effetti indesiderati, per cui devono essere sempre assunti su prescrizione e sotto controllo del medico. Il vaccino consentirebbe invece di proteggere dall'infezione, garantendo l'80% di immunizzazione, mentre i suoi effetti collaterali testati sarebbero piuttosto bassi. Prof. Giovanni Cristianini TI POTREBBE ANCHE INTERESSARE
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