![]() |
Oroscopo di oggi | Addome piatto e senza smagliature? | Cellulite. Come eliminarla | Voglia di cambiare look? | Scarpe per l'estate |
|
Home | Donne e salute | Starbene | Starbene L'esofagite da reflusso E' una malattia abbastanza frequente che consegue al reflusso patologico del contenuto gastrico (ed anche duodenale) nell'ultimo tratto dell'esofago. Si intende che tale reflusso, per causare una esofagite, deve essere cronico e non deve essere soltanto espressione di episodi isolati. Ne consegue allora, il più delle volte, che si stabiliscano manifestazioni croniche di infiammazione a carico dell'esofago, le quali realizzano il quadro nosologico dell'esofagite. A tale forma morbosa corrisponde un corteo sintomatologico che annovera varie espressioni cliniche, rappresentate principalmente dalla pirosi e dal rigurgito. Ma nei casi più severi l'infiammazione può accompagnarsi alla presenza di ulcerazioni che, sanguinando, possono anemizzare il paziente e sono responsabili in certi casi anche di eventuali restringimenti del canale esofageo che conseguono alla cicatrizzazione della parete ulcerata (stenosi cicatriziali). La complicanza più temibile, comunque, è la modificazione
dell'epitelio esofageo che, per il prolungato contatto con il contenuto
gastrico e duodenale, può in alcuni casi andare incontro alla
trasformazione carcinomatosa, specie se vi concorrono altri fattori
di rischio. Altri sintomi correlati al reflusso gastroesofageo sono
stati individuati, con una certa frequenza, nel dolore toracico (che
può essere confuso con l'angina), nell'asma notturno, in possibili
accessi di tosse e nel singhiozzo. La diagnosi viene generalmente sospettata sulla base dei sintomi clinici, ma deve essere confermata sempre dalle procedure strumentali che comprendono l'esame radiologico a doppio contrasto, l'endoscopia che permette il controllo bioptico nelle sedi sospette ed altri esami più sofisticati come la pHmetria e la manometria esofagea, utile quest'ultima nella valutazione dei pazienti candidati all'intervento chirurgico. Il trattamento medico prevede, oltre ai farmaci, alcune misure dietetiche e certe precauzioni igieniche. Si raccomanda, per esempio, di dormire in posizione semi-assisa elevando la testata del letto (esistono particolari letti snodabili ), di portare abiti larghi, di evitare cinture troppo strette, di calare di peso, oltre ad abolire il fumo e gli alcolici. A questo proposito ricordiamo, come una curiosità, che la menta riduce il tono dello sfintere esofageo e favorisce quindi il reflusso, come del resto fanno alcuni farmaci (teofillina, benzodiazepine, calcioantagonisti...)che vanno possibilmente evitati, dopo essersi sempre consultati con il proprio medico. I medicamenti da usare, invece, sono alcuni procinetici (come la cisapride ) e, tra gli antisecretivi, l'omeprazolo. Prof. Giovanni Cristianini IN PRIMO PIANO SU MARGHERITA.NET
|
OROSCOPO DELLA SETTIMANA
|