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Home | Donne e salute | Starbene | Starbene Epatite C prevenzione e cura Premettiamo che le epatiti virali si possono dividere in due diverse categorie: quelle di origine alimentare che si trasmettono,appunto, con gli alimenti (come la A e la E, ad esempio) e quelle cosiddette "parenterali" ( coma la B e la C ), nelle quali il virus penetra nell'organismo con modalità varie, come una puntura da ago infetto, una trasfusione di sangue da donatore positivo, e che provocano una malattia epatica importante, la quale può diventare cronica ed anche degenerare in neoplasia. Ma occupiamoci dell' epatite C, con particolare riguardo alla paziente
donna, e cominciando dall'agente eziologico della malattia. E' il virus dell'epatite C, per gli esperti HCV. Si tratta di un soggetto poco raccomandabile e da non sottovalutare, se pensiamo soltanto che più di 180 milioni di persone al mondo soffrono della malattia da esso causata ( 2 milioni vivono nel nostro Paese ).L'epatite C è spesso asintomatica, cioè non si manifesta con sintomi vistosi, o anche solo evidenti, tanto è vero che negli USA è chiamata l' "epidemia silenziosa". I suoi disturbi infatti, quando ci sono, sono molto generici, non facilmente attribuibili al fegato, e costituiti da astenia, cefalea, nausea e diminuzione dell'appetito. E' evidente che noi non pretendiamo, nella presente nota, di trattare
in modo esauriente di tale patologia, seppure con intenti divulgativi,
ma soltanto di accennare ad alcuni aspetti particolari che la distinguono,
quando ad essere colpite da tale infezione virale siano le donne ancora
giovani. Nelle donne affette da epatite C, è cosa nota, si possono avere talora flussi mestruali scarsi, non solo, ma anche irregolari per la frequenza, sino ad arrivare, in certi casi, addirittura, all' amenorrea. A questo proposito approfittiamo per ricordare, anche se esula dal presente discorso, che il sesso durante le mestruazioni dovrebbe essere assolutamente evitato, onde evitare il rischio che la donna infetta possa contagiare il partner, se questi per caso ha una qualche lesione genitale che possa costituire una porta di entrata per il virus. In questa evenienza è evidente che il coito non condomato deve considerarsi più rischioso. Facciamo comunque presente, per associazione di idee, che gli altri fluidi corporei ( saliva e sperma ) sono raramente contaminati dal virus per cui la trasmissione del virus tra coniugi è piuttosto trascurabile per questa via ed anche il rischio di infezione tramite il bacio è piuttosto improbabile. E vorremmo inoltre raccomandare, in questo campo, dato che la diffusione intra-familiare ed ambientale dell' HCV è strettamente collegata al contatto con il sangue infetto, di non dimenticare la buona abitudine di riporre gli assorbenti in sacchetti di plastica, prima di gettarli nelle immondizie.Allo stesso scopo preventivo e per mantenere un comportamento di corretta igiene sanitaria, adatta peraltro a tutte le situazioni, tutti i capi di abbigliamento e di biancheria intima venuti a contatto con il sangue, dovrebbero essere lavati accuratamente e trattati scrupolosamente con candeggina. Per quanto riguarda poi una eventuale gravidanza, possiamo dire sulla base dei dati della letteratura, che non sembrerebbe che la presenza del virus C nella gravida possa aumentare il rischio di complicazioni nel corso della gestazione o in occasione del parto. Piuttosto va ricordato che il neonato, partorito da una madre HCV positiva,
può presentare nel sangue gli anticorpi anti-HCV materni che,
attraverso la placenta, passano dal sangue materno a quello fetale.
Questi anticorpi, comunque, non sono di per sé segno di malattia
e, nella maggioranza dei casi, spariscono in modo spontaneo dopo un
certo numero di mesi. La sospensione dell'allattamento al seno viene però sempre consigliata, per sicurezza, in presenza di ferite a carico del capezzolo o, naturalmente, di ragadi con pericolo di sanguinamento. Non dobbiamo però dimenticare che è stato valutato nella
pratica clinica che il passaggio del virus dalla madre al neonato si
verifica in media nel 5% delle nascite, ma potrebbe salire anche al
25% qualora la madre risultasse affetta anche da AIDS. Recenti studi
condotti in Giappone ( dove è presente un genotipo di HCV piuttosto
virulento ) hanno infatti evidenziato che circa il 6% dei bambini nati
da una madre HCV positiva hanno effettivamente contratto la malattia. A questo punto non possiamo concludere la nostra trattazione senza accennare alle attuali terapie.E purtroppo dobbiamo incominciare col dire che una cura che risulti sempre sicura e definitiva dell'epatite C, ancora non esiste. Il farmaco più usato è l'alfa-interferone, una proteina che viene riprodotta in laboratorio e che viene, oggi, associata ad un altro farmaco, la ribavirina, dalla cui azione combinata si cominciano ad avere buoni risultati. Aggiungiamo che le persone le quali abbiano contratto l'epatite C devono abolire tassativamente le bevande alcoliche ed il fumo. Devono, inoltre, seguire una dieta adeguata ed adottare alcune precauzioni con i conviventi, come quelle di riservare ad uso personale gli oggetti appuntiti ( forbici, rasoi,lamette, spilli, ecc...) . Infine ricordiamo, a tutti coloro che vogliono farsi fare un piercing o un tatuaggio, di rivolgersi sempre ad un Centro autorizzato e di controllare che tutti gli attrezzi adoperati siano sempre adeguatamente sterilizzati ed in confezioni monouso. Prof. Giovanni Cristianini IN PRIMO PIANO SU MARGHERITA.NET
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