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L'epatite virale

Cos'è l'epatite virale?
Che cos'è l'epatite virale? Può essere definita in modo molto semplice come un'infezione del fegato causata da un virus. Numerosi sono i virus capaci di determinare una infiammazione acuta del fegato umano e alcuni di essi - la maggioranza - sono in grado di provocare anche gravi forme croniche che colpiscono appunto il viscere epatico.

Non è facile spiegare al profano che cosa sono i virus. Accontentatevi di sapere che si tratta di agenti patogeni piccolissimi, le cui dimensioni si misurano in millimicron, responsabili di molte malattie degli animali e delle piante.

I virus del fegato, quelli, cioè,che infettano il fegato dell'uomo, si dividono in due grandi gruppi: quello dei virus che infettano soprattutto il fegato e quello che comprende i virus in condizioni di colpire oltre al fegato anche gli altri organi. I virus del primo gruppo sono la causa della classica epatite virale.I virus del fegato ( detti anche epatitici o epatotropi ) sono numerosi, abbiamo detto, e vengono indicati con le lettere dell'alfabeto ( sino ad ora se ne conoscono sette: e sono stati battezzati con le lettere che vanno dalla A alla G).

Grazie alle scoperte della biologia molecolare molti altri virus saranno probabilmente trovati nel gruppo che infetta elettivamente il fegato. Forse non basteranno a identificarli tutte le lettere dell'alfabeto.

Tutti questi virus provocano la morte delle cellule epatiche e causano forme più o meno gravi di epatite che vanno da quelle acutissime ( o fulminanti ) a quelle croniche, spesso asintomatiche, che vengono generalmente scoperte per caso, talora quando hanno già raggiunto lo stadio della cirrosi. In Italia l'epatite virale ha una certa diffusione: 8 mila i casi di epatite acuta per anno, ai quali vanno aggiunti quelli delle epatiti croniche e dei portatori asintomatici che si aggirano attorno ai 3 milioni di soggetti.

La diagnosi
Non può essere posta solo sulla base di criteri clinici, in quanto virus diversi, spesso , causano quadri sintomatologici talvolta simili. Ciononostante si dovrebbe fare la diagnosi specifica il più precocemente possibile per impostare una efficace prevenzione del possibile contagio, che avviene diversamente a seconda del tipo di epatite. Qualsiasi forma di epatite, da causa virale o tossica (chimica), si rivela soprattutto per l'aumento delle transaminasi, che sono la espressione della necrosi epatocellulare.

Se si tratta di infezione virale, per approfondire la diagnosi, si deve ricorrere alla immunosierologia, all'analisi del DNA o del RNA virale e, nelle forme croniche, alla biopsia che dimostra l'estensione del danno epatico e la eventuale comparsa delle complicazioni ( cirrosi ed epatocarcinoma).

La terapia:
nei casi di epatite acuta non sono richiesti importanti interventi, con l'esclusione delle forme fulminanti, per le quali l'indicazione principale consiste nel trapianto. In certe epatiti croniche può essere usato l'interferone, sempre sotto il controllo di medici esperti.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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