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Eccesso di sudorazione Riprendiamo qui un argomento che abbiamo già trattato più volte, e che rappresenta di gran lunga la richiesta che ci è stata rivolta più di frequente dai lettori di questa rubrica. Abbiamo così conosciuto numerose persone, di entrambi i sessi, che purtroppo soffrono del quotidiano imbarazzo di una sudorazione eccessiva, o iperidrosi, che le mette a disagio nei rapporti con gli altri, per vari ed intuibili motivi.

La sudorazione è un fenomeno naturale che serve a regolare la temperatura del nostro corpo. La secrezione sudorifera avviene attraverso stimoli nervosi che derivano dal sistema nervoso vegetativo e, più precisamente, da quella sezione dello stesso che è rappresentata dal "sistema nervoso simpatico".Ora può accadere che in alcuni soggetti questa porzione del sistema nervoso debba lavorare a livelli più alti per ottenere lo scopo di mantenere la temperatura corporea ai valori normali.Ne consegue che questi individui presentano una sudorazione eccessiva, con tutte le conseguenze che le lettrici possono facilmente immaginare, configurando quella patologia che viene appunto definita "iperidrosi" o sudorazione eccessiva.

Se nel periodo estivo è un'esperienza abbastanza comune e fastidiosa, per molti di noi, quella di sentirsi colare il sudore addosso, cerchiamo di immaginare cosa debbano provare coloro che sudano, o meglio, grondano tutto l'anno (gocciolazione), in un modo tale cioè da inzuppare letteralmente gli abiti e da soffrire la molestia e la mortificazione di avere mani, piedi o ascelle continuamente madidi di sudore. Intendiamo riferirci a quelle persone che soffrono della situazione clinica che abbiamo appena nominato, caratterizzata, appunto, da una eccessiva e continua sudorazione, non sempre facile da trattare.

Vogliamo fare riferimento, in altri termini, ad una sudorazione esagerata che coinvolge la ghiandole sudoripare, in via primitiva o secondaria, indipendentemente dalla temperatura ambientale, la quale tuttavia interviene ad accentuare un eventuale disturbo preesistente quando i suoi valori si fanno troppo elevati. Teniamo presente, infatti, che l'iperidrosi spesso si aggrava durante i mesi estivi e migliora d'inverno, anche nelle forme non stagionali di cui tratteremo tra poco.

Chi soffre di sudorazione eccessiva desidera ovviamente conoscere, più che il quadro clinico di tale patologia ( perché tale deve considerarsi ), i vari metodi di trattamento curativo dell'affezione . Questo atteggiamento è naturalmente comprensibile nei pazienti in genere e lo abbiamo anche spesso rilevato nei numerosi messaggi che ci sono pervenuti sull'argomento da parte delle nostre lettrici. Ma prima di affrontare la cura dell'iperidrosi è doveroso che il medico accenni, sia pure brevemente, ai due punti su cui si devono fondare le prescrizioni terapeutiche. Vale a dire la differenziazione dei vari tipi di iperidrosi e la possibile comparsa di complicanze.

Ci sbrighiamo subito con le iperidrosi secondarie ricordando le forme che seguono a certe lesioni neurologiche, delle quali non possiamo in questa occasione occuparci, e quelle che si presentano in alcune malattie sistemiche come certe forme tumorali. Mi viene in mente, a questo proposito, di avere visto talvolta una iperidrosi plantare unilaterale , ad insorgenza improvvisa, che si associava alla presenza di una neoplasia retroperitoneale. Ricordiamo inoltre, tra le cause di iperidrosi secondaria, l'ipertiroidismo, la terapia ormonale del carcinoma prostatico, alcune malattie psichiatriche, l'obesità e la menopausa.

Di più comune osservazione sono le iperidrosi primitive o idiopatiche che comprendono le forme emotive e quella già menzionata come iperidrosi stagionale. Le prime interessano sopprattutto le palme delle mani, le regioni ascellari e le piante dei piedi, sono scatenate da stress psicoemotivi, si attenuano durante il sonno e non vengono per nulla influenzate dalle variazioni della temperatura, a differenza delle iperidrosi stagionali che sono determinate da una alterata funzione del centro termoregolatore cerebrale ( ipotalamo ), sono diffuse a tutta la superficie corporea, si aggravano nel periodo estivo e si accentuano durante il sonno notturno.Altre localizzazoni sono rappresentate dal tronco e dalle cosce, dal viso e dalla fronte, localizzazioni queste meno frequenti.
A parte deve considerarsi la cosiddetta iperidrosi ascellare essenziale, che è una forma essenziale o primitiva, inizia quasi sempre alla pubertà, o qualche anno dopo, molto spesso presenta caratteristiche di familiarità ed è assimilabile per certi versi alle iperidrosi emotive. Teniamio presente che la secrezione sudorale può essere di grado così importante da risultare talora invalidante.

Le complicanze più comuni possono essere la comparsa di eruzioni miliariformi o di macerazione cutanea con lesioni a tipo di intertrigine, piede d'atleta, disidrosi (eczema palmoplantare ).

Per quanto riguarda la terapia, alla quale siamo alla fine arrivati, distinguiamo una terapia medica ( locale e/o generale ), una terapia chirurgica e, in casi limitati, anche una radioterapia, ormai del tutto superata. La terapia di prima scelta ( se l'ipersudorazione non è eccessiva ) è rappresentata dagli "antitraspiranti" del commercio (o antiperspiranti ) che contengono, per lo più, cloruro o bromuro di alluminio, quest'ultimo meno irritante per la pelle.Buoni risultati nelle forme lievi o moderate si ottengono anche con la ionoforesi che agisce otturando i condotti delle ghiandole sudoripare per un certo periodo di tempo. Questa tecnica consiste nell'applicazione di una corrente continua alle palme e/o alle piante dei piedi immerse in una soluzione elettrolitica.

Va chiarito, comunque, che entrambi questi trattamenti sono sempre provvisori e devono essere ripetuti a brevi intervalli, anche più volte alla settimana
.Nelle forme generalizzate vengono talvolta somministrati farmaci anticolinergici, che, agendo sul sistema neurovegetativo, riducono l'attività delle ghiandole sudoripare, anche se, abbastanza spesso, ai dosaggi richiesti per raggiungere un effetto accettabile, gli effetti collaterali (secchezza delle fauci e disturbi della visione ) possono essere difficilmente sopportabili. Nelle forme che abbiamo definito emotive l'eccessiva sudorazione viene spesso innescata dall'ansia, motivo per cui, in questi casi, si hanno effetti abbastanza positivi usando sedativi ed ansiolitici, oltre alla psicoterapia.

La chirurgia prevede alcuni interventi, nei casi più gravi, che vanno dalla asportazione delle ghiandole sudoripare delle ascelle (solo in questa varietà clinica, naturalmente) attraverso varie incisioni o, anche, con tecniche di aspirazione del tessuto sottocutaneo, in cui sono contenute le ghiandole. Sempre in campo chirurgico si può praticare la simpaticectomia toracica classica ( " a cielo aperto" ) o, con risultati migliori, la simpaticectomia endoscopica toracica, intervento poco invasivo che può essere indicato nella iperidrosi palmare, facciale e, secondo alcuni, anche in quella ascellare, nella quale forma si possono così evitare gli interventi diretti all'asportazione delle ghiandole, di cui abbiamo detto. Per quanto concerne l'iperidrosi plantare isolata , questa può essere curata soltanto con una simpaticectomia lombare, che è un intervento addominale " a cielo aperto" , mentre l'iperidrosi del tronco e delle cosce o quella generalizzata non possono giovarsi di un trattamento chirurgico. Rimane da ricordare, però, che oggi l'aiuto più efficace per la cura dell'iperidrosi grave è fornito dalla tossina botulinica ( prodotta da un batterio : il Clostridium botulinum) che, iniettata sottocute in tutta la regione interessata dalla iperidrosi, blocca la secrezione del sudore per 6 - 8 mesi.

L'uso della tossina botulinica per iniezioni sottocutanee rappresenta un trattamento relativamente recente. Il suo effetto terapeutico viene provocato dalla inibizione del rilascio dell'acetilcolina, un neurotrasmettitore, con il conseguente risultato di arrestare la stimolazione delle ghiandole sudoripare. La sostanza menzionata provoca un blocco a livello delle sinapsi nervose impedendo il rilascio della acetilcolina che funge, in questa situazione, come abbiamo detto, da neurotrasmettitore. E' sufficiente, nella pratica, un trattamento annuale nella gran parte dei pazienti.Più di frequente l'effetto inibitorio dura 5-8 mesi.Il maggior pregio di questo metodo consiste nella quasi totale assenza di effetti collaterali che, quando compaiono, sono quasi sempre di tipo transitorio.

In conclusione, quindi, possiamo affermare che nella iperidrosi grave, che non risponde agli antitraspiranti o alla ionoforesi, i trattamenti di elezione sono da considerarsi, oggi, la tossina botulinica nella iperidrosi ascellare e la simpaticectomia endoscopica toracica nella iperidrosi palmare o facciale.
Qualcuno si avvale, tra le altre terapie, dei vari metodi di medicina cosiddetta alternativa, vale a dire della omeopatia, dei massaggi (?) dell'agopuntura e persino della fitoterapia.Nella nostra esperienza i risultati di questi trattamenti sono stati quasi sempre trascurabili o del tutto assenti, come anche quelli attribuiti all'ipnosi.
Purtroppo si tratta di un disturbo che, esclusi i casi che rispondono all'intervento di simpaticectomia, dev'essere trattato in modo continuativo, per evitare a chi ne è affetto le note e serie conseguenze in campo psicologico ed occupazionale.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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