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Diverticoli e dieta

Succede molto spesso al medico responsabile di questa rubrica, riservata com'è noto ai problemi della salute, di sentirsi interpellare da qualche lettrice, desiderosa di conoscere i consigli igienico-alimentari che sono raccomandati nella diverticolosi del colon.

Noi ne abbiamo già parlato in passato ed abbiamo, in quell'occasione, fatto anche un breve cenno alla terapia ed alla dieta da seguire in questa comunissima affezione. Nella presente nota intendiamo riprendere l'argomento dell'igiene alimentare, che si raccomanda nella diverticolosi colica, non senza avere anteposto una necessaria e concisa premessa clinica

Quando si parla di diverticoli in generale, si intende solitamente indicare quelle protrusioni sacciformi che si sviluppano a carico della parete di un organo cavo. Si possono formare in varie sedi ( faringe, esofago, duodeno, digiuno, ileo, vescica…), ma si presentano soprattutto a carico del grosso intestino, vale a dire del colon e specialmente del sigma.

Va detto subito che il termine diverticolosi, che noi abbiamo menzionato, è da considerarsi piuttosto improprio anche se, tra il grosso pubblico, è un termine che va per la maggiore. O meglio, vorremmo specificare che si tratta di una locuzione alquanto inadeguata, nel senso che serve soltanto ad indicare la presenza, del tutto asintomatica, delle formazioni diverticolari, che sono nella diverticolosi semplice, lo ripetiamo, clinicamente silenti per definizione.
Quando invece nella cosiddetta diverticolosi si manifesta la comparsa di sintomi (dolore di tipo colico, turbe dell'alvo, meteorismo ) si dovrebbe allora usare la dizione di "malattia diverticolare ", come si fa del resto quando compaiono le vere e proprie complicanze, correlate sempre alla presenza dei diverticoli, e di cui i sintomi che abbiamo nominato sono di solito l'anticipazione.

La complicanza più frequente della diverticolosi, è fatto noto, è quella caratterizzata dalla comparsa di un processo infiammatorio a carico della formazione diverticolare e del tessuto peridiverticolare. In tale evenienza si parla infatti di diverticolite e di peridiverticolite.

Alla diverticolite possono seguire altre importanti ed ulteriori complicazioni che comprendono l'ascesso pericolico, le fistole che da quello derivano, la fibrosi pericolica che deforma ulteriormente il lume del viscere e la preoccupante ostruzione intestinale.

Non intendiamo occuparci qui della terapia, come abbiamo detto nella premessa, che può essere medica (antispastici, antibiotici a largo spettro, esclusione di liquidi ed alimenti per via orale, riposo ) e chirurgica, quando ovviamente si sviluppano ascessi, fistole e quadri di peritonite.

Se esaminassimo le ipotesi patogenetiche più recenti della diverticolosi ( e nelle quali non ci possiamo purtroppo cimentare ) vedremmo che proprio quelle costituiscono la base per l'impiego terapeutico di diete ad alto residuo, la cui utilità in tale patologia è stata documentata in molti lavori scientifici. Quindi è bene raccomandare a tali pazienti di aumentare il consumo di pane, pasta, farine integrali e di altri alimenti ricchi di scorie, quale il riso non brillato, ad esempio. Inoltre è consigliabile che i soggetti in questione badino anche di scegliere gli alimenti ricchi di fibre meglio tollerate, come si può ottenere semplicemente mangiando la frutta non sbucciata o aggiungendo al cibo crusca grezza a dosi di 10 - 25 g/die. Attenzione a non interrompere mai tali tipi di dieta a causa del meteorismo e della conseguente flatulenza, come spesso accade, tenendo conto che si tratta di disturbi che solitamente durano solo pochi giorni.

Altre importanti raccomandazioni sono quelle di evitare la vita sedentaria e quello che è definito, molto propriamente, il sedentarismo meccanizzato, cercando di fare il più possibile attività fisica continuativa.I pasti, con gli accorgimenti che abbiamo indicato, vanno sempre consumati in modo regolare, masticando bene, senza saltarne mai nessuno. La prima colazione deve essere possibilmente abbondante, come copiosa deve essere l'introduzione giornaliera di liquidi ( 2 litri, almeno, al giorno, anche fuori pasto ). L'alvo va svuotato regolarmente, con la massima tranquillità senza preoccuparsi del tempo necessario e degli impegni che ci attendono.

Ricordate, care lettrici, che probabilmente avete impiegato lunghi periodi della vostra vita per imparare a mangiare in modo scorretto, con un consumo sempre maggiore di alimenti raffinati e poveri di fibre vegetali, fatto certamente non estraneo alla eziopatogenesi della vostra diverticolosi colica.Chi soffre di tale patologia dedichi ora tutto il tempo necessario al cambiamento del suo stile di vita, con riguardo particolare ad una corretta alimentazione.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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