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Dieta vegetariana

Una delle domande che vengono spesso poste ai medici pratici riguarda la dieta vegetariana. Su questo tema, a dire il vero, si fa molta confusione perchè chi non è esperto in campo dietologico difficilmente è solito distinguere la dieta vegetariana "stretta" da quelle meno rigide, come ad esempio la dieta latteo-vegetariana e quella definita ovo-latteo- vegetariana. Ed è difficile pertanto dare una risposta, anche concisa, che possa essere facilmente compresa dall'interlocutore e possa quindi risultare soddisfacente. Proviamo comunque a fissare alcuni concetti fondamentali.

Innanzitutto va detto chiaramente che la dieta vegetariana rigida (con abolizione completa di qualunque cibo anche soltanto " di origine" animale, come le uova, il latte e il formaggio) non dovrebbe essere seguita nel tempo per periodi troppo lunghi. Il motivo è che questo tipo di dieta risulta in grado di provocare quasi sempre la carenza di fondamentali nutrienti che sono necessari al benessere di ogni individuo. Intendiamo riferirci alla vitamina B12, al ferro, al calcio ed allo zinco, tanto per fare un esempio di alcuni principi nutrizionali la cui assenza continuativa nella dieta può causare anche vere e proprie malattie carenziali come l'anemia sideropenica, quella cosiddetta perniciosa, l'osteoporosi ed altre turbe disnutrizionali che possono essere non meno preoccupanti.

Soggetti particolarmente a rischio nelle diete vegetariane che abbiamo definito "strette" sono i bambini, gli adolescenti ( a cui accenneremo fra poco), le donne gravide, quelle che devono allattare e, in genere, tutti gli anziani. Se invece viene seguita una dieta vegetariana meno severa, con assenza soltanto dei cibi carnei, ma con la conservazione dei latticini e delle uova, i problemi sono molto minori, ed anche trascurabili , se vogliamo, specialmente nei soggetti in età adulta.

Fra questi ultimi il regime semi - vegetariano, sopra menzionato, non provoca generalmente importanti alterazioni ed è spesso compatibile con uno stato di nutrizione ottimale, purchè, anche tra i vegetali, vengano fatte naturalmente delle scelte appropriate. Nel caso degli adolescenti, invece, anche se seguono lo stesso regime semi - vegetariano, i rischi sono ovviamente maggiori in quanto, trovandosi essi, per definizione, in una fase di rapido accrescimento, abbisognano di maggiori quantità di sostanze nutrienti di vario tipo, non sempre presenti in quantità adeguata nelle dieta seguita.

Nella letteratura medica specializzata sono riportate casistiche di adolescenti che, pur seguendo una dieta latteo - ovo - vegetariana, rimanevano al di sotto del fabbisogno calorico raccomandato alla loro età e presentavano un rischio importante di insufficiente apporto proteico e di carenza dei principi più sopra menzionati.

In conclusione possiamo affermare che gli adolescenti semi - vegetariani debbono seguire regimi dietetici ben bilanciati e studiati dal punto di vista nutrizionale dal medico specialista, quando non siano costretti a ricorrere a specifici integratori alimentari.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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