OGGI È  
Donne, moda e tendenze capelli . Il sito delle donne online
Margherita nei tuoi preferiti? Click!

Home | Donne e salute | Starbene | Starbene

La dieta ricca di fibre Com'è noto modificazioni dietetiche sono consigliate dal medico in svariate patologie che annoverano, tra le altre, l' obesità, il diabete mellito, l'ipertensione, l'insufficienza renale, le malattie infiammatorie intestinali e numerose altre affezioni tra cui anche la dislipidemia e la diverticolite del colon.

Abbiamo citato di proposito alcune di queste malattie con lo scopo di introdurre una breve trattazione di quelle diete che sono per l'appunto caratterizzate, in particolare, da una modificazione del loro contenuto in fibre. Tanto per portare qualche esempio possiamo dire subito che la variazione del contenuto e della qualità delle fibre in una dieta possono talora risolvere brillantemente il problema di una costipazione funzionale (si veda la nostra precedente nota sulla stipsi) o, in certi casi, quello opposto di una diarrea cronica.

Abbiamo più sopra accennato volutamente alle dislipidemie per ricordare, fin dall'inizio di questa esposizione, che è ormai dimostrato da numerosi studi che alcune fibre alimentari idrosolubili, assunte in quantità elevate, sono in grado di ridurre, per fare un altro esempio, anche i livelli di colesterolo negli stati di ipercolesterolemia;

ci riferiamo specialmente alle fibre fornite dalla semola, dai semi di lanciola, dai fagioli, dai piselli, dalle fave e da altri legumi, che possono utilmente essere associate alla terapia farmacologica di tali malattie metaboliche.

E' del resto ugualmente noto che la crusca di cereali, in un campo del tutto diverso, viene aggiunta con buoni risultati alla dieta dei pazienti affetti da diverticolite del colon.

MA COSA SI INTENDE PER FIBRA ALIMENTARE?
Sino a qualche tempo fa si voleva indicare con tale locuzione un insieme di sostanze comprendente la lignina ed alcuni polisaccaridi non amidacei, come la cellulosa, le emicellulose, le pectine ed alcune gomme e mucillagini.

In termini più semplici potremmo definire le fibre alimentari come quella parte di certe piante che non subisce la digestione da parte degli enzimi digestivi umani. Ma si tratta, però, anche di sostanze costituite da veri e propri nutrienti che non devono, quindi, essere considerate soltanto come materiali inerti che aumentano la massa fecale (ed utili quindi nella costipazione cronica idiopatica) o anche semplicemente come agenti che aumentano il senso di sazietà nel trattamento dietetico degli obesi.

Anzi, per essere corretti, oggi non si dovrebbe parlare più di "fibre alimentari" (o dietetiche), ma si dovrebbe piuttosto utilizzare definizioni chimiche più precise, come ad esempio la locuzione "carboidrati complessi" per indicare un gruppo di sostanze che comprende non solo la cellulosa, la lignina e le gomme alimentari, ma include anche una frazione dell'amido contenuto nella dieta (10%) e che, non essendo attaccabile dagli enzimi pancreatici, si comporta allo stesso modo delle fibre. Non adotteremo comunque tale espressione, specie in questa sede, perché vogliamo fare della divulgazione scientifica e non desideriamo abbandonare una espressione diffusa ed ormai affermatasi nell'uso comune.

I BENEFICI DELLE FIBRE ALIMENTARI
Le fibre alimentari, quindi, (solubili e non) presentano infatti numerose proprietà che si ripercuotono utilmente sull'ecosistema intestinale e rivestono spesso una vera e propria funzione clinica : aumento della massa fecale, diminuzione della pressione colica endoluminale e miglioramento del transito intestinale, diminuita formazione di radicali liberi e ridotto assorbimento di principi nutritivi, rallentamento dello svuotamento gastrico e provato effetto ipocolesterolemizzante. Ne consegue che una dieta ricca di fibre risulta utile, e pertanto indicata, nel trattamento terapeutico della stipsi, della diverticolosi del colon, della "sindrome dell'intestino irritabile", della calcolosi biliare, dell'obesità, del diabete mellito e delle iperlipidemie (come abbiamo già più volte sottolineato).

Non possiamo approfondire gli effetti utili delle fibre in molte altre patologie, ma non possiamo nemmeno esimerci , prima di concludere, dal sottolineare la possibile correlazione, che viene da molti studiosi accettata, tra carcinoma del colon e basso contenuto di fibre nella dieta.

Siamo in grado però di affermare con sicurezza che la sostituzione di una dieta "normale" con degli alimenti ad alto contenuto di fibre dietetiche (diremo in altra occasione della " dieta mediterranea") costituisce un mezzo efficace per fornire a molti pazienti una alimentazione più sana e spesso con effetti terapeutici dimostrati.

Probabilmente nel prossimo futuro verranno messi in evidenza altri aspetti positivi di una alimentazione ricca di cibi contenenti un congruo contenuto di fibre (20 - 30 grammi al dì), ma già fin d'ora, sulla base dei dati scientifici acquisiti, possiamo raccomandare tale uso nella prevenzione e nel trattamento di molte, importanti affezioni patologiche che riguardano soprattutto l'apparato digerente ed il metabolismo intermedio.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

SEGUI MARGHERITA.NET

Teniamoci in contatto!
Iscriviti gratis alla newsletter di Margherita.net. Ricevi i nostri aggiornamenti settimanali direttamente nella tua mailbox

ADVERSUS UOMINI
10 cose che le ragazze notano (eccome) in un uomo
Fai di Margherita.net la tua homepage. Basta fare click qui
Teniamoci in contatto! :-)
Iscriviti gratis alla newsletter di Margherita.net.
Ricevi i nostri aggiornamenti settimanali direttamente nella tua mailbox