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Una depressione di stagione

Tra le varie forme e varianti che rientrano nel gran calderone delle malattie depressive, vogliamo in questa nota ricordare una di esse che, forse, non è molto conosciuta, ma che tuttavia si presenta con una certa frequenza e che, non sempre, giunge all' osservazione dello specialista. Mi riferisco ad un profilo clinico, relativamente nuovo, che è stato definito "disturbo affettivo stagionale" perché presenta una ricorrenza autunno - invernale ed ha generalmente una sicura remissione primaverile.

Inoltre si distingue dagli altri disturbi affettivi, oltre che per la caratteristica stagionale ( e ambientale, quindi ), anche per il fatto di presentarsi generalmente con quadri sintomatologici atipici rispetto a quello che è considerato l'aspetto clinico "classico" di una sindrome depressiva.

Per semplificare questa presentazione diciamo subito che si tratta di pazienti, in prevalenza donne, con un' età che si aggira intorno alla cinquantina, le quali, all'approssimarsi della cattiva stagione, cominciano ad accusatre un abbassamento importante del tono dell' umore, aumento dell'appetito e maggiore bisogno di dormire.

A proposito di quest'ultimo aspetto, che caratterizza questa forma, ricordiamo a chi ci legge che i disturbi depressivi in genere si presentano associati ad insonnia, fatta eccezione per le forme che riguardano gli adolescenti e per quelle dei soggetti, appunto, nei quali la depressione ha un andamento tipicamente stagionale.

Anche gli altri segni non sono sempre conformi alle forme depressive "classiche", se consideriamo che per l'aumento dell'appetito ( fame eccessiva di carboidrati ) si osserva quasi sempre anche un incremento del peso corporeo, inoltre si registra un peggioramento serale dei sintomi depressivi ( con una inversione rispetto alle altre forme di depressione) ed una frequente ed evidente tendenza all'irritabilità. Anzi sarebbe più indicato usare il termine "irascibilità" per indicare una manifestazione sicuramente morbosa e non soltanto un temperamento facilmente irritabile. Questa irascibilità si presenta molto di frequente ed ha le caratteristiche di un'abnorme responsività a stimoli anche leggeri o banali, come succede per molte reazioni di tipo nevrotico. Meno cartteristici e non peculiari della depressione stagionale, in particolare, sono la perdita di interessi, la difficoltà a seguire le proprie occupazioni, la diminuzione del desiderio sessuale e spesso anche uno stato d'ansia associato.

Le lettrici vorranno sapere qual è la percentuale di persone che lamenta questo tipo di disturbi. Possiamo rispondere sulla base di dati della letteratura, seppure con qualche riserva, che nei paesi del Nord - Europa si arriverebbe quasi al 18% tra gli abitanti di quelle regioni che sono situate più a settentrione. Altri studi avrebbero invece documentato un' incidenza del 2 - 3 % nella popolazione adulta dell' Europa centrale, con un interessamento del sesso femminile quattro volte superiore rispetto agli uomini.

Naturalmente uno degli aspetti che interessa alle lettrici è anche, e soprattutto, la conoscenza dei rimedi che possono essere usati e che sono rappresentati soprattutto dai farmaci antidepressivi di ultima generazione, dalla psicoterpia, quando ce ne fosse l'indicazione, e dalla fototerapia, vale a dire il trattamento con la luce. Farmaci e psicoterapia sono presidi terapeutici che non sorprendono nessuno, se si tiene conto che questo disturbo ( abbastanza singolare per certi aspetti ) compare comunque sempre in soggetti che sono già predisposti alle alterazioni depressive del tono umorale. e per i quali è quindi da attenedersi che possano giovarsi di tali interventi.

Ma la fototerapia è di acquisizione piuttosto recente, pur tenendo conto che osservazioni sull'utilità della luminosità ambientale nei soggetti depressi risalgono già a qualche secolo fa. Ricordiamo soltanto che successive esperienze, confermate da studi moderni, avrebbero confermato che soprattutto i pazienti con diagnosi di "disturbo depressivo stagionale" risponderebbero positivamente quando vengano esposti alla luce ( intensità di 2500 lux ) per alcune ore al giorno e per adeguati periodi nel corso della "stagione buia ".

Evidentemente l' affettività di tali pazienti è particolarmente influenzata dalla luce solare , che fornisce loro la carica e l'energia per affrontare meglio la giornata, come si può constatare generalmente quando la luce è minore del solito, ovvero nelle giornate invernali, nelle quali appunto tali soggetti predisposti diventano più stanchi, meno attivi e soprattutto di pessimo umore.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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