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Home | Donne e salute | Starbene | Starbene Il danno da fumo Tra le cause di malattia che possono essere prevenute la principale è il fumo di sigaretta, anche se tale affermazione è destinata, forse, a stupire una gran parte delle nostre lettrici, dedite al fumo e non. Esistono infatti alcune importanti entità morbose la cui diretta dipendenza dall' uso del tabacco è sicuramente dimostrata, come lo è l'invalidità che ne deriva ed anche la morte che molte volte conclude la patologia correlata al tabagismo cronico.Cerchiamo di inquadrare in qualche modo il problema e di delinearne rapidamente le dimensioni. Come al solito cominciamo con qualche dato statistico che prendiamo direttamente dalla letteratura medica più aggiornata. Negli USA più di un milione di adolescenti inizia ogni anno a fumare e, nello stesso tempo, ci troviamo ad assistere all'assurda situazione di milioni di adulti di ogni età che, per motivi di salute, cercano in tutti i modi di smettere l'inveterata e dannosa abitudine. Si tratta di un problema che interessa la salute pubblica, oltre a quella del singolo fumatore che diventa per molti versi un vero "tossicodipendente". In Italia poi la situazione si presenta ancora più incomprensibile perchè lo Stato detiene il monopolio del tabacco, da cui ricava notevoli introiti, e nello stesso tempo è costretto a provvedere alle spese non indifferenti richieste dalle cure (in gran parte, quindi, a carico del contribuente) dei malati di tabagismo cronico e delle connesse complicanze patologiche. Ma cos' è il fumo di sigaretta? Potremmo definirlo un aerosol eterogeneo che si ottiene con la combustione incompleta della foglia di tabacco, comprendente una fase corpuscolata ed una gassosa, entrambe ricche di sostanze tossiche e cancerogene. Le componenti del fumo di sigaretta più a rischio per la salute e di cui si hanno maggiori informazioni scientifiche, sono la nicotina, il monossido di carbonio ed alcune sostanze cancerogene, quali gli idrocarburi aromatici policiclici, le amine aromatiche e le nitrosamine. I danni C'è poi da ricordare che il fumo, durante la gravidanza, interferisce sullo sviluppo fetale, può incrementare la morte intrauterina del feto e, molto spesso, favorisce l'aborto spontaneo. Alle donne fumatrici, che hanno bambini, deve essere ricordato che il fumo passivo è notevolmente pericoloso per costoro in quanto aumenta il rischio delle malattie respiratorie negli stessi e ne influenza negativamente lo sviluppo. Ricordiamo che per fumo passivo (involontario) deve intendersi l' esposizione di soggetti non fumatori al fumo di altre persone in ambienti non aerati. E' questo il caso dei figli di fumatori, nei quali si è osservata una prevalenza maggiore di malattie respiratorie rispetto ai figli dei non fumatori, per quanto non sia stato ancora sicuramente dimostrato che queste li predispongano alla bronchite cronica ostruttiva. Nel caso del carcinoma polmonare, invece, si sa con certezza, ormai, che il fattore eziologico più importante è rappresentato dal fumo di sigaretta, che può agire da solo o talvolta anche sinergicamente con altre sostanze cancerogene come il radon e l'amianto (esposizione occupazionale).Per quanto riguarda poi la patologia cardiovascolare il fumo di sigaretta è sicuramente riconosciuto da tutti come un fattore di rischio indiscutibile ed importante, essendo stati identificati anche i componenti dello stesso (monossido di carbonio e nicotina) che si pensa siano in grado di causare l' aterosclerosi. Con queste premesse nessuno può oggi negare la grande importanza che riveste, per la salute dei soggetti dipendenti, l' abbandono del fumo. Smettere, ma come? Alcuni cardiologi, molto opportunamente, sfruttano il periodo di permanenza del fumatore in Unità Coronarica (per un infarto, ad esempio) per imporgli l' abbandono del fumo, favoriti dalla drammaticità del momento che permette spesso risultati per lo più definitivi. Non va dimenticato, comunque, che i dati statistici provano che l'80% di coloro che hanno smesso di fumare, ha raggiunto lo scopo unicamente con le proprie forze, senza alcun aiuto nè da parte del medico nè di altri. E la prevenzione? Prof. Giovanni Cristianini IN PRIMO PIANO SU MARGHERITA.NET
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