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Home | Donne e salute | Starbene | Starbene Il colpo di calore E' abbastanza nota l'esistenza di malattie che si associano a temperature ambientali elevate. Anche brevi periodi di caldo eccessivo, come è accaduto nelle scorse settimane, sono talvolta in grado di arrecare danni seri alla salute. Le "sindromi cliniche da calore", come sono chiamate queste affezioni, comprendono diverse entità morbose che vanno dalla miliaria rubra (comune nei piccoli bambini) alla dermatite attinica (eritema solare), dai crampi da calore alla cosiddetta sindrome ipertermica da sforzo, dal collasso dovuto a perdita eccessiva di acqua e sali, per il calore eccessivo, a quella che è forse la forma clinica più importante, e cioè il colpo di calore (heat stroke) che è noto anche ai profani e del quale vorremmo tentare una breve sintesi. Il colpo di calore , è bene anticiparlo, sopravviene ogni qualvolta l'organismo diventa inidoneo a controllare il proprio equilibrio termico. In questa evenienza la temperatura corporea sale rapidamente sino a raggiungere e superare valori rettali di 41° C in breve tempo (10-15 minuti), principalmente per una compromissione dei meccanismi della sudorazione che non consentono un adeguato raffreddamento corporeo. Bambini, anziani ed in genere persone debilitate sono le categorie che vanno più facilmente soggette ad un colpo di calore, di solito nei mesi estivi particolarmente caldi ed afosi, specialmente quando i soggetti indicati hanno soggiornato troppo a lungo in un ambiente surriscaldato ed eccessivamente umido.E' bene che i lettori sappiano che il colpo di calore può causare anche la morte del paziente o una disabilità permanente se non si interviene in tempo con un appropriato trattamento di emergenza che può e deve essere iniziato al più presto, prima dell'arrivo del medico e continuato, se possibile, durante il trasporto in ospedale. COSA FARE Se possibile si applicano anche delle borse di ghiaccio ai lati del tronco, si praticano spugnature di acqua fredda su tutto il corpo e, se il paziente è cosciente, gli si fanno bere adeguati quantitativi di acqua a temperatura ambiente. Nel caso che il paziente vomiti non si devono assolutamente somministrare liquidi, limitandosi a posizionare il soggetto su di un fianco allo scopo di mantenere pervie le vie respiratorie. LA DIAGNOSI Non è infrequente che il soggetto perda talora conoscenza già all'inizio della malattia, presenti inoltre marcata ipotensione arteriosa, tachicardia, ittero, sopore, coma e, nei casi fatali, uno stato di shock irreversibile che lo conduce all'exitus. Non riteniamo sia il caso di accennare alla terapia del colpo di calore che è un'emergenza medica e, come tale, richiede eccezionali misure che possono essere attuate solo in ambiente ospedaliero. LA PREVENZIONE Prof. Giovanni Cristianini IN PRIMO PIANO SU MARGHERITA.NET
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