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Colon irritabile Numerose lettrici mi hanno sollecitato, in quest'ultimo periodo, a trattare di un classico argomento della gastroenterologia che risponde al nome di "Colon irritabile". Mai sentito nominare? Onestamente non credo che una tale possibilità sia verosimile se riferita ad una malattia così diffusa e conosciuta. E cominciamo allora con l'affermare, senza tema di errore, che si tratta nella fattispecie della malattia intestinale che il medico si trova davanti più frequentemente nella pratica clinica di ogni giorno.

Vogliamo essere, come al solito, schematici e presentare la sindrome in modo tale da farne una scheda clinica di facile lettura e consultazione per le nostre lettrici.

Cerchiamo per prima cosa di inquadrare la malattia, dicendo che si possono descrivere almeno tre varianti cliniche della stessa, che sarebbero poi tre diversi modi di presentarsi all'osservazione dello studioso, oltre che alla naturale attenzione di chi ne soffre.

Una prima forma clinica è la cosiddetta colite spastica, di antica memoria, conosciuta con questo nome già dai vecchi medici e caratterizzata sostanzialmente da dolori addominali frequenti e da un alvo generalmente stitico. Un secondo modo di manifestarsi del colon irritabile è quello, anch'esso frequente, di una diarrea che affligge in modo intermittente il paziente, talvolta anche senza associarsi a sensazioni dolorose. Infine c'è la forma più conosciuta, forse, quella cioè che si presenta con stipsi e diarrea alternate. Abbiamo voluto mantenere questa classificazione, in parte superata, perchè molto chiara e, soprattutto, con carattersistiche che si prestano particolarmente ad un discorso didattico e di divulgazione scientifica, quale è il nostro.

Oggi si preferisce usare il termine di "turbe funzionali intestinali" che comprende ovviamente anche le anomalie della motilità del colon, ma rappresenta forse meglio la realtà clinica, come a dire in un modo meno restrittivo, comprendendo sotto un' angolatura più ampia anche quella serie più vasta di disturbi digestivi che non fanno sempre parte dei quadri classici di "intestino irritabile".

Ma vediamo di passare in rassegna gli aspetti più propriamente clinici della malattia, descrivendone i sintomi, discutendone la diagnosi ed accennando alla terapia. E' innanzitutto una forma morbosa che colpisce i giovani adulti, con particolare preferenza per le donne che ne sono affette due volte di più rispetto ai maschi. Il paziente tipico, quindi, potrebbe essere rappresentato da una giovane donna che si lamenta di un disturbo diarroico che dura da anni e compare in modo intermittente, alternato a periodi di benessere o di stipsi. La diarrea si manifesta preferibilmente al mattino e non è obbligatoriamente accompagnata da dolore.

Come abbiamo detto più sopra una variante è rappresentata dalla associazione di un dolore addominale cronico alla stitichezza, dolore crampiforme che viene riferito spesso alla regione epicolica sinistra ( regione del sigma ) e scompare, assieme al dolore, con l'emissione di feci o gas. Abbiamo anche ricordato che i vecchi medici, in questi casi, parlavano di colite o colopatia spastica, che poi è la stessa cosa dello "spastic colon" degli autori anglosassoni. In altre parole il colon, in particolare il sigma, si presenta spastico, ostacolando così il transito intestinale.Non è infrequente la stipsi alternata alla diarrea, con intervalli in cui l'alvo è normale e tale si mantiene anche per periodi di tempo prolungati.

Non dobbiamo dimenticare che in quella che abbiamo chiamato "sindrome del colon irritabile" si possono presentare anche altri sintomi che nulla, o poco, hanno a che fare con il colon. Ci riferiamo al bruciore retrosternale, al senso di facile affaticamento, al mal di schiena ed alle palpitazioni cardiache, sintomi che forse giustificano la locuzione di "turbe funzionali digestive" che qualcuno oggi preferisce al posto delle vecchie terminologie. L'esame obiettivo risulta per lo più negativo, salvo qualche raro caso con distensione addominale apprezzabile, ed anche gli esami endoscopici dimostrano per lo più una mucosa normale, talvolta con ipersecrezione catarrale. Qualche volta però il colon, alla palpazione dell'addome, può essere apprezzato come dolente e, inoltre, si riesce anche, talvolta, a palpare una corda colica nella fossa iliaca sinistra, corrispondente al sigma spastico.

La diagnosi di questa sindrome è spesso una diagnosi di esclusione che può richiedere, oltre ad un attento esame obiettivo, all'esame delle feci ed a specifiche indagini di laboratorio ( compresi gli ormoni tiroidei ), anche alcuni esami strumentali come la colonscopia ed il clisma opaco, che sono spesso necessari per escludere malattie infiammatorie o tumorali. Ricordiamo a chi ci legge che prima di diagnosticare un "colon irritabile", in presenza di una sintomatologia diarroica, il medico deve escludere anche tumori extracolici, come una neoplasia gastrica, un tumore midollare della tiroide e, talora, persino un carcinoide dell'appendice.

La terapia consiste soprattutto nel rassicurare il paziente, si giova di una blanda sedazione con benzodiazepine, se necessario si può avvalere di antidiarroici ( difenossilato, loperamide ), di antimeteorici e, nei casi con stipsi, qualcuno prescrive, con buoni risultati, diete arricchite di crusca per aumentare il volume fecale. Nelle situazioni più complesse è necessario, certe volte, consigliare il trattamento psicoterapeutico.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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