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Il collasso da caldo

Se ne sente parlare spesso in queste giornate di un'estate notevolmente torrida, e pertanto ci sembra utile riprendere un vecchio discorso che abbiamo, in parte, già affrontato nel recente passato. Con qualche approfondimento in più, se volete, e con qualche direttiva più precisa in tema di prevenzione e trattamento.

Inquadriamo quindi l'argomento e nominiamo anzitutto le principali malattie associate a temperature elevate, comprendenti diverse varianti che vanno dai crampi di calore alla sindrome ipertermica da sforzo, dal classico colpo di calore al meno drammatico collasso da caldo.Senza dimenticare il colpo di sole che costituisce un'entità clinica a sé stante e del quale non penso di riuscire a trovare il tempo, e lo spazio, per parlarne in questa nota.
Tratteremo pertanto solo della forma più frequente - il collasso ( o sincope da caldo ) - che è anche il tipo più comune tra le varie sindromi da calore.

La causa essenziale di tutte queste patologie, parlando in generale, è rappresentata sempre da un'eccessiva azione termica proveniente dall'ambiente esterno, accompagnata da una insufficiente cessione di calore da parte dell'organismo. Per essere più precisi potremmo dire che la necessaria dispersione di calore da parte del corpo può, in tali casi, divenire particolarmente difficile per una ventilazione insufficiente, per il fatto di indossare abiti non appropriati e poco permeabili al calore e, soprattutto, per una concomitante umidità atmosferica troppo elevata.

E' bene chiarire subito che si possono distinguere due diverse varietà di "colpo di calore", dei quali il più serio, quello vero e proprio o "colpo di calore tropicale", ci interessa ovviamente meno dato che alle nostre latitudini non è molto frequente, riscontrandosi soltanto in certi particolari ambienti di lavoro dove si registrino alte temperature, forte umidità e scarsa ventilazione.

Da noi è molto più frequente, come abbiamo già detto, una seconda forma più lieve, che abbiamo definito "collasso da caldo". In tale evenienza clinica la cute del paziente si presenta piuttosto umida ed abbastanza fresca ( quindi non secca e calda come nel colpo di calore vero e proprio ), c'è sempre infatti abbondante sudorazione, il polso è piccolo, vuoto e frequente, arrivando talvolta sino allo svenimento o lipotimia. In questi casi, quando la sindrome clinica non si configura come un tipico "colpo di calore", ma è soltanto un semplice collasso da caldo va trattato come tale, vale a dire tenendo soprattutto conto delle gravi perdite di sali e di liquidi che si hanno nell'organismo, perdite che vanno sollecitamente reintegrate.Il paziente va posto in un ambiente fresco e mantenuto per il tempo necessario in posizione distesa.

Se non si ha un recupero spontaneo è consigliata , come dicevamo, la somministrazione lenta di soluzioni saline per via endovenosa, anche se spesso è sufficiente l'assunzione di acqua ed elettroliti "per os". Le cose sicuramente da non fare sono la somministrazione di alcol ( che libererebbe altre calorie certamente non necessarie ) e le trasfusioni di sangue totale che peggiorerebbero la già esistente e grave "inspissatio sanguinis ". Quindi dobbiamo tenere presente, per concludere, che il collasso da calore è in sostanza una grave prostrazione da caldo e rappresenta la più comune fra tutte le sindromi cliniche menzionate, la quale sindrome si presenta per un deficit cardiovascolare, di fronte alle alte temperature esterne, che si instaura a causa di una grave carenza di acqua e di sali nell'organismo.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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