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Home | Donne e salute | Starbene | Starbene Chirurgia estetica Ve ne parlerò quindi, per presentarvela, non da chirurgo, ma da medico internista che da molti anni lavora in ospedale e che, come dicevo, anche per il "tirocinio" fatto nella conduzione di questa rubrica, ha potuto seguire tanti casi ed accumulare, indirettamente, una discreta e non trascurabile esperienza in questo settore. Devo ammettere che molto ho imparato anche da chi mi ha scritto, grazie alle domande più disparate che mi sono state rivolte ed anche, perchè no?, per la competenza non trascurabile di molte lettrici su quelle che sono oggi le tecniche più sofisticate in questo campo. Sono venuto così a conoscenza di metodiche e procedure che vengono messe continuamente in atto dagli operatori per permettere la correzione chirurgica di svariati inestetismi e di ottenere, in definitiva, a molte donne ( ma non solo donne) di piacersi e di piacere di più. Una precisazione, comunque, deve essere fatta a chi ci legge, e cioè che la chirurgia estetica ( o cosmetica), per quanto si sia fatta conoscere notevolmente per suo conto, deve essere sempre annoverata, comunque, nel quadro generale della chirurgia plastica che , oltre a questo ramo, include quello della chirurgia ricostruttiva ed impiega, a questo scopo, diversi biomateriali e prodotti della cosiddetta ingegneria tessutale. Quest'ultima, tanto per fare qualche esempio, si occupa della possibilità di creare, con materiali vari, sostituti di tessuti organici come l'osso, la cartilagine, la pelle, onde permettere così la ricostruzione di perdite scheletriche causate da traumi, da tumori e da lesioni congenite. Ma si interessa anche di modificare, a fini cosmetici, strutture del volto e del corpo in genere, nel rispetto della sicurezza del paziente e nella assoluta osservanza della deontologia professionale. A questo proposito mi viene in mente, sulla base anche dei numerosi messaggi ricevuti sull'argomento, la blefaroplastica, sulla quale vorrei spendere qualche parola, anche per accontentare molte nostre interlocutrici alle quali abbiamo più volte promesso di occuparcene. Indubbiamente il modellamento delle palpebre rappresenta l'intervento di chirurgia cosmetica forse tra i più seducenti e che, sempre in mani esperte, può dare ottimi risultati. Vorrei però, prima di parlarne brevemente, ricordare che con questo intervento di plastica si possono togliere le "borse" sotto gli occhi abbastanza bene, senza che risultino naturalmente visibili cicatrici, per cui il volto risulta nel complesso rinnovato. Vorrei anche, però, mettervi subito in guardia contro certi
slogan o battute pubblicitarie, a cui indulgono, purtroppo, anche i
chirurghi del settore, secondo i quali un tale intervento, facendo scomparire
le "borse", farebbe scomparire anche un cospicuo numero di
anni. Piuttosto che di ringiovanimento direi che sarebbe più
corretto parlare, in questa evenienza, di un miglioramento dell'espressione
che dovrebbe ripercuotersi anche sul resto del volto, senza però
cambiare la fisionomia, quando l'operazione sia eseguita ovviamente
a regola d'arte. E' doveroso, prima di conchiudere questo paragrafo, accennare agli eventuali problemi post-operatori che, indubbiamente, ci sono e perdurano per circa una settimana, almeno, dopo l'atto chirurgico. Nei giorni che seguono all'operazione compare, infatti, l'edema delle palpebre trattate e, in tutti i casi, importanti ecchimosi che durano alcuni giorni e costringono il paziente ad usare, per mascherarli, gli occhiali da sole, se vuole riprendere gli impegni professionali al più presto. Tra gli effetti collaterali indesiderati deve essere ricordato anche un eccessivo abbassamento del bordo della palpebra inferiore, dovuto a cause diverse, che può rendere necessario un reintervento ( si parla in questi casi di "occhio tondo"). Infine, ma non è una complicazione, se coesistono le rughe " a zampa di gallina" accanto alle "borse", è possibile anche eliminare un po' di tali grinze cutanee, nel corso dello stesso intervento, sollevando il muscolo orbicolare e fissandolo all'orbita, con una tecnica particolare. A questo proposito, forti dell'esperienza fatta in questi anni, vorremmo
aprire una breve parentesi, prima di dimenticarcene, e mettere sull'avviso
le nostre lettrici, affinchè non si facciano ingenuamente attrarre
dal primo chirurgo incontrato e, con il consiglio del proprio medico,
si rivolgano sempre, per le necessarie informazioni, presso gli ordini
professionali e le cliniche universitarie, prima di affrontare qualsiasi
intervento di chirurgia estetica. Ma vediamo di spiegare quello che comunemente si intende per mastoplastica in senso generale. In poche parole si tratta di un intervento sul seno per modellarlo quando è svuotato ed inconsistente, per ridurne le dimensioni quando è troppo voluminoso o, infine, per ricostruirlo quando è assente per malformazione congenita o perché asportato a causa di una qualche patologia ( mastectomia per tumore). Potremmo quindi parlare, nei primi due casi, di mastoplastica estetica e, nell'ultima evenienza, di ricostruzione mammaria post-mastectomia. Oggi l'intervento estetico ( in senso stretto) più frequente è rappresentato dalla mastoplastica additiva e cioè dall'inserimento di una protesi per aumentarne il volume, alla quale ricorrono anche le donne giovani, a differenza di quanto avveniva negli anni passati. Abbiamo accennato, all'inizio, che le protesi più utilizzate sono quelle di silicone, delle quali diremo soltanto che sono costituite da una parte centrale gelatinosa che le fa assomigliare ad un seno normale, anche per la consistenza. L'intervento dura poco più di un' ora, viene praticato in ambiente ospedaliero, sempre in anestesia generale e la paziente può essere dimessa il giorno seguente. Il soggetto operato deve essere controllato ogni due anni per l'accertamento di eventuali effetti collaterali, tra i quali ricordiamo una possibile reazione fibrosa attorno alla protesi che diventa, in questo caso, più rigida. Della ricostruzione mammaria post-mastectomia, di cui non vogliamo
entrare nei particolari tecnici, diremo soltanto che è prevista
la ricostruzione immediata e quella differita, aggiungendo che la seconda
dà migliori risultati estetici, mentre la prima viene preferita
generalmente per evitare le conseguenze depressive della mutilazione. Abbiamo scritto, nel nostro precedente lavoro, che il trattamento chirurgico è riservato alle forme localizzate ed è fondato essenzialmente sulla riduzione dell'accumulo adiposo con la liposuzione.Sotto tale denominazione sono incluse tecniche diverse che comprendono la liposuzione tradizionale ( o lipoaspirazione con cannule), la liposuzione ultrasonica e quella "laser". La qualità estetica del risultato dipende da molti fattori, tra cui il tipo di pelle ( nelle donne giovani si hanno i risultati migliori) e dal tono muscolare dell'operanda. Come abbiamo fatto per gli altri argomenti trattati, elenchiamo anche in questo caso le complicanze più frequenti dell'intervento, ricordando, in particolare, ematomi, sieromi, edemi, infezioni, shock ipovolemico, embolia, tromboflebiti. Le sequele più frequenti sono invece rappresentate da irregolarità cutanee, ipoestesia e pigmentazione della pelle da depositi emosiderinici. Infine accenniamo, in appendice, anche alla cura delle ustioni con l'utilizzazione delle pelle semiartificiale, proposta pure per integrare le procedure di "ringiovanimento" della cute ( peeling, dermoabrasioni, laser), oltre agli interventi sulle cicatrici particolarmente deturpanti (usando nuove molecole quali le citochine). La chirurgia estetica ( o cosmetica) è senz'altro in continua espansione ed al chirurgo plastico si richiede, pertanto, la massima preparazione tecnica, responsabilità, consapevolezza e, nei confronti del paziente, la più assoluta disponibilità ad attuare controlli accurati, onde potere valutare eventuali problemi anestesiologici e prevenire possibili e deturpanti difetti di cicatrizzazione. Prof. Giovanni Cristianini IN PRIMO PIANO SU MARGHERITA.NET
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