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Il cancro fa meno paura

Sino a qualche decennio fa la parola cancro non si poteva neppure nominare per la paura che metteva addosso anche soltanto a pronunciarne il nome. Per indicarlo si usavano per lo più delle perifrasi, come qualcuno ricorderà, e lo si chiamava "brutto male " o anche "malaccio" con un toscanismo che veniva spesso usato o si ripiegava, di frequente, sulle locuzioni "tumore maligno" e "malignoma" . Erano tutte circonlocuzioni e giri di parole molto adoperate, ma poco eufemistiche perché dicevano già troppo e non esorcizzavano la paura della prognosi quasi sempre infausta.

Oggi le cose vanno un po' meglio, nel senso che la speranza di riuscire a sconfiggere la malattia è aumentata, anche se non si deve dimenticare che vanno sempre distinte numerose varietà di neoplasie e, quindi, che la prognosi varia a seconda del tipo di patologia tumorale e dello stadio in cui si interviene con la terapia.
Possiamo affermare, tuttavia, che in questi ultimi due lustri l'aspettativa di vita di questi pazienti è aumentata ed anche la qualità della stessa, nel complesso, è migliorata. Si calcola globalmente ( anche se un po' approssimativamente ) che oggi in Italia si guarisce di tumore il 7% in più rispetto alla media degli ultimi dieci anni, e si registra anche per la durata della sopravvivenza un significativo incremento. I migliori risultati, come abbiamo già osservato in una precedente nota, si sono orsservati per i tumori della mammella, che presentano una sopravvivenza che arriva all'80%, circa, dopo otto anni dalla diagnosi, mentre di poco inferiore è quella dei linfomi e del melanoma.

Si tratta indubbiamente di successi che dobbiamo soprattutto attribuire all'opera di sensibilizzazione ed alla campagna di prevenzione che vengono attuate in campo sociale attraverso tutti i mezzi d'informazione e che permettono molto spesso d'intervenire in tempo utile con la diagnosi precoce. In altri casi ( leucemie e linfomi ) il decorso più favorevole va attribuito, invece, ai grandi progressi compiuti dalle nuove tecniche terapeutiche.

L'igiene di vita, inoltre, è un accorgimento fondamentale per tenere lontane le malattie tumorali, come dimostrano studi recenti che hanno potuto valorizzare l'alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura, ma povera di grassi, l'attività fisica sistematica e la lotta contro il peso superfluo.

Concludiamo con un' osservazione negativa, ricordando cioè alle nostre lettrici che, purtroppo, nessun risultato importante si è ottenuto ancora nei confronti del tumore polmonare, probabilmente perché non si è riusciti finora a sconfiggere in Italia, e in molti altri paesi, l'abitudine al fumo che rimane purtroppo molto diffusa. Probabilmente la strada da percorrere è quella di ridurre il rischio di cancro nelle popolazioni, attraverso una migliore conoscenza dei fattori genetici ed ambientali che influenzano l'incidenza dei tumori e, quindi, per identificare i soggetti con più elevato rischio di neoplasia. Ma di questo interessante argomento ci occuperemo in una prossima occasione.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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