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Le cause della bronchite

Intendiamo riparlare della bronchite cronica e soprattutto della sua eziologia, vale a dire delle cause che intervengono a determinarne la comparsa e, quindi, di conseguenza, della sua prevenzione, che è spesso possibile. Ma vediamo, prima, di darne una breve e semplice definizione.

Ebbene la "bronchite cronica" è una entità patologica dovuta ad una infiammazione delle vie bronchiali che si caratterizza per una eccessiva produzione tracheo-bronchiale di muco, in conseguenza della quale viene a determinarsi tosse ed espettorazione per almeno tre mesi all'anno e per almeno due anni successivi. Su questa definizione gli studiosi sono tutti d'accordo. Esistono numerose varietà cliniche di bronchite cronica ( semplice, mucopurulenta, bronchiettasica, asmatica cronica ) e, classificabile come malattia a parte, la " broncopneumopatia cronica ostruttiva" nella quale una certa ostruzione cronica al flusso aereo è sempre presente ( con enfisema talora predominante ), seppure parzialmente ridotta nel corso delle fasi di remissione.
Ma noi abbiamo premesso che ci saremmo occupati soprattutto dei principali fattori causali che possono intervenire irritando e danneggiando le vie respiratorie come il fumo di sigaretta, gli allergeni, l'inquinamento atmosferico e le infezioni acute ricorrenti. Fumo ed inquinamento sono comunque i principali fattori causali della bronchite cronica che, a lungo andare, determinano alterazioni irreversibili delle vie aeree comprendenti l'ipertrofia delle ghiandole mucose ( con iperproduzione mucosa e formazione di tappi di muco ), la perdita delle ciglia nelle cellule mucipare e, inoltre, favoriscono l'incidenza degli eventi infettivi che sono responsabili della flogosi cronica e delle alterazioni bronchiali ad essa connesse.

Vediamo ora, brevemente, di delineare anche il quadro clinico generale della bronchite cronica quale si presenta al medico e che naturalmente interessa da vicino anche il paziente. Si inizia con la tosse, che si esacerba nei mesi invernali, e con l'espettorazione di muco biancastro e viscoso ( che diventa purulento in seguito alla sovrapposizione di un processo infettivo ) ai quali può seguire, in tempi successivi, una dispnea espiratoria più o meno grave e, in caso di grave ipossiemia, anche la cianosi. All'ascoltazione il medico apprezza, specie nelle fasi di riacutizzazione, rantoli, sibili e gemiti respiratori, segni obiettivi che non è il caso di approfondire in questa breve nota, ma che sono frequentemente apprezzati anche dal paziente stesso e dai suoi familiari, specie nelle ore notturne.

Gli esami di laboratorio possono evidenziare ( a seconda dello stadio e della gravità ): poliglobulia in caso di ipossiemia cronica, leucocitosi neutrofila nell'evenienza di un processo infettivo, ipossiemia, ipercapnia ed acidosi respiratoria (emogasanalisi ), sindrome ostruttiva (spirometria), aumento della trama ed enfisema (Rx torace ), ipertrofia delle cavità cardiache destre ( ECG ed Ecocardiografia ).

Qualche accenno alla prevenzione della malattia. In linea generale possiamo dire che la profilassi della bronchite cronica si attua eliminando il più possibile quelli che sono i fattori predisponenti. A questo proposito va ricordata anzitutto la familiarità che, in parte, è legata a fattori genetici e, in parte, all'inquinamento presente nell'ambiente di casa. Recenti studi, infatti, hanno dimostrato che nei bambini, con genitori fumatori, le malattie respiratorie sono più frequenti e gravi e vi è anche una chiara prevalenza di disturbi respiratori cronici.

Occorre appena ricordare, dopo quello che abbiamo detto, che il fumo di sigaretta è il fattore più frequentemente correlato alla bronchite cronica, anche se non è l'unica causa della malattia, in quanto si associa ad altri determinanti ambientali, quali l'inquinamento atmosferico delle aree urbane molto industrializzate ed il possibile danno professionale che riguarda certe categorie di lavoratori che si occupano, ad esempio, della produzione di materie plastiche, della cardatura del cotone, ecc...

Terapia: cessazione del fumo, antibioticoterapia ( anche come prevenzione ), broncodilatatori, corticosteroidi, ossigenoterapia ( soprattutto domiciliare), mucolitici…. secondo le prescrizioni del medico curante che imposterà, naturalmente, anche l'iter diagnostico.

Non dimentichiamo, infatti, che una terapia razionale presuppone sempre la più ampia conoscenza clinica del malato e quindi che l'anamnesi, l'esame obiettivo e la radiografia del torace vanno sempre completati con le varie prove di funzionalità respiratoria, grazie alle quali il curante riesce anche ad avere un'idea precisa dell'importanza da dare all'educazione sanitaria del paziente, alle misure preventive e riabilitative, oltre agli interventi terapeutici diretti che abbiamo nominato.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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