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La bronchite cronica Per rispondere ai numerosi lettori che ci hanno interpellato a proposito di questa diffusa forma morbosa abbiamo pensato di presentare, su Margherita, una trattazione schematica ( e semplice ) dell'argomento, nella speranza che possa soddisfare le singole richieste che ci sono state fatte in proposito. O almeno la maggior parte di esse, non tralasciando ovviamente, anche nella descrizione di questa patologia, il carattere divulgativo che seguiamo abitualmente nella rubrica.
Tra le varie forme di sindromi ostruttive croniche che colpiscono le vie aeree dell'uomo, una posizione epidemiologica e clinica di rilievo è occupata, appunto, dalla bronchite "cronicizzata" della quale esistono definizioni e classificazioni svariate, nessuna delle quali è accettata universalmente. Proviamo a formulare, su questa pagina, una nostra schedatura di tale capitolo medico.

Ebbene la "bronchite cronica" è una entità patologica dovuta ad una infiammazione delle vie bronchiali che si caratterizza per una eccessiva produzione tracheo-bronchiale di muco, in conseguenza della quale viene a determinarsi tosse ed espettorazione per almeno tre mesi all'anno e per almeno due anni successivi. Su questa definizione gli studiosi sono tutti d'accordo.

Esistono numerose varietà cliniche di bronchite cronica ( semplice, mucopurulenta, bronchiettasica, asmatica cronica ) e, classificabile come malattia a parte, la " broncopneumopatia cronica ostruttiva" nella quale una certa ostruzione cronica al flusso aereo è sempre presente ( con enfisema talora predominante ), seppure parzialmente ridotta nel corso delle fasi di remissione.

Ma vediamo di non dimenticare le altre cose fondamentali, oltre alla definizione che abbiamo proposto. Ricordiamo anzitutto di accennare alla eziologia, vale a dire alle principali cause che possono intervenire irritando e danneggiando le vie respiratorie come il fumo di sigaretta, gli allergeni, l'inquinamento atmosferico e le infezioni acute ricorrenti. Fumo ed inquinamento sono comunque i principali fattori causali della bronchite cronica che, a lungo andare, determinano alterazioni irreversibili delle vie aeree comprendenti l'ipertrofia delle ghiandole mucose ( con iperproduzione mucosa e formazione di tappi di muco ), la perdita delle ciglia nelle cellule mucipare e, inoltre, favoriscono l'incidenza degli eventi infettivi che sono responsabili della flogosi cronica e delle alterazioni bronchiali ad essa connesse.

Ma come si passa dagli iniziali fattori determinanti alla sintomatologia morbosa? L'anello di congiunzione è rappresentato dalla fisiopatologia che ci spiega i tempi e i modi con i quali si instaura la sindrome clinica. E cioè : l' infiammazione ( edema e broncospasmo ) unitamente all' abnorme secrezione di muco determinano una riduzione del lume bronchiale ed un conseguente ostacolo al flusso aereo nelle vie respiratorie : ne consegue ipoventilazione polmonare con ipossiemia arteriosa ( diminuzione dell'ossigeno ematico ), insufficienza respiratoria, vasocostrizione ed aumento delle resistenze del circolo polmonare, aumento del lavoro ed ipertrofia del cuore destro fino allo scompenso. La fase terminale è, sempre, quella di una insufficienza cardiorespiratoria.

Vediamo ora, brevemente, di delineare il quadro clinico generale della bronchite cronica quale si presenta al medico e che naturalmente interessa da vicino anche il paziente. Si inizia con la tosse, che si esacerba nei mesi invernali, e con l'espettorazione di muco biancastro e viscoso ( che diventa purulento in seguito alla sovrapposizione di un processo infettivo ) ai quali può seguire, in tempi successivi, una dispnea espiratoria più o meno grave e, in caso di grave ipossiemia, anche la cianosi. All'ascoltazione il medico apprezza, specie nelle fasi di riacutizzazione, rantoli, sibili e gemiti respiratori, segni obiettivi che non è il caso di approfondire in questa breve nota, ma che sono frequentemente apprezzati anche dal paziente stesso e dai suoi familiari, specie nelle ore notturne.

Gli esami di laboratorio possono evidenziare ( a seconda dello stadio e della gravità ): poliglobulia in caso di ipossiemia cronica, leucocitosi neutrofila nell'evenienza di un processo infettivo, ipossiemia, ipercapnia ed acidosi respiratoria (emogasanalisi ), sindrome ostruttiva (spirometria), aumento della trama ed enfisema (Rx torace ), ipertrofia delle cavità cardiache destre ( ECG ed Ecocardiografia ).

Terapia: cessazione del fumo, antibioticoterapia ( anche come prevenzione ), broncodilatatori, corticosteroidi, ossigenoterapia ( anche domiciliare), mucolitici…. secondo le prescrizioni del medico curante che imposterà, naturalmente, anche l'iter diagnostico.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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