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Bambine dentro Nella stesura di queste note avremmo l'intenzione di proporre alle nostre lettrici alcune considerazioni di psicologia sociale, o demopsicologia, in merito agli schemi comportamentali di certi soggetti di sesso femminile, giovani e adulte, che quotidianemente si presentano all'osservazione più che del medico e dello psicologo (di cui non hanno bisogno), a quella di una larga schiera di parenti e conoscenti, amiche e colleghe, nel corso dei normali e frequenti rapporti che intervengono nella vita di ogni giorno.Abbiamo detto che si tratta per lo più di soggetti di sesso femminile (anche se con alcune comprovate eccezioni), le quali hanno avuto un normale accrescimento somatico ed intellettivo in periodo adolescenziale, ma che approssimandosi all'età adulta si caratterizzano per il fatto di mantenere sovente un atteggiamento psico - emotivo "fanciullesco", con alcune connotazioni caratteriali tipiche della precedente età evolutiva.

Per affrontare l'argomento nel modo più semplice ed accessibile, visto che ci rivolgiamo ad un pubblico alquanto eterogeneo, noi potremmo anche dire già dall'inizio che di fronte a questi casi è possibile che sorga il dubbio nell'osservatore se, putacaso, in queste donne non debba considerarsi cresciuta soltanto la parte "esterna" e non siano rimaste invece bambine "dentro". Abbiamo scelto forse un modo un po'semplicistico e banale di esprimerci, ma pensiamo di avere reso l'idea. Quando un tale dubbio fosse fondato, e ci fossero i riscontri pratici, potrebbe venire in mente di chiamare in causa, solo in alcuni casi, la cosiddetta "sindrome di Peter Pan", come qualcuno la definisce, detta anche "paura di crescere" come altri preferiscono indicarla. Sarebbe una versione al femminile, forse discutibile, ma che potrebbe spiegare la parte "non cresciuta" di molte donne che sono "bambine dentro" per loro specifica natura costituzionale e, facciamo attenzione, non devono venire affatto confuse con quelle che, invece, assumono tale atteggiamento scientemente, o quasi, per opporsi in qualche modo alla paura di "crescere troppo", ovverossia al timore di "invecchiare" anche psicologicamente, locuzione questa che ci sembra forse più appropriata di tutte le precedenti per definire e circoscrivere questa seconda, più numerosa categoria femminile.

Ma cerchiamo di capirci meglio. Siamo giunti infatti alla prima di quelle considerazioni che abbiamo annunciato all'inizio (sono due o tre) e vorremmo tentare di darvi una descrizione abbastanza esauriente di questo secondo tipo di donne, "bambine dentro" per loro scelta, anche per vedere se questa "variante" è conosciuta da qualcuna delle lettrici, oltre che da noi che, tra l'altro, ne scriviamo per la prima volta. Mi sembra già di sentire qualcuna delle nostre giovani amiche esprimere il suo disaccordo sul fatto che sia stata praticamente estesa al sesso femminile la possibilità di una tale "turba dell'accrescimento" e di avere coinvolto i soggetti maschi solo parzialmente, quando è noto invece che la cosiddetta "sindrome di Peter Pan" sarebbe piuttosto prevalentemente maschile. Potremmo anche essere d'accordo con una tale posizione, ma noi non vogliamo qui occuparci della sindrome in questione, che abbiamo richiamato per semplice analogia, ma bensì di chi " è bambino dentro" per una propria "scelta" comportamentale e se qualcuna delle lettrici avrà la pazienza di seguirci, troverà forse il modo di farsi una opinione più precisa in proposito e di informarci poi se tale comportamento, secondo lei, sia o non sia adottato in prevalenza dal sesso femminile, come noi siamo portati a pensare, anche sulla base della comune esperienza.

Il soggetto emblematico di questa "variante" è una femmina che, pur essendo normalmente "cresciuta dentro" sino al termine del suo periodo evolutivo ed avendo continuato a "crescere" anche nell'età adulta (invecchiamento), ha preferito, ad un certo punto del processo, mettere in atto (più o meno consciamente) qualche meccanismo di "rimozione", cercando di evitare che gli "oggetti rimossi" potessero riaffiorare alla coscienza, ben sapendo (e temendo) che in tale caso non sarebbe stata più in grado di continuare a tenerli nascosti a se stessa e sarebbe invecchiata anche mentalmente.

Ed infatti l'emblema di questa donna deve contrastare ad ogni costo l'invecchiamento della psiche, almeno, deve cioè evitare di "crescere dentro" e sottrarsi così il più possibile alla maturazione mentale, alla assennatezza, alla ponderatezza, all' antiquato e logoro buonsenso, per riuscire a realizzare un comportamento moderno, attuale, alla moda, talvolta anche in modo semi - inconscio, senza giovaneggiare troppo, quando le riesce, ma comportandosi come i giovani ed operando giovanilmente alla ricerca assidua di cose nuove. Ed è per questo un soggetto impegnato costantemente alla scoperta di "novità" verso le quali si mostra sempre avidamente interessata. Si potrebbe tranquillamente precisare che essa vive soprattutto di novità ed insegue di continuo ogni tipo di cambiamento o di moda, per cui si mantiene nella continua ricerca di nuove esperienze, conoscenze e stimoli, che siano pure del genere più diverso possibile, a patto che tutti abbiano una connotazione di attualità e di giovinezza.

Fare sempre cose nuove la fa sentire meno "cresciuta dentro", meno vecchia o, almeno, meno stagionata mentalmente, per cui il risultato può essere tale da simulare non tanto una ritrovata giovinezza, quanto una conservata primavera mentale, quale si addice solitamente agli anni più verdi.
Ci rendiamo conto a questo punto che la trattazione sta diventando piuttosto delicata e complessa, per cui ritenendo, tra l'altro, che la materia non sia stata ancora sufficientemente studiata da parte di coloro che dovrebbero occuparsi dell'argomento, riteniamo utile una pausa di meditazione, al fine di puntualizzare alcuni particolari aspetti del tema (e, perché no?, anche per modificarli) sulla base delle opinioni che solleciteremo da alcuni esperti e di quelle che ci verranno espresse dalle nostre lettrici.

(vai alla seconda parte)

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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