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Attenti alla pelle!

Abbiamo già affrontato l'argomento che riguarda l'invecchiamento della pelle e le nostre lettrici più affezionate sanno bene che quest' organo è quello che più di ogni altro rispecchia subito, già a prima vista, l'inesorabile trascorrere degli anni. Del resto è noto a tutti che sono soprattutto le modificazioni cutanee, specialmente quelle del viso, a permetterci di "dare gli anni", come si suole dire, alle persone che incontriamo per strada o a quella con cui stiamo conversando.

E lo sanno bene anche gli Istituti di Dermocosmetica e le Aziende produttrici dei cosiddetti "prodotti di bellezza" che, ogni anno, fanno fatturati di molti miliardi con la commercializzazione di creme, lozioni e detergenti vari che, nella migliore delle ipotesi, servono soltanto a mascherare gli effetti dell'invecchiamento cutaneo e solo molto raramente a differirne la comparsa. Ed è giusto riconoscere che anche risultati del genere, in questo campo, non possono dirsi trascurabili e non debbono, pertanto, considerarsi di importanza irrilevante.

Noi, come medici, vorremmo però cercare di chiarire meglio, il processo della senescenza cutanea, cominciando con lo stabilire il periodo del suo inizio e spiegando a chi ci legge in cosa più precisamente esso consista. Eventi entrambi non facili da indagare e da mettere in chiaro, ed ancor meno semplici da divulgare a chi è profano nella materia.
Possiamo soltanto dire, molto genericamente, che la pelle comincia ad invecchiare quando, dopo aver raggiunto la propria maturità, mostra i primi segni di una certa involuzione morfologica che si accompagna all'inizio del decadimento fisiologico. Ma questo quando succede, a che età in altre parole?

Ebbene il momento non può mai essere stabilito con sicurezza perché il periodo preciso d'inizio varia da soggetto a soggetto, sulla base di fattori genetici individuali, ai quali si sovrappongono sempre diversi agenti ambientali, sia che essi provengano dall'ambiente esterno ( radiazioni solari, inquinamento atmosferico…) o da quello interno del soggetto che interviene con fattori endocrini, metabolici e costituzionali.

A proposito di quelli metabolici, ad esempio, si sa ormai con certezza che in entrambi i casi sono coinvolti anche i cosiddetti "radicali liberi", composti chimici molto attivi, generati nei tessuti viventi dalle radiazioni solari e da altri agenti ambientali, oltre a formarsi con meccanismi del tutto diversi anche nel processo d'invecchiamento fisiologico sia della cute che degli altri organi ed apparati.

Le prime avvisaglie, comunque, si possono osservare già sui 25-30 anni, quando il contorno temporale degli occhi presenta già qualche accenno alle temute "zampe di gallina ", le quali altro non sono che l'avanguardia delle prime rughe. E non serve molto riferire alle interessate quello che un grande filosofo soleva dire alle signore non più giovani, per consolarle, e cioè che le rughe rappresentano soltanto un vestito nuovo della vita, dato che il risultato che ne deriva non è certo dei migliori, se lo vogliamo considerare dal punto di vista estetico. Ed è un vestito, infatti, che tutte le donne terrebbero volentieri chiuso nell'armadio.

Il quadro che ne deriva, infatti, è sempre quello di un viso meno compatto, con qualche ruga, appunto, di troppo e con la pelle secca, più fragile e spesso con qualche venuzza in evidenza. Ma gli inestetismi che possono comparire, con il trascorrere degli anni, sono molteplici e diversi. E molti di essi dipendono da un imperfetto funzionamento ( in difetto o in eccesso ) delle ghiandole sebacee, quelle cioè che producono per secrezione, assieme alle ghiandole sudoripare, il fisiologico film idrolipidico che si comporta come un vero schermo protettivo per la pelle del viso e per quella in generale. Se il sebo scarseggia, come spesso accade quando la pelle invecchia, la cute si secca e perde in elasticità, mentre se viene secreto in abbondanza, come succede in qualche caso, si viene a creare un caratteristico e noto aspetto untuoso ( ed antiestetico ) del volto.

Abbiamo già accennato più sopra ai fattori ambientali ( esterni ed interni ) che intervengono nel determinare, in parte, l'invecchiamento della cute. Ma vediamo brevemente come si presenta la pelle di regioni non esposte alle radiazioni solari ed all'inquinamento atmosferico quando, per gli altri fattori ricordati, comincia a farsi più vecchia. Nel complesso il manto cutaneo tende ad assottigliarsi , risulta più facilmente sollevabile in pliche, perché meno elastico, ed assume un colorito bianco-giallastro, quasi trasparente.Inoltre presenta una rarefazione dell'apparato pilifero e tende ad assumere un aspetto più arido ed asciutto, per la riduzione della secrezione lipidica.
Nella cute delle zone esposte alla luce (volto, collo e mani ) si nota una secchezza più pronunciata, il colorito risulta meno chiaro e possono comparire le note macchie pigmentate di aspetto brunastro, che tanto preoccupano le signore mature.

Tali macchie sono dovute, sembra, ad accumuli di melanina che si formano sotto gli strati epidermici superficiali e possono derivare da un eccesso di raggi ultravioletti come anche dall'uso di svariati farmaci, tra cui la pillola anticoncezionale. In altre parole possiamo dire che all'invecchiamento fisiologico della pelle, che è globale e geneticamente predeterminato, si aggiunge un invecchiamento aggiuntivo o supplementare che riguarda soprattutto la cute delle zone esposte alla luce ed agli altri agenti ambientali che abbiamo menzionato.Va comunque detto, per concludere questo argomento, che le differenze cui abbiamo accennato, tra l'invecchiamento della cute esposta e di quella non esposta, sono essenzialmente quantitative e non qualitative.

Il fenomeno dell'invecchiamento cutaneo, infatti, comporta in ogni caso una netta perdita di elasticità, l'approfondimento delle pieghe con formazione di rughe, la riduzione delle secrezioni ghiandolari, come abbiamo detto più sopra, ed un aumento della pigmentazione.

Abbiamo intitolato questa nota divulgativa sulla senescenza cutanea con una raccomandazuione (Attenti alla pelle!) e quindi non possiamo sottrarci all'obbligo di indicare alle lettrici, in particolare, le principali attenzioni da dedicare alla cute ed i comportamenti errati che possono accelerane la senescenza e provocare, anche, alterazioni patologiche.

Ricordiamo che, per qunto riguarda l'alimentazione, gli studiosi sono d'accordo nel raccomandare una dieta ricca di verdure e di frutta, onde permettere un normale apporto vitaminico, di sali minerali e di oligoelementi, oltre alle fibre che, regolando l'alvo, assicurano l'eliminazione di molti prodotti tossici che potrebbero danneggiare il mantello cutaneo, detto appunto "organo spia" per la sua sensibilità alle intossicazioni dell'organismo, che spesso rivela con irritazioni ed arrossamenti. Si consiglia inoltre un apporto abbondante di acqua per mantenere la cute sempre idratata e, per la pulizia, l'uso di detergenti e di prodotti idratanti a pH controllato.La cute infine va correttamente difesa dai raggi solari, come abbiamo detto, che oltre a favorirne l'invecchiamento possono anche danneggiarla determinado l'insorgenza di varie patologie.La senescenza cutanea, infatti, è in buona parte dovuta al danno attinico e noi vorremmo, in conclusione, raccomandare ancora alle nostre lettrici una esposizione al sole che sia sempre graduale e controllata, oltre all'uso meticoloso dei vari "fotoprotettori" e filtri solari, previsti per il diverso tipo di pelle di ciascuna donna.

L'unica vera alternativa, allo stato attuale delle conoscenze, sarebbe rappresentata dalla assunzione orale e dalla applicazione topica ( molto dicutibile quest'ultima ) di sostanze "antiossidanti" al fine di ridurre al minimo le lesioni tessutali causate dai "radicali liberi" indotti dalla luce ultravioletta.
Preoccupiamoci quindi di difendere la nostra pelle dall'invecchiamento precoce, oltre che con le precauzioni elencate più sopra, con un'adeguata aggiunta alla dieta di "antiossidanti", dei quali sia stata sicuramente dimostrata l'efficacia protettiva, come il beta-carotene ed altri carotenoidi, quali le vitamine A, C ed E, oltre ad alcuni nutrienti come il selenio e lo zinco. In definitiva tutta la recente letteratura specializzata è concorde nel confermare che un' alimentazione integrata di questo tipo può essere di grande utilità nel ritardare l'invecchiamento cutaneo della specie umana.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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