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Le allergie

Per milioni di persone, tanti sono gli allergopatici in Italia, sono arrivati ( più spesso si sono ripresentati) assieme alla primavera alcuni disturbi piuttosto spiacevoli che comprendono generalmente la rinite e la congiuntivite allergiche sino ad arrivare al tipico accesso di asma bronchiale. All'attacco che viene loro sferrato dai pollini primaverili la gran parte dei soggetti sensibili risponde quasi sempre, almeno inizialmente, con ripetute e fastidiose salve di starnuti, dato che la rinite allergica risulta la più frequente di tali affezioni non solo nei mesi della fioritura, ma talora anche per tutto il corso dell'anno, quando, ad esempio, è causata da allergeni contenuti nella polvere di casa (acari). Ma vediamo di affrontare l'argomento nel modo più sistematico e lineare possibile.

Ci siamo già occupati, qualche tempo fa, della "rinite allergica", comparsa sulla "pagina della salute" di Margherita in una breve nota divulgativa che suscitò, allora, l'interesse di molte lettrici. Vorremmo oggi occuparci delle allergie di primavera da un punto di vista generale, per informare naturalmente il nostro pubblico su tale complessa patologia e per fornire, nel contempo, alcune norme di prevenzione e di cura a proposito di tali affezioni che, con la "stagione in fiore", sono ormai alle porte.

Per introdurre l'argomento, senza scoraggiare chi si accinge alla lettura usando termini troppo scientifici, vorrei premettere subito una definizione di allergia, la più semplice e facile possibile. Per allergia (dal greco: reazione anomala, diversa) si intende, infatti, una risposta anormale ed "esagerata" da parte dell'organismo al contatto con sostanze ambientali (dette allergeni), innocue per la grande maggioranza delle persone, alle quali diventa sensibile solo una minoranza di soggetti, costituita da "allergici" per l'appunto. Ma cosa occorre perché si verifichi una reazione allergica e quali sono i meccanismi patogenetici (causali, cioè) di una tale manifestazione morbosa?

Condizione indispensabile perché si instauri una reazione allergica è sempre la "sensibilizzazione", vale a dire l'eventualità che porta l'allergene a contatto per la prima volta con l'organismo "predisposto" e determina da parte di questo la formazione di particolari anticorpi, detti "reagine", che gli studiosi hanno identificato con le Immunoglobuline "E", proteine "stampate" su misura e quindi specifiche per ogni diverso tipo di allergene. In altre parole solo alcuni individui hanno la predisposizione ereditaria (per questo li abbiamo detti "predisposti") a sviluppare tali anticorpi dopo un primo, necessario contatto con gli allergeni ambientali. E non si deve credere che tali soggetti siano poi in numero tanto modesto, perché sono anzi in notevole aumento ed in questi ultimi anni hanno raggiunto nel nostro paese la cifra considerevole del 15%.

Questo significa che in Italia, al momento attuale, le persone che soffrono di allergie di vario tipo sono quasi otto milioni. (Negli S.U. sono ventidue milioni soltanto gli individui che soffrono esclusivamente di allergie stagionali).

Vai alla seconda parte >

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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