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Le acque minerali

E' un dato di fatto che all'inizio del millennio l'acqua di bottiglia, o minerale se così vogliamo chiamarla, rappresenta la bevanda più usata dagli italiani che ne consumano, in media, oltre 150 litri a testa ogni anno, detenendo il record europeo di utilizzo davanti a Germania e Francia.

Ma in questo campo le conoscenze dei consumatori sono troppo scarse, per non dire irrilevanti, e la scelta dell'acqua in bottiglia è ancora troppo condizionata dal prezzo e dalla pressione pubblicitaria, senza che venga fatta una opportuna distinzione tra le acque cosiddette "da tavola" e quelle "dietetiche"o "medicali". Da queste considerazioni nasce l'esigenza di saperne di più.

L'acqua allo stato puro non esiste praticamente in natura e, forse, non lo è in assoluto nemmeno l'acqua distillata dei laboratori o quella usata, in medicina, come solvente di farmaci iniettabili. L'acqua che si trova in natura è sempre una soluzione salina, contenete cioè sali in forma ionizzata, la cui concentrazione e qualità è diversa a seconda del tipo o della varietà di acqua. Rimanendo sempre nel campo delle acque naturali possiamo partire da acque con concentrazioni saline minime, come quella piovana, sino ad arrivare a valori molto alti, come nel caso dell'acqua di mare.

Il processo di mineralizzazione dell'acqua da afflussi meteorici o piovana( e delle acque in genere ) avviene sia attraverso lo scorrimento in superficie delle stesse che tramite la circolazione sotterranea ed il contatto più o meno prolungato con formazioni rocciose, soggette a processi dissolutivi ed erosivi.

Sotto questo aspetto potremmo dire che tutte le acque reperibili in natura, comprese quella piovana e quella di rubinetto, possono considerarsi "acque minerali", ed in effetti è così se vogliamo usare il termine in senso stretto. Anche l'acqua piovana, paradossalmente, può essere definita un'acqua parzialmente mineralizzata perché contiene, anche se in minima parte, azoto, ossigeno ed anidride carbonica, oltre a polveri minerali trasportate dal vento che la pioggia scioglie e trasporta con sé.

Ma secondo la legge il termine deve essere riservato esclusivamente a quelle acque che "possiedono caratteristiche igieniche particolari e proprietà favorevoli alla salute", legate alla presenza di particolari sali minerali in concentrazione diversa ed a quella di alcuni importanti oligoelementi. Come è noto l'acqua commercializzata come "acqua minerale" viene periodicamente sottoposta a rigorosi controlli e deve essere imbottigliata così come sgorga alla sorgente.

Su queste pagine noi abbiamo spesso parlato di dieta con le nostre lettrici, intendendo riferirci alla razione alimentare ottimale che deve contenere necessariamente, in opportune proporzioni ed a seconda delle varie situazioni, carboidrati, proteine, lipidi e vari microelementi necessari, anch'essi, al buon funzionamento di tutti i processi metabolici. Ma forse non abbiamo sempre, ed a sufficienza, sottolineato che tutto ciò non potrebbe essere utilizzato al meglio se non fornissimo al nostro organismo anche la necessaria quantità di acqua. Ed in effetti quando si parla di dieta, anche nelle pubblicazioni più qualificate, ci si occupa soprattutto di una grande quantità di alimenti e del loro apporto calorico, ma si tende troppo spesso a sottovalutare il ruolo dell'acqua.

Vogliamo qui ricordare che l'acqua è sempre la parte integrante di ogni dieta, non solo come elemento indispensabile al funzionamento dell'organismo ed alla vita stessa, ma anche in quanto contribuisce ottimamente a sopperire al fabbisogno di molti sali minerali, che in essa si trovano ad essere disciolti, come ora sappiamo.

Già nell'antichità si era scoperto che le acque che provenivano da certe sorgenti potevano servire non solo a dissetare, ma anche a curare alcune patologie grazie a certe loro proprietà medicamentose, tanto che nacque una vera e propria disciplina curativa che venne chiamata, appunto, idropinoterapia. Quindi se l'acqua deve cosiderarsi un alimento e, nello stesso tempo, è in grado di dimostrare effetti terapeutici su organismi ammalati, è evidente l'importanza della scelta di un' acqua minerale nell'impostazione di un regime dietetico che serva a prevenire ed a curare patologie correlate ad una incongrua alimentazione o derivanti da altre cause.

Al medico, infatti, viene sempre più spesso richiesto quale sia l'acqua più adeguata, quale elemento dietetico-terapeutico, nelle varie condizioni fisiologiche che corrispondono alla gravidanza ed all'allattamento, nella nutrizione dello sportivo e dell'anziano, nella diluizione dei latti in polvere, ecc…, oltre che nelle più svariate forme morbose. Si comprende quindi l'importanza che riveste, anche per il medico, una approfondita conoscenza delle varie acque da un punto di vista nutrizionale e della loro composizione chimico-fisica, in altre parole una precisa cognizione delle modalità adottate comunemente per una loro suddivisione e schedatura.

Una prima classificazione delle "acque minerali" può essere fatta sulla base di quello che viene comunemente indicato come Residuo Fisso, vale a dire la quantità totale di sali che risulta contenuta in un litro d'acqua fatto evaporare a 180°. Seguendo questo criterio si distinguono quattro varietà di acqua minerale, che vengono designate come minimamente mineralizzate, oligominerali, mediominerali e ricche di sali minerali. Le passeremo rapidamente in rassegna, accennando anche alle più comuni indicazioni mediche di ogni varietà.

Le acque minimamente mineralizzate sono quelle che hanno un Residuo Fisso uguale o inferiore ai 50 mg/l e rappresentano il 9% di tutte le acque minerali oggi in commercio nel nostro paese. Dato il basso contenuto di sali presentano un rapido assorbimento intestinale, provocano un notevole aumento della diuresi e sono particolarmente indicate nei soggetti portatori di calcoli urinari. Non solubilizzano i calcoli già formati ( di fosfato od ossalato ), ma il loro uso impedisce l'aumento di volume degli stessi. Favoriscono, inoltre, l'eliminazione dell'acido urico e facilitano l'eliminazione di vari prodotti del catabolismo. Vengono preferite dai pediatri per la ricostituzione del latte in polvere, in quanto hanno il vantaggio di non modificarne il contenuto salino. Queste acque, infine, devono essere consigliate a tutti i pazienti che necessitano di una dieta a basso contenuto di sodio, come accade nei soggetti ipertesi, in coloro che soffrono di insufficienza cardiaca congestizia e negli epatocirrotici, specie in fase ascitica.

Le acque oligominerali ( cioè leggermente mineralizzate ) hanno un Residuo Fisso maggiore di 50 mg/l ed uguale o inferiore a 500 mg/l e costituiscono il 56% delle acque italiane in bottiglia. Favoriscono anch'esse la diuresi e sono indicate nella prevenzione della calcolosi renale.
Le acque mediominerali equivalgono al 24% delle acque in commercio, hanno un Residuo Fisso superiore a 500 ed inferiore o uguale a 1500 mg/l. Tra queste acque le più raccomandabili, specie nella alimentazione del bambino, sono le bicarbonato-alcalino-terrose, che vengono preferite perché favoriscono l'apporto di calcio e, per lo stesso motivo, sono consigliate durante la gravidanza, l'allattamento e nell'età avanzata per prevenire l'osteoporosi involutiva.

Le acque ricche di sali minerali sono quelle con un Residuo Fisso superiore a 1500 mg/l ( l' 11% delle acque minerali in commercio ) e che pertanto superano il valore massimo previsto dalla legge italiana per la comune acqua potabile. Non possono quindi essere usate per il consumo quotidiano e vengono usate soltanto a scopo terapeutico, sotto controllo medico.

Tendono ad avere un' azione purgativa, non sempre desiderata, e rappresentano un grave rischio se usate nell'iperteso.
Un accenno merita di essere fatto anche ad un altro tipo di classificazione delle acque minerali che si basa sulle sostanze predominanti nella composizione salina delle stesse. Ricordiamo le acque bicarbonato-calciche, già nominate, raccomandabili nel periodo dell'accrescimento e nell'età adulta quale sussidio preventivo dell'osteoporosi, negli sportivi per l'effetto tampone sull'acido lattico muscolare e nelle gastriti ipersecretive.

Teniamo presente che anche le acque fluorato-calciche possono tornare utili in pazienti affetti da osteoporosi, in quanto stabilizzano la struttura minerale dell'osso ed anche nei bambini per il fatto che servono a prevenire la carie dentale, se somministrate a cicli discontinui. Le acque solfato-magnesiache risultano indicate nella colite spastica e quelle magnesiache in genere ( bicarbonate e clorurate) hanno un effetto purgativo efficace che può essere utilizzato nella stipsi cronica funzionale.
Per quanto riguarda i gas che sono naturalmente disciolti nelle acque minerali, ci limitiamo ad accennare all'anidride carbonica che si trova presente nell'acqua effervescente naturale e può venire anche addizionata, come è noto, a molte acque.

Tra i vantaggi dell'acqua minerale "frizzante", ricordiamo che tali acque dissetano meglio perché l'anidride carbonica ha il potere di anestetizzare le terminazioni nervose della mucosa orale ed inoltre stimola la secrezione gastrica aumentando il senso dell'appetito, anche se tale effetto non è naturalmente vantaggioso in chi debba seguire una dieta ipocalorica.

Sono tutte acque che si comportano come aperitivi, in un certo senso, ma possono causare anche un certo grado di indesiderato meteorismo nei soggetti predisposti.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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