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Riparliamo di acne

Oltre che nei vari articoli sull'argomento, comparsi sulla pagina della Salute, in questi ultimi anni, abbiamo abbondantemente parlato e discusso di questo tema con le nostre lettrici attraverso la posta elettronica. Tali messaggi sono stati scambiati, in genere,con grande frequenza.Allora perchè riesumare di nuovo la malattia acneica, mi si potrebbe osservare da parte di qualcuna? Per il semplice motivo che questa diffusa dermatosi è stata oggetto di ulteriori e recenti studi, riportati nella letteratura internazionale, in seguito ai quali sono state messe in particolare evidenza le terapie più utili in tale affezione e sono stati sfatati anche molti luoghi comuni che resistevano in proposito.

Cominciamo subito, quindi, con il problema dell'alimentazione.Sembra ormai che non esistano più cibi proibiti da bandire nei soggetti predisposti o affetti da acne.Il cioccolato, ad esempio, che a lungo è stato incriminato come una causa importante dei brufoli, ha ricevuto ormai un'assoluzione ufficiale, e con formula piena, dai dermatologi di tutto il mondo scientifico, assieme al tanto vituperato salame ed alle pietanze fritte , cibi tutti che sono risultati del tutto incolpevoli nell'insorgenza e nell'aggravamento della malattia.

Noi non siamo dell'opinione che i peggioramenti osservati, specie nel passato,dopo l'assunzione di tali cibi possa ascriversi, come sostiene qualcuno, ad un senso di colpa che porterebbe il ragazzo a scaricare la sua tensione con toccamenti delle lesioni in causa ed a provocare, a questo modo, un loro ulteriore aggravamento.

Pensiamo piuttosto che siano mancate, in campo medico, tutta una serie di indagini statistiche più vaste e controllate che sarebbero servite certamente a confutare questa eventualità ed a ridimensionare completamente tali comuni credenze popolari. Anche se non possiamo dimenticare la grave collisione psicologica che l'acne ha spesso con la sensibilità dei giovani che ne sono affetti, specie quando si tratta di adolescenti e di soggetti di sesso femminile.E' abbastanza noto infatti che allo sviluppo delle lesioni acneiche contribuiscono, aggravandole, anche fattori soggettivi, ambientali e soprattutto emozionali, che possono essere abbastanza frequenti negli individui più giovani.

Prima comunque di accennare alla scelta della cura è opportuna una breve descrizione delle varie forme di malattia, da quelle più lievi o moderate a quelle papulopustolose, spesso resistenti anche agli antibiotici.Si potrebbe anche parlare di acne giovanile piuttosto che usare i termini più ufficiali e scientifici di acne volgare, sebacea o "comedonica" per indicare questa frequentissima malattia cutanea che inizia, com'è noto, nell'età dell'adolescenza e si risolve, nella maggioranza dei casi intorno ai diciott'anni o poco dopo. Nella presente nota non possiamo dilungarci a descrivere gli aspetti esteriori e le caratteristiche morfologiche (fin tropo conosciute ) dei popolari brufoli ( o bruscoli o pedicelli ) che compaiono nell'età pubere e raggiungono generalmente il picco massimo d'incidenza nei quattro - cinque anni successivi.

Ricordiamo soltanto che i maschi ne andrebbero soggetti più delle ragazze, e in forma più grave, ma quelle sarebbero, d'altra parte, maggiormente predisposte a portarsi dietro le manifestazioni acneiche sino all'età adulta.

Per quanto riguarda il trattamento terapeutico diciamo subito che le forme di acne lieve si giovano generalmente della applicazione di creme e lozioni a base di due specifici componenti costituiti dall' "acido azelaico" e dal "benzoile perossido". Il primo dei due presidi menzionati risulta efficace nelle forme di acne moderata, senza peraltro dare irritazione della cute, mentre il secondo sarebbe attivo contro il cosiddetto "bacterium acnes", ma risulterebbe spesso troppo aggressivo per la pelle. Sono sconsigliate, invece, creme e lozioni a base di alcuni antibiotici ( eritromicina e clindamicina ), che pure vengono spesso usate, nonostante si siano dimostrate poco utili a causa della diffusa resistenza a tali antimicrobici ed alla conseguente scarsa utilità degli stessi.

Nelle forme che non rispondono ai suddetti preparati topici entro un periodo di due mesi, si ricorre ai preparati per via orale rappresentati da alcuni antimicrobici ( tetracicline) e dall'isotretinoina, indicata nelle forme papulopustolose che resistono agli antibiotici. Teniamo ben presente che quest'ultimo farmaco può provocare malformazioni fetali nelle donne gravide, per cui è sempre obbligatorio un test preventivo di gravidanza e l'assunzione, per un periodo adeguato, della pillola anticoncezionale.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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