OGGI È  
Donne, moda e tendenze capelli . Il sito delle donne online
Margherita nei tuoi preferiti? Click!

Home | Donne e salute | Starbene | Starbene

Come abbronzarsi

Meglio sarebbe stato intitolare "come abbronzarsi con successo". In questa rubrica abbiamo già parlato in più occasioni dei nostri rapporti con la luce solare, della quale va sempre fatto buon uso per non incorrere nei vari rischi che un'esposizione non corretta può comportare.Ma forse è il caso di riprendere l'argomento, non solo perché l'estate finalmente sta arrivando, e quindi per ribadire innanzi tutto quelli che sono i criteri di sicurezza da osservare, ma anche perché vanno cambiando sempre di più i modi e i tempi di quello che una volta era chiamato il "bagno di sole".

I pericoli possono derivare dal fatto che ci si espone per tempi sempre più brevi, cercando nello stesso tempo di soddisfare al massimo la voglia di sole e di ottenere la migliore tintarella possibile. Così facendo corriamo più facilmente il rischio di procuraci alcuni effetti collaterali dannosi, quali l'accelerazione dell'invecchiamento cutaneo, la comparsa dei cloasmi ( le antiestetiche macchie brune), oltre naturalmente alle ustioni ed all'aumento del rischio di melanoma.

Ma come ci si deve abbronzare senza correre rischi, vale a dire in completa sicurezza? Ricordiamo, per prima cosa, che l'abbronzatura non è altro che la conseguenza di un meccanismo naturale di difesa della pelle stessa che, in medicina, si chiama "melanogenesi" In altre parole si tratta della produzione di una particolare sostanza, la melanina, da parte di particolari cellule della cute, con il fine di creare un naturale filtro protettivo contro l'aggressività dei raggi solari.O, meglio, di alcuni tipi di raggi, che come vedremo subito possono provocare ustioni ed anche altri inconvenienti a distanza, compresa un' accelerazione dell'invecchiamento cutaneo, qualora non si adottino particolari provvedimenti.

E non posso, care lettrici, limitarmi a consigliarvi questa o quella crema o, peggio ancora, raccomandarvi l'uso dell'olio di avocado o di qualche fetta di patata cruda da applicare sulla pelle ustionata, ma debbo onestamente avvisarvi, prima, dei danni acuti e cronici che possono derivare da una esposizione solare incontrollata, come abbiamo accennato all'inizio.

Ma quali sono le cause dei vari danni imputabili alle radiazioni solari? Sopratuuto ai raggi ultravioletti ad onda lunga ( indicati come A ) che sono più deboli, in un certo senso, e provocano eritemi ed ustioni in misura minore, oltre a stimolare la melanogenesi. Ma penetrando più in profondità nella cute, danneggiano anche le strutture elastiche e, anno dopo anno, causano un prematuro ed irreversibile invecchiamento della pelle.Di questo aspetto abbiamo parlato in un'altra nota ed invitiamo le interessate a rileggersi i punti fondamentali di quel nostro lavoro. Ma quali sono le radiazioni colpevoli di aumentare il rischio di melanoma? Fino a qualche tempo fa soprattutto i raggi ultravioletti B, ma oggi si tende a considerare maggiormente anche il ruolo degli A, che provocano meno eritema rispetto agli altri, ma penetrano negli strati più profondi della cute, come abbiamo osservato, e sembrano siano più pericolosi anche in questo senso. Gli ultravioletti ad onda corta (UVB ), meno rappresentati percentualmente, agiscono invece più in superficie e sono i principali responsabili di eritemi ( arrossamenti) e di ustioni più gravi e, secondo alcuni, possono intervenire anche nella comparsa di quei tumori epiteliali che non partono dalle cellule neviche.

Ma cos è in sostanza l'abbronzatura? La tanto ambita tintarella non è altro che l'espressione di un processo di autodifesa del nostro corpo contro l'azione aggressiva dei raggi solari e la melanina, quando viene prodotta in misura sufficiente, rappresenta pertanto un naturale filtro protettivo. A questo punto, prima di trattare delle regole fondamentali da seguire per una corretta abbronzatura, un breve accenno meritano i cosiddetti "fototipi", termine con il quale si indicano i diversi tipi di pelle e la loro diversa sensibilità ai raggi solari.

Rimanendo su di un piano generale possiamo brevemente ricordare quelle persone, con pelle bianco-latte ed i capelli rossi o biondi, che non possono esporsi ai raggi UV, neppure per breve tempo, perché finiscono sempre con l'ustionarsi rapidamente e non riescono mai a raggiungere la benchè minima abbronzatura. Anche i bambini in genere devono essere attentamente protetti dalle ustioni solari, come vedremo, specialmente quelli con carnagione pallida ed i capelli biondi. Altri soggetti, invece, con un minimo di colorito naturale sulla pelle, e con i capelli bruni o castani, riescono, se adeguatamente protetti, a sviluppare una leggera abbronzatura seppure con qualche rischio di fastidiose scottature, quando l'esposizione avviene in modo non progressivo e senza un' idonea protezione.Chi ha invece l'incarnato olivastro, come è noto, si abbronza con grande facilità e non rischia quasi mai di scottarsi. La protezione che quest'ultimo fototipo richiede è minima, e solo iniziale.

A questo punto non ci resta che dettare alcune regole fondamentali sulle modalità di esposizione al sole,quelle che qualcuno ha definito con espressione indovinata " le regole d'oro della tintarella sicura".

L'esposizione al sole deve essere innanzitutto graduale ( specie nei soggetti con fototipi cutanei più sensibili ), evitando di prendere il sole nelle ore centrali della giornata.Al di sotto dei tre anni sarebbe bene evitare il più possibile di esporre i bambini al sole estivo, mentre per quelli più grandicelli, oltre ad una buona crema solare protettiva, non andrebbero mai dimenticati cappello, occhiali e camiciola. E' necessario ricordare anche di non assumere farmaci fotosensibilizzanti, o presunti tali, rivolgendosi al Medico per sapere quando sia possibile interrompere temporaneamente l'assunzione del farmaco, quando questi possano essere usata solo con una idonea protezione o quando ci sia il divieto assoluto di esporsi alla luce diretta del sole.

Dopo avere ricordato, infine, che i filtri solari non devono essere mai considerati prodotti miracolosi, in qunto servono solo a prolungare il tempo di esposizione senza subire conseguenze, mi auguro che questa nota abbia insegnato qualcosa alle nostre lettrici ed abbia loro fornito alcune direttive perché sappiano, quando saranno al mare, come fare per abbronzarsi senza rischi e senza diventare rosse come aragoste, evitando così di scagliarsi sul primo malcapitato che avesse involontariamente sfiorato la loro schiena.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

SEGUI MARGHERITA.NET

Teniamoci in contatto!
Iscriviti gratis alla newsletter di Margherita.net. Ricevi i nostri aggiornamenti settimanali direttamente nella tua mailbox

ADVERSUS UOMINI
10 cose che le ragazze notano (eccome) in un uomo
Fai di Margherita.net la tua homepage. Basta fare click qui
Teniamoci in contatto! :-)
Iscriviti gratis alla newsletter di Margherita.net.
Ricevi i nostri aggiornamenti settimanali direttamente nella tua mailbox