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La dieta dimagrante e gli ostacoli che ci crea la mente

La dieta dimagrante e gli ostacoli che ci crea la mente

"Un trucco della mente per farci fallire è quello di dirci che non ce la possiamo fare. Questo rappresenta solo un pensiero. Non la realtà. Se ce la fanno gli altri posso, farlo anche io."

Spesso una dieta viene sospesa o modificata dalla paziente con scuse ed alibi mentali che giustificano la decisione di non seguire più la dieta. Quali sono i principali ostacoli per mantenere una dieta a distanza di qualche settimana, o di qualche mese? Come reagisce il nostro cervello ad una dieta? Quali ostacoli ci crea, come cerca di farci cambiare idea? Ne abbiamo parlato con il Dott. Emanuel Mian, Psicologo psicoterapeuta e responsabile di vari centri in Lombardia e Friuli Venezia Giulia per la diagnosi, cura e ricerca sui disturbi alimentari e dell'immagine corporea. Docente master "Dietetica e Nutrizione Clinica" Universita' di Pavia.

Quale è l'approccio più giusto ad una dieta, dal punto di vista psicologico?

Qualsiasi dieta dovrebbe essere propositiva piuttosto che impositiva e permettere di essere mantenuta anche una volta raggiunto il risultato desiderato, quasi fosse uno stile di vita. Se non è così, la dieta sarà seguita solo fino al risultato raggiunto, o peggio ancora solo temporaneamente. Ovvio quindi che, se la dieta è solo una lista di "devo e non devo" che mira unicamente a farci perdere molti kg in poco tempo, potrebbe comprendere restrizioni e sacrifici diversi e maggiori rispetto a una dieta finalizzata solo a smussare un po' gli angoli.

Anche i tempi e le motivazioni che spingono alla perdita di peso saranno diversi e non sono fattori di poco conto, sia per il tipo di dieta, sia per le strategie da utilizzare per "rimanere in carreggiata".

Quali trappole ci pone la nostra mente quando siamo a dieta?

Sono trappole per minare l'inizio di un percorso mirato a perdere il peso in eccesso o a farcelo riprendere, se malauguratamente andassimo in una situazione di stallo. Dico subito a chi ci legge che è più semplice iniziare una dieta che mantenerla e continuare ad agire secondo quanto indicato in essa.

Un primo trucco della mente per "darci il permesso" di sgarrare è quello di dirci che "domani si ricomincia".

Peggio ancora, potrebbe dirci che "da lunedì si inizia la dieta". In questo caso, magari si inizia a sgarrare il martedì prima, e forse cinque giorni di bagordi alimentari potrebbe portarci a vedere un peso, quando arriva il lunedì d'inizio dieta, talmente elevato da farci perdere qualsiasi motivazione, entusiasmo e speranza per i risultati futuri. Il mio consiglio. Dovete iniziare una dieta? Iniziate subito. Anzi, ora.

Un altro trucco della mente è che "se sgarro leggermente tutto e' perduto" o se mangerò un po' di più tutta la dieta o tutta la giornata sono irrimediabilmente compromesse. Non è così.

Potete sbagliare tante volte, ma ogni volta imparerete qualcosa su voi stesse e sul vostro rapporto con il cibo. Se lo volete fare, altrimenti rimarrete nel senso di colpa, tanto inutile quanto difficile da gestire da sole. Se cadete e fate qualcosa che non va, rialzatevi subito.
La parola d'ordine dovrebbe essere "subito cado, subito mi rialzo". Posticipare la responsabilità con questo sistema non ci permette di fare altro che procrastinare, e di vedere che "non ce la facciamo".

Un altro trucco della mente per farci fallire, infatti, è quello di dirci che non ce la possiamo fare. Questo rappresenta solo un pensiero. Non la realtà. Se ce la fanno gli altri posso, farlo anche io.

Cerchiamo di notare se questo avviene anche in altre aree della nostra vita, potrebbe accadere di essere portati ad iniziare le cose e a non finirle, oppure a posticiparne l'azione. È assolutamente normale, ma si puo' cambiare.

Come?

Datevi un obiettivo che vada oltre la dieta e la modificazione del peso corporeo.
La dieta e' uno strumento per giungere da qualche parte, una sorta di mappa per giungere ad una destinazione. Datevi una meta quindi che non sia solo la gestione del peso.

Un altro ostacolo, ma qui siamo più sul versante tecnico, che riguarda la psicologia del comportamento alimentare è dato da approcci al cibo che non contemplino tutti i macronutrienti, cioè che escludano i grassi ed i carboidrati.

Tranne casi che devono necessariamente essere seguiti da un medico-nutrizionista, le diete che escludono del tutto alcuni alimenti visti come "cattivi" e che impongono regole ferree (solitamente sono pasta, pane, patate, dolci ecc), sono le prime a creare problemi di gestione e soprattutto a fornire il più grande nemico di una dieta: il senso di colpa.

Il senso di colpa ci dice sia "non sei capace di fare nulla" che "`è tutta colpa tua" che "tanto ormai…" Non fatevi usare da lui ma usatelo.

Come possiamo usare un senso di colpa a nostro vantaggio?

Beh, se e' molto forte e vi da sia una frustrazione che il permesso per esagerare in maniera molto persistente nella vostra vita, forse una chiacchierata con lo psicologo (esperto in comportamento alimentare) non guasterebbe. :-)

EMANUEL MIAN - http://www.emanuelmian.it/
Psicologo psicoterapeuta e responsabile di vari centri in Lombardia e Friuli Venezia Giulia per la diagnosi, cura e ricerca sui disturbi alimentari e dell'immagine corporea. Docente master "Dietetica e Nutrizione Clinica" Universita' di Pavia.

A.C. per Margherita.net


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