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La dieta dimagrante: donne e l'insoddisfazione nei confronti della propria immagine

La dieta dimagrante: donne e l'insoddisfazione della propria immagine

'Quando le donne vedono un’altra donna considerata più attraente o magra scattano confronti e autosvalutazione, nei maschi questo non accade.'

Una domanda per esaurire un tema che richiederebbe un libro, ma ci proviamo: l'insoddisfazione nei confronti della propria immagine. Quanto influiscono i modelli ed i canoni di bellezza che i media propongono al pubblico nella percezione della propria immagine?

Il “non piacersi” ha tante sfaccettature ma non è sempre vero che siano i modelli di bellezza che i media ci propongono ad essere l’unica causa. C’è bisogno anche di uniformarsi ad essi e definirli come modelli da seguire. Mentre in età adolescenziale questo sembra molto piu’ semplice da farsi, perche’ avvenga in eta’ adulta ci devono essere presupposti che impongono una non adeguata autostima ed il rivolgere il proprio valore unicamente su valori estetici piuttosto che su caratteristiche della propria personalita’ o talenti/pregi che si possiedono, e che questi siano indipendenti dall’aspetto esteriore.

Sebbene l’insoddisfazione corporea sia presente nella grande maggioranza delle donne, questa prende diverse forme, ma per sinteticita’, quella piu’ comune spinge a voler perdere “un paio di chili”. Se parliamo di immagine corporea, sinteticamente è l’immagine nella nostra mente di come appare il nostro corpo. Sembra una definizione semplice ma il concetto è molto piu’ complesso.

E’ la somma di diverse immagini, non da ultima anche quella desiderata o voluta dalla nostra societa’ attuale. Dipende quindi anche dal contesto in cui si vive. Una donna era gradevole negli anni '50 se aveva le forme al posto giusto, ad anfora per intenderci, mentre ora, dagli anni '70 in poi, la donna mostra sempre piu’ tratti di magrezza che nell’alta moda vengono portati agli estremi.

Se ci percepiamo sgradevoli e vorremmo essere molto diverse, se pensiamo che gli altri ci guardino e ci giudichino negativamente, ecco che avremo un’ esperienza corporea insoddisfacente. Questo influenzera’ il nostro modo di rapportarci con gli altri e gli atteggiamenti che avremo nei loro confronti, ma soprattutto nei nostri.

La lunga diatriba riguardo le responsabilita’ del mondo della moda riguardo i disturbi alimentari non e’ del tutto realistica, in quanto spingono certo verso modelli difficilmente ottenibili rispetto alla magrezza dei corpi, ma un disturbo dell’immagine corporea è ben piu’ complesso di questo.

Il disturbo, che spesso va a braccetto con il disturbo alimentare, ha nel controllo del peso e corpo una strategia difensiva da una minaccia, che spesso è il giudizio degli altri perche’ la critica fa male e provoca vergogna. Si vuole essere perfetti perche’ cosi’ non si provera’ vergogna, ed il modello di perfezione, in questi casi, viene visto unicamente come una magrezza estrema.

Ma il controllo e’ il problema. Non la soluzione.

Non si dice molto spesso, e cito brevemente due mie precedenti ricerche in tal senso,che, mentre quando le donne vedono un’altra donna considerata piu’ attraente o magra scattano confronti e autosvalutazione, nei maschi questo non accade.

Anzi, i maschi vedono anche i propri pregi e caratteristiche fisiche positive quando vengono posti di fronte al “Brad Pitt o Johnny Depp” della situazione. Cioe’ le donne dicono "perche’ io no", mentre i maschi “beh, anch’io non sono poi tanto male”.

Inoltre, le donne vorrebbero apparire piu’ magre, sin dalla preadolescenza mentre i maschi desiderano corpi piu’ muscolosi. Ecco che quindi le strategie di controllo sul corpo sono diverse e poggiano su basi e metodiche differenti.

Consigli?

Non fate i confronti con altri, non servono ad altro che a frustrarvi.

Nell’illusione, invece, di spronarvi a fare meglio, essi concorrono a farvi sentire inadeguate.

Anche se non siete contente di voi al 100% e forse non lo sarete mai, siete una meraviglia perche’ siete uniche.

E infine, siete proprio sicure che gli altri vi guardino unicamente per giudicarvi e criticarvi?

Questo e’ un discorso molto lungo e mi sento di dire a chi ci legge, che il giudizio degli altri, ammesso che vi sia, vi dice qualcosa sui loro gusti, non riguardo il vostro valore.

EMANUEL MIAN - http://www.emanuelmian.it/
Psicologo psicoterapeuta e responsabile di vari centri in Lombardia e Friuli Venezia Giulia per la diagnosi, cura e ricerca sui disturbi alimentari e dell'immagine corporea. Docente master "Dietetica e Nutrizione Clinica" Universita' di Pavia.

A.C. per Margherita.net


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