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Home | Donne e salute | Ginecologia | Pillola e metodi contraccettivi
Per cercare di approfondire l'argomento contraccezione e metodi contraccettivi abbiamo intervistato il Dr.Emilio Arisi, Direttore dell'U.O. Ostetricia - Ginecologia e Coordinatore del dipartimento Materno-Infantile presso l'ospedale "S.Chiara" di Trento. Gli abbiamo posto alcune delle domande che riceviamo più frequentemente dalle lettrici, e queste sono state le sue risposte. Quali sono i metodi anticoncezionali scientificamente più sicuri? Non c'è dubbio che, se escludiamo la sterilizzazione maschile e femminile, che però vanno considerate come metodi irreversibili, i metodi anticoncezionali più sicuri sono la pillola estroprogestinica, quella di solo progestinico (pur con alcuni limiti), la spirale contenente il levonorgestrel (un progestinico).
È possibile stilare una 'classificà dei metodi anticoncezionali più utilizzati, in base al loro grado di efficacia? Se intendiamo i metodi più utilizzati in Italia, essi sono nell'ordine il coito interrotto, il condom, la pillola combinata estroprogestinica, la spirale al rame e quella con levonorgestrel. In realtà, come si capisce, il loro livello di sicurezza è molto diverso. La pillola e la spirale con il levonorgestrel si collocano ad un livello di sicurezza che sfiora il 100 %; la spirale al rame ha un rischio di gravidanza dello 1-2 %, il coito interrotto ha un rischio di gravidanza attorno al 20 %, il condom tra il 10 ed il 20 %, secondo i dati dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), A che età è possibile iniziare a
'prendere la pillola'? Potremmo rispondere con semplicità
dicendo "da quando ce n'è bisogno". In realtà
sia l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che l'ACOG (American
College of Obstetricians and Gynecologists) prevedono il possibile uso
della contraccezione ormonale fino dalla prima mestruazione, ovviamente
se esistono i presupposti di necessità. Occorre valutare se la
crescita staturale è già completata. Se infatti la contraccezione di emergenza (EC) viene assunta entro 12 ore dal rapporto presunto fecondante il rischio di una possibile gravidanza è attorno allo 0.5 %; se invece la EC viene assunta dopo 72 ore dal rapporto il rischio di gravidanza diventa 4.1 % , cioè 8 volte di più. Ecco perché è importante che la donna trovi operatori e strutture sensibili, empatici e non dogmatici. Infine va ricordato che la EC agisce subito dopo il rapporto e prima di una possibile gravidanza. Il suo rischio principale è quello di non riuscire nell'intento per cui viene assunta; un altro possibile problema è quello di un modesto ritardo nel mestruo successivo alla assunzione. L'RU486, mifepristone è il suo nome chimico, alla dose e nelle condizioni in cui viene usato oggi in molte nazioni del mondo, ed in alcuni centri anche in Italia, agisce su una gravidanza già instaurata che si voglia interrompere con un aborto medico. Viene abitualmente associato ad un altro farmaco, che è una prostaglandina, un farmaco capace di contrarre l'utero ed aiutare l'espulsione dell'aborto. I problemi più comuni , oltre al mancato aborto, sono disturbi di tipo gastrointestinale e perdite ematiche. Quali sono le prospettive nel campo della contraccezione? In che direzione si sta muovendo la ricerca medica? Quali saranno i metodi contraccettivi del prossimo decennio? Negli ultimi anni la contraccezione ormonale ha subito grandi cambiamenti. Sono state notevolmente abbassate le dosi dell'estrogeno e del progestinico, e sono state modificate le modalità di assunzione, dai 21 giorni di assunzione con 7 giorni di pausa si è passati ai 24 giorni con 4 di pausa e recentemente ai 26 giorni con due di pausa. I progestinici più utilizzati sono diventati quelli antiandrogenici, cioè capaci di migliorare condizioni come l'acne, la pelle grassa, la peluria abbondante, situazioni cui pone particolare attenzione l'adolescente. Recentemente è entrata in commercio una pillola che contiene un estrogeno naturale, l'estradiolo valerato, meno impegnativo per l'organismo femminile rispetto all'estrogeno finora utlizzato, che era ed è l'etinilestradiolo. Presto questa via sarà seguita da altre pillole con estrogeno naturale. Ma la ricerca sta perseguendo anche altre vie, come quella di contraccettivi ormonali spray, da spalmare sull'avambraccio, o di anelli vaginali capaci di immettere in vagina ormoni per un anno, oppure ancora di sostanze particolarmente gelatinose da porre in vagina con l'intento di inglobare virus qui presenti incluso quello dell'AIDS. Ultima domanda: uomini e contraccezione. Si sente parlare di 'pillola per lui' ma ancora non sembra si sia arrivati a risultati sufficientemente sicuri. La contraccezione è destinata a rimanere una 'cosa da donne' oppure anche in questo campo si potrebbero aprire degli scenari che coinvolgano maggiormente l'uomo? Purtroppo nell'ambito della contraccezione la croce pesa soprattutto sulle spalle delle donne. Per il versante maschile la pratica clinica è ancora ampiamente ferma al condom ed alla sterilizzazione chirurgica, ma la ricerca sta lavorando sia sul lato degli ormoni che sul lato non-ormonale. Nell'ambito ormonale sembra dare buoni risultati l'associazione di un derivato del testosterone con un progestinico da usarsi intramuscolo, o quella di una associazione di due diversi derivati del testosterone da usare anch'essi intramuscolo. Sono sperimentate anche combinazioni di nestorone gel associato a testosterone gel, da usarsi per via transdermica, con buona soppressione delle gonadotropine ed in prospettiva di una buona soppressione della spermatogenesi . Nell'ambito non-ormonale sono state individuate e sperimentate parecchie molecole target su cui agire con molecole inibitrici. Il problema incontrato è quello della barriera ematica del testicolo, per cui bisogna somministrare agenti inibitori talora in quantità eccessiva con possibile tossicità sistemica in organi non target. Grazie Margherita.net Ringraziamo il Dr.Emilio Arisi
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