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Le malattie sessualmente trasmissibili

Ogni rapporto, soprattutto con una persona di cui non si conosce lo stato di salute, espone ad un potenziale rischio di contagio. Si va da patologie relativamente poco gravi ad altre che invece gravi lo sono, eccome. Soprattutto le più giovani, anche per l'abbassamento dell'età media del primo rapporto, sono esposte a questi richi, spesso anche per la mancanza di informazione su questi temi.

In questa intervista al Prof. Secondo Guaschino, Professore Universitario di Ginecologia e Ostetricia dell'Università di Trieste, Vice-Presidente della Società Italiana delle Malattie a Trasmissione Sessuale, cerchiamo di fare chiarezza su alcuni punti, e di capire un po' meglio come comportarci in determinate situazioni.

Un rapporto sessuale non protetto può esporre al rischio di contagio per quanto riguarda patologie che vanno da poco gravi fino a molto gravi. Volendo informare, e non spaventare, chi ci legge, ci può dare un'idea generica del tipo di potenziali rischi per la salute che corre una ragazza (o una donna) ogni volta che ha un rapporto sessuale non protetto?

Un rapporto sessuale non protetto espone sempre al rischio di contagio di infezioni sia batteriche, sia virali, sia protozoarie. Tale assunto è ancora più valido e più importante, per le conseguenze che ne possono derivare, nell'età adolescenziale.

Tanto più precoce è l'inizio dell'attività sessuale, tanto più alto è il rischio di contrarre malattie. Ciò è dovuto al fatto che l'apparato genitale nelle giovanissime non è ancora completamente "maturo", per cui è molto più indifeso. Le infezioni batteriche più pericolose, per le conseguenze che possono comportare a distanza di tempo, sono quelle da Chlamydia trachomatis che, in assenza di cure adeguate, possono causare sterilità per progressiva chiusura delle tube.

Purtroppo si tratta di un'infezione che spesso passa inosservata, in quanto i sintomi sono spesso poco rappresentati se non addirittura assenti. Per tali motivi nei Paesi Scandinavi è in atto da molti anni una procedura di screening sulla popolazione al di sotto dei 25 anni.

Un'altra infezione di cui si sente spesso parlare, soprattutto in questi tempi, è quella da Papilloma Virus o HPV. In realtà è un'infezione molto diffusa, del tutto asintomatica, che può determinare negli anni, a seconda del tipo di virus, sia lo sviluppo di condilomi vulvari e/o vaginali sia il carcinoma della cervice uterina.

Va precisato che nella maggioranza dei casi il virus viene eliminato spontaneamente entro i 30 - 35 anni; solamente in alcune donne esso si integra nella cellula ed è in grado di trasformarla in cellula tumorale. Oggi esiste un vaccino che è in grado di impedirne l'infezione.

Meritano un cenno infine altre due infezioni le quali, per quanto meno diffuse, possono essere fastidiose per i disturbi che provocano: l'herpes genitalis e la Trichomoniasi. Mentre la Trichomoniasi, se ben curata, non da alcun problema, l'Herpes rimane nell'organismo, nascosto nei nervi, è può ricomparire a distanza di tempo.

Infine due parole sull'HIV la cui estrema pericolosità è nota in quanto è causa di AIDS. Ritengo opportuno rimarcare che, a differenza di anni fa in cui la trasmissione avveniva prevalentemente in popolazioni definite a rischio (tossicodipendenti ed omosessuali), oggi la via prevalente di trasmissione è quella eterosessuale tra individui che non appartengono a definite classi di rischio.

'Mi sembra un tipo a posto' è una frase molto ricorrente. Purtroppo sembrare a posto non significa esserlo. Ci sono però dei segnali, dei sintomi, che una ragazza dovrebbe saper individuare nel partner, e che potrebbero evitarle di esporsi al rischio di esporsi almeno ad una parte delle malattie sessualmente trasmissibili che lei ha elencato nella prima risposta? Tutte le malattie infettive elencate, tranne l'herpes, hanno in comune, nella stragrande maggioranza dei casi, l'assenza di segni e sintomi significativi. Il "tipo a posto" può non esserlo anche a sua insaputa.

E a quali segnali, nel proprio corpo, una donna dovrebbe fare attenzione perché potrebbero essere segno che qualcosa non va, che forse è meglio farsi controllare dal proprio medico? Ogniqualvolta noti qualcosa di diverso dal suo "normale". Sono comparse delle perdite vaginali che prima non c'erano. Le normali perdite vaginali hanno cambiato colore, odore o consistenza. Sono comparsi dei doloretti al basso ventre che vanno e vengono, soprattutto se associati a febbricola. Il rapporto sessuale è diventato doloroso.

Anche pratiche estremamente comuni e considerate a basso rischio - come il bacio - possono invece esporre al rischio di contrarre qualche malattia. Ci viene in mente la famosa 'malattia del bacio' o mononucleosi, o l'herpes. La lista può continuare? Direi di no. Sappiamo che il bacio non è sufficiente a trasmettere malattie pericolose come l'HIV. Tuttavia va posta attenzione che sulle labbra non siano presenti vescicole o croste da Herpes. La mononucleosi si può prendere col bacio ma anche in molti altri modi.

L'igiene personale dopo un rapporto può in qualche maniera servire, oppure 'dopo' e sempre troppo tardi...? L'igiene personale è sempre raccomandabile dopo il rapporto. Tuttavia ai fini di protezione contro le infezioni è inutile. Come dice nella domanda "…è troppo tardi".

Quando si parla di malattie sessualmente trasmissibili è sempre difficile distinguere tra i fatti, la cultura, la morale, il senso di colpa che spesso è legato a queste situazioni... anche a livello di informazione. Lei ritiene che ci sia un'informazione equilibrata e completa in questo campo, oppure che si potrebbe/dovrebbe fare di più e in maniera diversa? Non esiste un'informazione adeguata. Da anni ripetiamo che l'informazione completa ed equilibrata deve essere fornita a scuola da persone preparate, ma non oltre la media inferiore se è vero come è vero che l'età del primo rapporto si è ulteriormente abbassata al di sotto dei 15 anni.

Grazie

A.C. per Margherita.net

Ringraziamo il Prof. Secondo Guaschino, Professore Universitario di Ginecologia e Ostetricia dell'Università di Trieste, Vice-Presidente della Società Italiana delle Malattie a Trasmissione Sessuale


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