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Home | Donne e salute | La salute delle donne | Influenza suina e il vaccino contro il virus H1N1
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Come mai il virus H1N1 non ha causato (non ancora almeno) le molte decine di migliaia di vittime che erano state previste e annunciate? Quando è scoppiata la pandemia i dati preoccupanti che arrivavano dal Messico e l'assenza di informazioni su questo nuovo virus, che era del tutto sconosciuto, avevano fatto temere che si trattasse di un virus pandemico dotato di quelle caratteristiche di virulenza che hanno avuto i precedenti virus pandemici che come ben sappiamo hanno provocato numerosi morti. Fortunatamente la realtà dei fatti è stata diversa rispetto a quanto si temeva in un primo momento.
Si dice che il pericolo siano le possibili future mutazioni del virus. Ci può spiegare cosa si intende con questo e quanto sono probabili/possibili queste mutazioni? I virus dell'influenza sono virus che possono subire delle piccole mutazioni o modificazioni più profonde nella loro composizione. Se Il virus muta è possibile che acquisisca delle nuove caratteristiche che lo rendono più virulento portando ad una situazione più grave nei sintomi con possibilità di incrementare il tasso di letalità. Le piccole mutazioni avvengono naturalmente, sono legate ai meccanismi utilizzati dal virus per replicarsi e fare numerose copie di se stesso. Questi meccanismi non sono perfetti e possono avvenire degli errori che possono compartare delle modifiche nella struttura e nel funzionamento di certe componenti virali determinando la comparsa di caratteristiche che rendono il virus più aggressivo.
Non è comunque detto che le mutazioni portino necessarimanente ad un virus più pericoloso. Il meccanismo di cui parlo è la causa che porta ogni anno alle epidemie stagionali. Infatti i virus subiscono piccole modificazioni che spesso li rendono "diversi" agli occhi del sistema immunitario e così è necessario, soprattutto per le persone a rischio, vacinarsi ogni anno con la formulazione vaccinale che viene aggiornata di anno in anno. Un altro meccanismo che può portare alla comparsa di un virus più aggressivo è quello del riassortimento genico. Questo meccanismo si verifica quando due virus diversi infettano uno stesso ospite determinando la comparsa di un virus che presenterà delle caratteristiche ereditate da ciscuno dei due virus originari. Questo è il meccanismo principale che può portare alla comparsa di un virus pandemico o di un virus con un aumentato tasso di letalità. Per fare un esempio sarebbe molto rischioso se il nuovo virus H1N1 subisse un riassortimento con il virus aviario H5N1. Quest'ultimo virus ha molti fattori di virulenza che lo rendono molto letale, tuttavia è un virus che difficilmente infetta l'uomo. Se immaginiamo che avvenga un riassortimento che da luogo ad un virus che infetta molto bene l'uomo e che ha dei fattori di virulenza che lo rendono molto letale è facile capire quale grave impatto si avrà per la salute della popolazione umana mondiale.
Da dove proviene questo virus? Questo virus presumibilmente si è originato nei maiali in messico mediante un complesso fenomendo di riassortiomeneto avvenuto in più fasi nel tempo. Da quello che sappiamo questo virus ha subito quattro eventi di riassortmento perchè presenta delle caratteristiche di un virus influenzale dell'uomo, di un virus aviario e di due diversi virus dell'influenza del maiale
Nel 1976 negli Stati Uniti vi era stato un analogo allarme di febbre suina. Venne programmata una campagna nazionale di immunizzazione della popolazione ma il programma di vaccinazione fu bruscamente interrotto a causa di effetti collaterali derivanti dalla vaccinazione. Anche su questo vaccino vi sono pareri discordi. Può aiutarci a fare chiarezza su questo punto? Quali sono i rischi potenziali di questo vaccino, se ce ne sono, e lei cosa ne pensa? Questo vaccino è stato prodotto in tempi record. La preparazione del vaccino richiede grosso modo sei mesi. Vaccini adiuvati per l'influenza si usano normalmente nel nostro paese. I rischi sono quelli generici connessi a qualsiasi vaccinazione. Al momento non ci sono indicazioni negative, anche tra il personale sanitario che si è già vaccinato. E' auspicabile, soprattutto per le persone a rischio, che si ricorra alla vaccinazione.
Leggendo i giornali e guardando i notiziari televisivi si potrebbe pensare che ci sia un po' una 'corsa alla notizia allarmistica' quando si parla della nuova influenza. Lei che idea si è fatto in proposito? Chiaramente le notizie sono state date in maniera allarmistica e spesso discordante. Purtroppo è mancato un filo conduttore e tutti hanno parlato di influenza esprimendo liberamente opinioni creando molta confusione nel pubblico e anche negli operatori sanitari. La realtà è che i tempi d'azione sono stati strettissimi e pian piano si sono acquisite quelle conoscenze necessarie per gestire meglio la situazione. Anche gli esperti, in mancaza di opportune conoscenze potevano dare delle indicazioni di massima basate su quanto si sa, ma certezze assolute non possono essere date da nessuno.
Grazie
A.C. per Margherita.net
20 novembre 2009
Si ringrazia il professor Giorgio Palù
Professore ordinario di Microbiologia e Virologia
Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Padova
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