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Noi di consigli su temi così delicati possiamo darne pochi, in prima persona, ma possiamo rivolgerci - come abbiamo fatto - a chi questi problemi li conosce da vicino e può dare consigli e opinioni attendibili e affidabili. Così ci siamo rivolti, per quanto riguarda la parte più 'tecnica' alla D.ssa Sandra Salmasi, presidente dell'AIED di Mestre, la quale con l'aiuto della D.ssa Alessandra Alessi, una delle ginecologhe sempre dell'AIED MESTRE, ha raccolto e ci ha fornito dati ed esperienza sul campo. Per la parte 'piscologica' ci siamo invece rivolti alla dott.ssa Mariacandida Mazzilli, psicologa, psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico, che le lettrici di Margherita.net già conosceranno bene. Le domande della prima parte di questo articolo / intervista sono di pertinenza della ginecologa.
Si dice e si legge che l'età dei primi rapporti sessuali nelle ragazze si sia abbassata. Lei, come ginecologa dell'AIED è sicuramente in prima linea su questo fronte e forse la persona più indicata a confermare o smentire questa affermazione. E di quale fascia di età stiamo parlando? Sicuramente si è abbassata l'età del primo rapporto, che adesso avviene intorno ai 15 anni, risponde la D.ssa Salmasi. Le ragazze che si sono rivolte a noi in consultorio negli ultimi 2 anni sono state 110, di età compresa tra i 12 ed i 17 anni. I maschi sono stati solo 4. Perché l'età della prima esperienza sessuale nelle ragazze (ma anche nei ragazzi) si sta abbassando? E quali sono le motivazioni che spingono in questa direzione? Bisogno di conferme, imitazione, mutamento dei costumi in generale? L'età delle prime esperienze sessuali si è progressivamente abbassata per complesse ragioni sociali e culturali dice la D.ssa Mazzilli, psicologa. La sessualità non costituisce più un tabù, l'accesso a informazioni e messaggi a contenuto sessuale è diventato molto agevole e anche all'interno della famiglia (sebbene ci siano ancora delle resistenze) è diventato più "normale" affrontare argomenti a sfondo sessuale. Sperimentare la sessualità aiuta il ragazzo ad essere accettato, a sentirsi già adulto, in un momento delicato della crescita nel quale il riconoscimento del gruppo è importante. I primi rapporti sessuali determinano, nella fantasia del ragazzo, l'approvazione del gruppo, il sentirsi "come gli altri" e in tal modo viene esorcizzata la paura della propria inadeguatezza, la scarsa fiducia in se stessi tipica dell'età. I rapporti sessuali nelle giovanissime portano con sé - tra gli altri - due rischi principali: gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili... Quanto è carente, in base alla sua esperienza, una corretta educazione su questi temi nelle giovani e giovanissime in Italia? Purtroppo non si è ancora consolidata una mentalità che vede l'uso del preservativo come metodo efficace per prevenire le malattie sessualmente trasmesse, ci dice la D.ssa Salmasi "...il mio ragazzo non lo vuole usare perché non gli piace" è una frase che ricorre molto spesso. A proposito in questi giorni l'Aied regala i preservativi a tutti gli adolescenti/giovani che vengono a prenderseli. Posso darvi anche il numero di IVG (interruzione volontaria di gravidanza): su 47, dal 1° gennaio a tutt'oggi, le ragazze al di sotto dei 18 anni sono 6, tra i 19 e i 24 sono 13, sono 19 quelle tra i 25 e i 34 e sono 10 oltre i 35. Quanto è diffuso, in base alla sua esperienza, l'uso di alcol e altre sostanze tra le giovanissime, e quanto può questo uso essere corresponsabile nell'abbassamento dell'età della prima esperienza sessuale? Non è l'alcol, anche se l'uso è molto diffuso tra i minorenni, la causa la principale dell'abbassamento di età, prosegue la D.ssa Salmasi, anche se questo incide su fattori legati alle esperienze sessuali, come ad esempio rapporti con partner diversi, maggiori rapporti il sabato sera, minori freni inibitori ecc. Il campione delle ragazze che vengono all'Aied è forse non completamente rappresentativo, perché già il fatto di frequentare un consultorio dimostra una maggiore responsabilità nell'affrontare i problemi legati alla sessualità. Quello dell'abbassamento dell'età del primo rapporto non è un fenomeno solo italiano, anzi. Tra le nazioni del cosiddetto 'primo mondo' Nord Europa e Stati Uniti sembrano guidare la classifica. Quali i rischi e i pericoli per la psiche delle ragazze (che un domani saranno in gran parte mamme) possono essere emergere come conseguenza di questo mutamento? Il rischio principale, ci spiega la D.ssa Mazzilli, è legato alla rappresentazione distorta e superficiale che televisione e pubblicità rimandano del sesso, in questa società così legata ai concetti di immagine e profitto. Messaggi a contenuto sessuale (e quindi in grado di catturare più facilmente l'attenzione) hanno spesso solo finalità commerciali e svuotano la sessualità dei significati più profondi e delicati, "utilizzandola" a scopo commerciale. Tutto ciò può condurre ad una innaturale scissione tra l'atto sessuale e il mondo psichico ed emotivo. Fare l'amore non è solo "piacere sessuale", ma, a livello più profondo, condivisione, comunicazione, accettazione del proprio corpo. I primi rapporti sessuali sono tappe delicate nella formazione di un'identità, in quei momenti superficialità e scarsa sensibilità possono creare insicurezze e difficoltà a relazionarsi con gli altri. Il consiglio che come medico si sente di dare alle giovani ragazze che leggeranno questa intervista, e alle loro famiglie. Il consiglio da dare è sicuramente quello di ragionare con la propria testa senza per forza seguire le opinioni del "branco", conclude la D.ssa Salmasi. Se non si hanno idee precise, è importante chiarirsi e approfondirle in luoghi appropriati, con persone professionalmente preparate, che possano ascoltare e dare informazioni corrette. La scelta comunque spetta sempre alla persona ma sarà a questo punto una scelta informata. Noi in consultorio abbiamo uno spazio per gli adolescenti con consulenti giovani. Quale il ruolo dei genitori, della scuola, dei media? Quali responsabilità - in 'pensieri, opere ed omissioni' per sfruttare una frase celebre - si possono individuare in chi ha un'influenza determinante nella formazione della personalità dei più giovani? E' buona norma cercare di favorire sempre un dialogo con i propri figli, nel clima più disteso possibile, conclude la D.ssa Mazzilli. L'esperienza insegna che il divieto, il comando di "non fare" qualcosa, quando non accompagnato da spiegazioni e motivazioni (quando cioè è solo espressione di un'autorità che non "ascolta") serve a poco e, anzi, istiga comportamenti trasgressivi. "Ascoltare" è la chiave, l'adolescente non accolto tra le mura domestiche, cercherà condivisione e sostegno fuori, lasciando quindi i genitori spesso all'oscuro delle sue esperienze. L'autorevolezza del gruppo di coetanei dovrebbe essere sempre controbilanciata dall'autorevolezza delle figure genitoriali che offrono educazione solida fin dalla più tenera età e, quindi, punti di riferimento ai quali rivolgersi nei momenti di difficoltà. E' importante fornire risposte e spiegazioni, anche tecniche (a proposito di contraccezione, malattie, funzionamento degli organi genitali), senza tuttavia anticipare i tempi: meglio rispondere quando il ragazzo fa domande dirette. Il messaggio importante da trasmettere è il valore dell'intimità, che non si raggiunge attraverso il banale atto sessuale, ma è una conquista basata sulla comprensione e rispetto dell'altro, e che permette di sentirsi a proprio agio nell'esprimere i propri sentimenti e anche nel vivere insieme i propri desideri erotici. Grazie Ringraziamo la D.ssa Mandra Salmasi, presidente dell'Aied
di Mestre, la dott.ssa Alessandra Alessi, ginecologa presso l'AIED di
MESTRE e la D.ssa Mariacandida Mazzilli A.C. per Margherita.net |
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