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Il trattamento "dolce" nella dermatologia plastica Il trattamento "dolce" è senza dubbio sempre più il futuro della dermatologia plastica: la possibilità cioè di curare inestetismi e migliorare l'aspetto estetico senza aggredire la cute e senza interrompere la vita di relazione.

Sicuramente questo è reso possibile dalle nuove tecnologie laser e luce pulsata che hanno dimostrato di essere in grado di agire sulla cute in maniera delicata e più controllata rispetto alle metodiche pregresse.

Basti pensare alle smagliature che fino ad ieri venivano trattate con metodiche essenzialmente abrasive (peeling e microdermobrasione) tali da distruggere l'epidermide per promuovere poi una riepitelizzazione; metodica lunga e sempre non ben accetta dalla paziente.

Oggi la smagliatura viene curata in maniera decisamente più soft: peeling molto superficiali, iniezioni revitalizzanti, luce pulsata nella lunghezza dell'infrarosso, con risultati superiori a quelli delle metodiche più aggressive e senza gli inconvenienti legati alla comparsa di ferite sulla cute.

Anche il recentissimo nuovo "resurfacing frazionato per il trattamento delle rughe e delle cicatrici" va in questa direzione: rispetto al resurfacing tradizionale più sedute, maggiore durata del trattamento complessivo, ma, in cambio, nessuna ferita aperta, nessun "buco" nella pelle, possibilità di truccarsi gia dall'indomani e nessuna astensione dalle normali attività di tutti i giorni.

Il trattamento della couperose ha cambiato volto: prima veniva usato l'ago elettrico con possibilità sanguinamento e cicatrici: oggi il laser 532 KTP consente di trattare i capillari del viso con lieve fastidio e con la facoltà di svolgere l'ìndomani le normali attività di tutti i giorni. Lo stesso dicasi per la depilazione che se eseguita correttamente è in grado di aggredire il pelo risparmiando integralmente l'epidermide.

Lo stesso trattamento dei capillari delle gambe che richiede alcune accortezze di base (evitare l'acqua per due tre-gg, applicare creme idratanti e schiarenti, evitare i traumatismi, ecc) risulta comunque con i moderni laser neodimio-yag del tutto accettabile dal punto di vista del dolore e del decorso post trattamento.

Curare le macchie del viso con il laser q switch può determinare una noiosa esfoliazione che dura una settimana, dopo la quale le macchie spariranno completamente; se si desidera una metodica più dolce si può far ricorso alla luce pulsata (IPL); non ci sarà esfoliazione ma il risultato su macchie di media pigmentazione sarà raggiunto in tre-quattro sedute.


foto lentigo trattate con luce pulsata

Questa "dolcezza", resa possibile dall'evoluzione tecnologica, dovrebbe contribuire ad avvicinare alla dermatologia plastica quella parte del pubblico preoccupata non tanto dal dolore del trattamento in sè ma dal decorso post operatorio, assicurando una convalescenza tranquilla e priva di quelle problematiche tipiche di metodiche ormai superate...


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