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I trattamenti combinati Di fronte al moltiplicarsi dei trattamenti dermoplastici in questi ultimi anni la paziente può rimanere disorientata e chiedersi se il trattamento - o i trattamenti - a lei proposti siano effettivamente adeguati al suo problema.

In realtà nel campo dell'estetica, a differenza della medicina tradizionale, l'associazione di più tecniche può essere consigliabile, semprechè tali tecniche siano in grado, attraverso meccanismi diversi, di produrre miglioramenti concreti sull'aspetto cutaneo, in relazione al grado di aging presente.

I fillers (acido ialuronico o collageno) sono senz'altro utilissimi per attenuare determinate rughe (nasolabiali, peribuccali, ecc) ma, se è presente un rilassamento cutaneo di una certa entità, hanno bisogno di essere affiancati da sostanze, quali l'acido polilattico, in grado di stimolare effettivamente la produzione di collageno nuovo e quindi di "creare volume " nel viso.

La lassità cutanea, inoltre trarrà giovamento dalle tecniche più recenti e non invasive quali la radiofrequenza e la luce pulsata ST. Per le rughe da fotoesposizione, caratteristiche delle guance, e del distretto perioculare, sarà invece più opportuno intervenire con laser frazionati CO2, accettando un periodo di interruzione di vita sociale da 3 a 5 giorni; diversamente si dovrà ricorrere ad altri laser frazionati, meno aggressivi ma con risultati più dilazionati nel tempo.

Gli stessi filler non sono in grado di correggere "le rughe in movimento", e pertanto richiedono il botox per determinati ristretti (rughe perioculari, rughe frontali) in cui il semplice riempimento non è più sufficiente.

I filler, inoltre, traggono giovamento dalla contemporanea esecuzione di iniezioni con acido ialuronico di diversa natura con azione revitalizzante e protettiva nei confronti della radiazioni uv, iniezioni che non vengono eseguite nelle rughe ma sulla cute normale.

Tutte queste tecniche, inoltre, possono essere associate a peeling superficiali o molto superficiali i quali migliorano sensibilmente la qualità della cute e se eseguiti metodicamente saranno anche in grado di agire sul fotoaging cioè sulle macchie prodotte dal sole e sulle fini rughe superficiali.

Il peeling chimico tende sempre più ad essere sostituito dai laser peeling, eseguiti con laser frazionati ad erbio, in grado di rimuovere lo strato corneo in modo delicato ed omogeneo senza i rischi del peeling chimico.

Tuttavia le "macchie cutanee", le cossidette lentigo, potranno più opportunamente essere trattate con laser specifici che emettono nell'ordine dei nanosecondi, anzichè con metodiche poco selettive quali la crioterapia e i peeling

La grande varietà delle metodiche proposte corrisponde da un lato ai diversi bersagli che si vogliono colpire e dall'altro alle diverse sensibilità delle pazienti che richiedono trattamenti più o meno aggressivi. Solo una adeguata consultazione e attenta valutazione del grado di aging sarà in grado di stabilire l'esatta combinazione di tecniche diverse secondo le aspettative e le caratteristiche - non solo cutanee ma anche psicologiche delle singole pazienti.


Miglioramento della tramatura cutanea dopo laserpeeling.


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