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Luoghi comuni laser e tatuaggi

A distanza di anni dall'introduzione del laser q-switch per rimuovere i tatuaggi permangono ancora molti pregiudizi e soprattutto scarsa conoscenza dei meccanismi con cui questo laser funziona.

Basta leggere un sito importante dedicato ai consumatori in cui si sottolinea che togliere un tatuaggio è cosa a complicata e "spesso lascia brutte cicatrici". La cosa che sconcerta ancora di più è che tra le metodiche proposte si accenna genericamente a "dermoabrasione, peeling e in ultimo il laser"

E' nostra intenzione a questo punto ribadire alcuni concetti fondamentali; concetti di carattere scientifico e pertanto al di fuori di qualsiasi intento commerciale.

1) Le particelle di inchiostro iniettate dal tatuatore entro un mese si trovano nel derma profondo inglobate in particolari cellule, i macrofagi. E' chiaro pertanto che eliminare un tatuaggio "portando via degli strati di pelle" come si fa con i peeling, la dermoabrasione, con gli stessi laser ablativi significa determinare un esito cicatriziale antiestetico. In definitiva un laser ablativo (un co2 o un erbio) si comporta anche se in maniera più sofisticata ne più ne meno come un peeling o una microdermoabrasione: elimina degli strati cutanei e pertanto elimina cosi, in maniera non selettiva, le particelle di inchiostro.

2) Pertanto parlare di laser per eliminare i tatuaggi è assolutamente fuorviante se non si specifica che solo un laser, il laser qswitch è specifico in quanto è in grado di frammentare le particelle di inchiostro emettendo degli impulsi nell'ordine dei nanosecondi che sono in grado di non danneggiare il derma. In seguito a tali onde fotoacustiche il frammento viene eliminate sia in superficie tramite la desquamazione sia inglobato da cellule del sangue con meccanismo di fagocitosi. Tutti gli altri laser che vengono proposti (purtroppo in qualche caso anche da ditte costruttrici) non sono indicati, non agiscono secondo il meccanismo della fototermolisi selettiva.

3) Non si possono dunque associare nei giudizi metodiche non selettive con metodiche assolutamente super selettive paventando in maniera assolutamente superficiale la comparsa di cicatrici: il laser q switch non è in grado di per sè di determinarle anche se va usato comunque con cautela rispettando i tempi di guarigione tra una seduta e l'altra.

4) Un altro luogo comune da sfatare è che il togliere un tatuaggio significhi determinare la comparsa di chiazze bianche permanenti. Questo non si verifica se si un laser q switch della lunghezza d'onda 1064 anzichè un laser rubino o un alexandrite: infatti questa lunghezza d'onda ha meno affinità per la melanina e non produce tali effetti collaterali.

5) Ovviamente non sarebbe corretto dipingere un quadro troppo roseo della laserterapia dei tatuaggi: il laser q-switch ha dei limiti che consistono, soprattutto nel caso di un tatuaggio professionale, nell'elevato numero di sedute (che non può essere stabilito a priori) necessario per eliminare un tatuaggio e anche nella possibilità che una volta eliminato l'inchiostro possa permanere il cossidetto "ghost", un fantasma del tatuaggio preesistente che è però cosa completamente diversa da una cicatrice. Tutti questi aspetti dovranno ampiamente essere chiariti dal medico prima di cominciare il trattamento.


tatuaggio professionale dopo 7 sedute


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