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Luoghi comuni laser e tatuaggi

Uno dei più frequenti luoghi comuni sulla laserterapia dei tatuaggi è costituito dalla possibilità che in seguito al trattamento possano residuare se non delle cicatrici delle macchie chiare irreversibili. E che quindi venga a crearsi al posto del tatuaggio che non si vuole più un inestetismo.

Per macchia bianca ("scientificamente ipopigmentazione") si intende una area in cui siano andati persi i melanociti responsabili del pigmento cutaneo; per cicatrice si intende invece una alterazione della struttura cutanea che implica comunque un danno del derma. Mentre la possibilità di rimuovere il tatuaggio senza lasciare esiti cicatriziali (anche se in maniera progressiva e senza alcuna certezza riguardo il numero delle sedute) è un dato ormai consolidato grazie alla popolarità che hanno acquisito i laser q switch (questi costosissimi laser che hanno la possibilità di frammentare le particelle di inchiostro senza ledere la cute) rimangono invece spesso delle perplessità circa la comparsa di ipopigmentazioni .

In realtà le ipocromie post trattamento erano frequenti al tempo dell'utilizzo dei laser qswitch rubino e alexandrite per la loro alta affinità per la melanina; con l'avvento del 1064 neodimio yag questo evento collaterale è diventato meno frequente anche se possibile soprattutto in soggetti con fototipo scuro. La ipocromia, a differenza della cicatrice, non è una condizione irreversibile in quanto sensibile alla irradiazione UVA.

Un altro frequente luogo comune è che la rimozione del tatuaggio avvenendo con laser qswitch non abbia per sua natura la possibilità di indurre cheloidi. Non è purtroppo così: in soggetti predisposti costituzionalmente e in sedi corporee a rischio la possibilità di comparsa del cheloide è sempre presente; non dobbiamo dimenticare infatti che il pigmento è situato nel derma reticolare e che la sua rimozione, per quanto miracolosamente in grado di non determinare cicatrici, implica sempre un intervento nella parte profonda della cute.

Infine, una particolare importanza va riservata ai colori del tatuaggio. Non solo è necessario disporre di un laser q switch per rimuoverlo ma anche di un q switch che disponga di diverse lunghezze d'onda in rapporto al colore del pigmento che si vuole eliminare. Se il tatuaggio di colore nero risponderà bene a tutte le lunghezze d'onda il tatuaggio di colore rosso richiederà una lunghezza d'onda sotto i 575 nm, (e così pure anche il giallo) il tatuaggio verde una di 755 nm. Purtroppo molti pigmenti colorati sono dati dalla somma di singoli pigmenti e questo complica la situazione. In genere quanto più un tatuaggio è policromatico tanto più difficile ne è la rimozione.


Tatuaggio di quasi "impossibile" rimozione.


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