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Rimozione
del trucco semipermanente
Una delle problematiche maggiori che sta affiorando è
quella della rimozione dei pigmenti dei trucchi cosiddetti semipermanenti,
vale a dire le pigmentazioni che vengono introdotte a scopo cosmetico
in maniera sempre più frequente. Spesso la rimozione viene richiesta
perché il trucco eseguito non è più di gradimento
dopo un certo periodo, oppure perché la paziente non soddisfatta
del risultato ottenuto.
Come per il tatuaggio ornamentale, è il laser q-switch la metodica
adeguata per rimuovere tale pigmentazione grazie alla sua capacità
di lavorare selettivamente sulle particelle di inchiostro. Come per il
tatuaggio ornamentale sono richieste più sedute anche se in genere
in numero minore in quanto il pigmento è più superficiale.
Tuttavia mentre il viraggio di colore nel tatuaggio ornamentale è
cosa piuttosto rara e legata soprattutto a determinati pigmenti verdi
e blu, nel tatuaggio cosmetico il rischio di viraggio del colore quando
il pigmento è carneo si presenta come una eventualità piuttosto
frequente.
Questa eventualità è legata ad una reazione chimica che
prevede la trasformazione dell'ossido ferroso in ossido ferrico ed è
innescata dal laser q-switch. Purtroppo un iscurimento del pigmento è
cosa allarmante per la paziente che non è preparata ad una simile
evenienza, anche se molto spesso tale pigmento risponderà ai successivi
trattamenti con il laser q-switch.
D'altronde metodiche alternative quali i laser ablativi si presentano
decisamente più rischiosi in quanto, vista la localizzazione del
pigmento cosmetico, espongono al rischio ben più grave e reale
di esiti cicatriziali indesiderati.
Dott. Giuseppe Parodi
http://www.giuseppeparodi.it
Socio Isplad
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