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La rimozione dei tatuaggi cosmetici con il laser

La rimozione del tatuaggio cosmetico è un argomento di sempre più grande interesse ora che è finalmente noto (nonostante il suo uso d a parte del medico non si a certo recentissimo) che è possibile rimuoverlo agevolmente anche se in più sedute con laser q switch.

Tuttavia permane ancora molta confusione sulla natura di questa rimozione e suoi paventati rischi… ancora recentemente ci ha scritto un a paziente riferendoci che in un centro estetico le fosse stato riferito del rischio che rimuovendo il trucco semipermanente dalle sopracciglia queste non sarebbero più ricresciute o ricresciute bianche….

Vogliamo ribadire quindi una volte per tutte alcuni concetti che derivano sia dalla letteratura laser che dalla nostra esperienza personale.

Il laser q switch utilizzato in questa metodica di rimozione lavora nell'ambito dei nanosecondi quindi non è in grado di determinare una depilazione di natura permanente: la eventuale scomparsa del pelo che nella nostra esperienza non si è mai verificata non è mai definitiva. Il laser q switch non è annoverato tra i laser efficaci nel campo della depilazione, a differenza di un diodo o di un alexandrite.

Allo stesso modo è assurdo pensare che l'utilizzo di un laser q-switch con un a lunghezza d'onda 1064 (quindi con scarsa affinità per la melanina) possa determinare uno sbiancamento del pelo. L'essenziale per la buona riuscita della rimozione del pigmento è l'effettiva rasatura del pelo che si vuole trattare e la predisposizione ad accettare che questo avvenga in sedute multiple. Qualunque altre metodica proposta (in genere laser ablativi erbio o co2) predispone al rischio di cicatrici se non eseguita più che correttamente e alla distruzione (questa sì) del bulbo pilifero.

Il problema fondamentale del laser q-switch si pone semmai nella rimozione dei pigmenti carnei che in genere contraddistinguono il labbro superiore. In questo caso l'evenienza più rischiosa è l'iniziale iscurimento del colore del tatuaggio con viraggio al nero in seguito ad una caratteristica reazione chimica che si viene a determinare. Questo viraggio non è quasi mai permanente in quanto reagisce al successivo trattamento con scomparsa della iperpigmentazione. Tuttavia a causa della delicatezza della questione è sempre bene eseguire un test in un a zona ristretta e discutere con la paziente di questa spiacevole ma transitoria evenienza.


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