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plastica
La
puntura del riccio di mare Il riccio di mare è un organismo
molto diffuso di cui si conoscono almeno 750 specie, molte delle quali
sono presenti nel Mediterraneo: le specie che vivono nelle nostre regioni
sono per fortuna tra le meno tossiche.
Esso si trova in genere sulle rocce degli anfratti marini; raramente
sulla sabbia; le sue spine calcaree sono costituite da solfato di calcio,
carbonato di magnesio, carbonato di calcio e diossido di silice.
Le reazioni che provoca a contatto della cute sono essenzialmente di
due tipi quelle immediate e quelle ritardate. Quelle immediate sono
dovute alla penetrazione all'interno della cute degli aculei con immediato
dolore cui segue arrossamento, edema e spesso infezioni secondarie.
Gli aculei di alcune specie non si si dissolvono e in determinati casi
può rendersi necessaria l'asportazione chirurgica previa esame
radiografico. I trattamenti necessari sono, oltre all'uso dell'acqua
calda fino al limite della tolleranza, l'applicazione di creme antibiotiche
e l'estrazione di tutte le spine.
Le reazioni ritardate possono insorgere anche due tre mesi dopo il
primitivo contatto e possono essere nodulari o scleroedematose. Le prime
sono in sostanza delle reazioni da corpo estraneo e possono essere trattate
con infiltrazioni intralesionali di cortisone. Le seconde si osservano
di frequente nei pescatori e sono causate da traumi ripetuti per punture
di spine che determinano un edema duro, nettamente delimitato ai polsi
e vanno differenziate dagli altri linfedemi acuti e cronici.
Ma non ci sono solo i ricci di mare a importunare i bagnanti; un altro
echinoderma fastidioso è la stella di mare, soprattutto l'echinaster
sepositus, una stella di mare molto frequente nel golfo di Napoli, la
cui tossina si diffonde nell'acqua e, in presenza di un gran numero
di organismi, determina una eruzione papulo - orticariosa pruriginosa.
Dott. Giuseppe Parodi
http://www.giuseppeparodi.it
Socio Isplad
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