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La protezione solare

Uno dei campi in cui la dermatologia plastica conosce una delle sue più rapide evoluzioni è quello della protezione solare.

Dieci, quindici anni fa la protezione solare era un settore riservato alle malattie dermatologiche (lupus, rosacea, ecc) in cui il divieto di irradiazione coincideva con una stretta necessità medica. La maggior parte dei filtri solari non totali conteneva sostanze atte a prevenire l'eritema semplicemente per evitare il fastidio e il bruciore. Più recentemente, un ulteriore incentivo all'uso delle creme antisolari è venuto dalla prevenzione dei tumori cutanei, in particolare dal melanoma.

Solo la dermatologia plastica, tuttavia, mettendo l'accento sul danno solare come causa fondamentale dell'invecchiamento, ha dato alla protezione un ruolo nuovo sia nei tempi e nei modi di applicazione dei filtri, sia nello sviluppo di prodotti sempre più originali,fino a spingersi a proporre trattamenti medici per prevenire il danno attinico.

Il concetto che una parte dell'invecchiamento è dovuto al sole - non solo e non tanto quello delle vacanze estive o invernali - ha permesso lo sviluppo di creme da giorno contenenti dei filtri solari a media protezione da applicare tutto l'anno. Inoltre, la scoperta che molte sostanze-principalmente la vitamina C, la E, i polifenoli del tè verde-hanno una azione antiossidante tale da neutralizzare la formazione dei radicali liberi indotta dalle radiazioni ultraviolette, è stata la base della produzione di nuovi filtri solari e nuove creme da giorno contenenti tali composti vitaminici.

Ancora più recentemente, l'introduzione nei filtri solari di composti vegetali in grado di bloccare il danno immunologico indotto dalle radiazioni ha costituito un ulteriore segno di progresso; ancora più significativo il fatto che il concetto di fotoprotezione si sia sviluppato non solo attraverso l'uso di prodotti topici ma anche con l'assunzione di sostanze per os.

In ultimo, è da rilevare come recenti studi abbiano dimostrato che le iniezioni revitalizzanti di acido ialuronico, abitualmente utilizzate per stimolare la sintesi di collageno nuovo e restituire turgore al viso siano in grado anche di contrastare efficacemente i danni indotti dalla fotoesposizione, introducendo pertanto il concetto di "fotoprotezione attiva".

In questo modo si è arrivati a capire che è possibile eseguire dal dermatologo plastico dei trattamenti che non siano solo di ringiovanimento ma anche di prevenzione dell'invecchiamento futuro.


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