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Quale è la vera causa del melasma?
E perchè nonostante tutte le terapie anche positive ricorre in seguito all'esposizione solare?

Un recente articolo apparso su Cosmetic Dermatology aiuta a far luce su questo problema, ribadendo comunque che l'esatto meccanismo della patogenesi di questa dermatosi rimane essenzialmente ignoto. Infatti se è vero che esiste il melasma nel soggetto femminile in gravidanza o durante l'assunzione di contraccettivi orali (legato essenzialmente ad un iperestrogenismo) è anche vero che in molti altri soggetti queste due condizioni sono pressochè inesistenti e il melasma si può definire idiopatico.

Spesso i dosaggi ormonali nella nostra esperienza sono del tutto normali; secondo la letteratura può esservi talora un lieve aumento del LH e una riduzione del testoterone. La maggior parte dei casi di melasma regredisce in menopausa o in seguito da ovariectomia.

Ma oltre agli estrogeni anche un altro ormone sembra direttamente interessato alla patogenesi del melasma: ci riferiamo infatti al MSH un ormone prodotto dall'ipofisi, scarsamente studiato dia dermatologi, i cui livelli sono stimolati dalle radiazioni UV.

E' stato dimostrato che sulla cute esistono i recettori per questo ormone il quale pertanto è in grado di controllare l'attività della tirosinasi (responsabile della formazione del pigmento) e l'attività di trasferimento del melanosoma al cheratinocita cutaneo. Soggetti affetti da ipopituitarismo (scarsa attività dell'ipofisi) abbronzano meno in seguito ad esposizione alle radiazioni solari. La radiazione UV danneggerebbe il DNA inducendo nel melanocita ma anche nel cheratinocita la possibilità di sintetizzare MSH.

Ma quale lunghezza d'onda è responsabile della formazione del melasma? Sicuramente la radiazione UVB è responsabile della formazione di melanina in maniera diretta, ma sebbene in misura più indiretta, anche la radiazione UVA è coinvolta.

E allora? Sicuramente il melasma si può curare molto bene con retinoidi, idrochinone, peelings (vedi foto) ma al momento senza adeguata, sistematica, scrupolosissima fotoprotezione recidiva in seguito ad esposizione solare. In attesa che ulteriori progressi nella ricerca possano fornire nuove sostanze atte a proteggere il melanocita, in aggiunta ai soliti - e non sempre amati- filtri solari.


melasma dopo due mesi ditrattamento


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