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plastica
Lumache (sì lumache!) contro l'invecchiamento...
"Cryptomphalus aspersa" è un nome scientifico
altisonante che corrisponde in realtà al nome volgare di lumaca,
un mollusco così diffuso e noto nel nostro Paese, anche e soprattutto
dal punto di vista gastronomico.
Ma è ormai da tempo che questo mollusco è assurto agli
onori della dermatologia plastica come produttore di una sostanza antiaging
volta a combattere gli e ffetti prodotti sulla cute dagli agenti ossidanti,
proprio sulla base della osservazione che questi minuscoli animaletti
avevano resistito più di ogni altro al disastro di Chernobyl.
Un recentissimo articolo comparso su un a importante rivista statunitense,
Cosmetic Dermatology, studia in maniera rigorosa gli effetti di questa
sostanza valutandola su 15 pazienti anche dal punto di vista istologico
e immunoistochimico sul photoaging, vale a dire sui segni di invecchiamento
indotti dalle radiazioni solari.
Proprio le valutazioni istologiche hanno consentito di stabilire al
termine dei 90 giorni di trattamento con questa sostanza (SCA) un a
significativa riduzione dello spessore dell'epidermide, una riduzione
dell'elastosi e un aumento della presenza dei microvasi. Dal punto di
vista clinico gli effetti consistono nel miglioramento del tono cutaneo
e una minore visibilità delle rughe, anche di quelle profonde.
Il meccanismo con cui l'SCA produca questi effetti non è stato
compiutamente compreso, anche se si ritiene che possa dipendere da un
parte dalla inibizione della metalloproteinasi e dall'altra dalla stimolazione
di produzione di collageno nuovo, attraverso la stimolazione di determinati
enzimi cellulari.
Sicuramente altre valutazioni scientifiche dovranno seguire ma sembra
ormai che gli effetti benefici di queste estratto base di glucosaminoglicani
siano patrimonio della moderna cosmetologia.
Dott. Giuseppe Parodi
http://www.giuseppeparodi.it
Socio Isplad
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