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Cosa è un laser? Molto spesso abbiamo parlato di laser in dermatologia plastica specificandone le applicazioni pratiche; le lettrici si chiederanno a questo punto che cosa sia effettivamente un laser e se questa parola stia ad indicare un solo tipo di apparecchiatura o strumenti molto diversi tra loro.

La risposta è semplice: il principio attivo del laser è eguale per tutti: vale a dire una sorgente di potenza in grado di eccitare un principio attivo a produrre fotoni i quali rimbalzano in una cassa di risonanza concepita in modo tale da amplificare il processo.

Tuttavia, se il principio base è eguale per tutti è vero però che tra i laser esiste una grandissima varietà in rapporto a numerose caratteristiche, prima tra tutte la loro lunghezza d'onda. Infatti determinate lunghezze d'onda vengono assorbite in maniera selettiva da specifiche molecole presenti sulla cute definite target o cromofori. Pertanto esiste il laser selettivo per l'acqua, quello per l'emoglobina, quello per la melanina, ecc... Questa selettività consente, tramite l'assorbimento selettivo di energia luminosa, di determinare una distruzione termica mirata delle strutture cutanee. Avremo pertanto i laser in grado,tramite l'assorbimento selettivo di acqua,di vaporizzare strati di cute eliminando rughe e cicatrici; quelli vascolari in grado di trattare capillari e angiomi tramite l'assorbimento di emoglobina, quelli che agendo sulla melanina sono in grado di danneggiare il bulbo del pelo. Purtroppo esistono delle interferenze in questo meccanismo di assorbimento; questo è il motivo per cui attaccando la melanina del pelo bisogna proteggere l'epidermide; lo stesso dicasi quando si trattano le teleangectasie degli arti inferiori.

I laser inoltre non agiscono solo mediante lo sviluppo di calore e la sua conduzione ma anche con meccanismo di tipo fotomeccanico e fotochimico. Col primo è possibile mediante laser ad impulso breve (cossidetti laser q-switch) trattare i pigmenti cutanei e le particelle di inchiostro dei tatuaggi: il cromoforo viene frammentato da onde d'urto pressorie.

L'effetto fotochimico si esplica tramite alterazioni strutturali delle molecole che assorbono i fotoni. In dermatologia plastica è stato usato mediante l'uso di particelle di carbone irradiate con laser qswitch per la depilazione; pratica ormai abbandonata. Oggi sta tornano prepotentemente alla ribalta in seguito all'impiego di acido aminolevulinico sia nel trattamento laser dell'acne che nel trattamento laser del pelo bianco.

schema della radiazione laser in rapporto all'assorbimento dei target cutanei.


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