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L'isotretinoina L'isotretinoina, farmaco frequentemente usato dal dermatologo plastico, è stato oggetto recentemente di nuove misure restrittive nella prescrizione per il sesso femminile a causa delle sue alte potenzialità teratogene... In realtà, come si deduce anche da alcune relazioni a recenti congressi, è il prodotto stesso a essere messo sotto accusa per i suoi supposti effetti collaterali sull'onda - come spesso succede - di ciò che accade negli States, dove è stato accusato di indurre stati depressivi anche gravi.

Si tratta a nostro avviso di un farmaco di grandissimo valore ed efficacia che ha contribuito a rivoluzionare la terapia dell'acne per la sua capacità di agire sulla produzione di sebo, oltrechè sul fenomeno infiammatorio, determinando risultati stabili nel tempo, a differenza dei trattamenti tradizionali antibiotici.

Oltrechè per la terapia per l'acne grave,nodulo cistica e conglobata, l'isotretinoina è stata utilizzata nell'acne mediolieve, resistente alle comuni terapie, nella rosacea, nell'iperseborrea con risultati in generale buoni e talora entusiasmanti. Nel sesso femminile, in età fertile, l'associazione con terapia anticoncezionale, obbligatoria, permette di moltiplicare l'effetto antiacneico e antiseborroico

Gli effetti collaterali sistemici sono, almeno nella nostra esperienza, modesti o inesistenti soprattutto se il dosaggio utilizzato si mantiene basso o se viene effettuata terapia pulsata. Gli effetti collaterali cutanei possono essere anche marcati ma sono comunque correggibili.

Certamente l'avvento di nuovi trattamenti per l'acne di tipo fisico (la terapia fotodinamica con acido aminolevulinico e irradiazione con luce blu o luce pulsata) può costituire una alternativa valida, non farmacologica, al problema dell'acne e dell'iperseborrea; tuttavia, l'isotretinoina rimane una sostanza importante anche se deve essere utilizzata con discernimento e oculatezza, non solo per gli effetti teratogeni, ma anche tutti i rischi potenziali che vanno sempre discussi e valutati attentamente con la paziente.

Le nuove misure restrittive, che concernono essenzialmente l'aspetto teratogeno del prodotto, (maggiore controllo delle prescrizione del medico e della somministrazione del farmacista) vanno nella direzione di quello stato "etico" che vuole preoccuparsi e intervenire della nostra salute, anche a costo talora di ingerire nella sfera privata dell'individuo.

Non è certo compito nostro commentarle; compito nostro è solo assecondarle affinchè la faciloneria non sia comunque presente nella pratica professionale, a scapito della salute della paziente.


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