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Le ipocromie della pelle

Non sono solo le "macchie scure" ad impensierire le pazienti ma anche le "macchie chiare" che soprattutto in questa stagione, sulla pelle abbronzata, risaltano di più... Ma quali sono le ipocromie di più frequente riscontro...?

La ipomelanosi guttata è una affezione molto frequente, scambiata spesso per una micosi, consistente in chiazze lenticolari, con tratti atrofici, localizzate prevalentemente, ma non solo, agli arti inferiori. Si ritiene dovuta alla fotoesposizione e quindi la protezione solare è indispensabile per impedirne l'estensione.

La pitiriasi alba è anch'essa un 'affezione molto frequente, anch'essa confusa con una micosi, consistente in chiazze ipocromiche sfumate. E' molto frequente nelle adolescenti e riconosce spesso una base atopica. L'esposizione solare è in grado di ripigmentarle ma spesso, essendo dovute ad un fatto costituzionale, se ne formano delle altre, costantemente, al termine della stagione estiva.

Le chiazze bianche di origine micotica esistono comunque e sono dovute ad un lievito che in estate si attiva in rapporto alla aumentata sudorazione producendo delle chiazze acromiche che, quando il lievito è attivo, desquamano. La terapia antimicotica è in grado di disattivare il lievito ma non è in grado di eliminare l'ipocromia che richiede o la fotoesposizione o la fototerapia.

Non è escluso che le ipocromie possano derivare da processi infiammatori cutanei (ustioni, malattie, trattamenti medici inadeguati, sostanze chimiche, ecc) con esiti spesso irreversibili.

Mentre le ipercromie vengono trattate con schiarenti, peeling e laser le chiazze ipocromiche richiedono la fototerapia. Generalmente ormai si utilizzano fonti di irradiazione UVB a banda stretta quali laser o luce pulsata, utili soprattutto nelle ipocromie postinfiammatorie e nelle ipomelanosi. Nella versicolor e nella pitiriasi alba si preferiscono le più economiche radiazioni solari. Le  fonti di irradiazioni UVB sono molto utili nelle più importante ipocromia di cui ci occuperemo prossimamente: la  vitiligine.


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