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Fumi? Sarà più difficile trattare il tuo tatuaggio...

E' questa una delle novità emerse all'interessantissimo congresso sulla laserterapia tenutosi a Catania nei giorni scorsi, in cui si è parlato a lungo di laserterapia dei tatuaggi.

Ma come si spiega questo dato così apparentemente strano e ininfluente? Si spiega con quello che è il meccanismo intimo di rimozione dei tatuaggi, cioè il meccanismo del laser q-switch il quale grazie ad onde fotoacustiche frammenta le particelle di inchiostro contenute all'interno delle cellule del derma le quali dovranno poi essere rimosse dal sistema immunitario tramite i macrofagi.

E' proprio questo meccanismo, legato al sistema immunitario, che risulta deficitario nel fumatore che rende più problematico l'intero processo di rimozione provocando una maggiore lentezza e quindi un maggior numero di sedute.

Un altro dato molto importante che influenza i tempi di rimozione è costituito anche dalla anzianità del tatuaggio. Se il tatuaggio ha più di 3 anni la sua localizzazione e la sua profondità saranno sicuramente maggiori; anche questo fattore contribuirà ad un maggiore tempo per la sua remissione. Anche il colore del tatuaggio incide sui tempi della sua cancellazione essendo noto che che i tatuaggi di colore nero e rosso rispondono più velocemente al laser q-switch rispetto ai tatuaggi verdi e azzzuri. Questo dato, tuttavia contrasta con la nostra esperienza secondo la quale il colore verde risponde abbastanza velocemente alla lunghezza d'onda del rubino (che non tutti i laser qswitch hanno) stessa cosa si può dire del colore azzurrro, sempre che l'intensità del pigmento non sia particolarmente intensa.

Un altro dato emerso (che coincide, questo sì) con la nostra esperienza è quello che l'effetto di una seduta laser sulla rimozione del pigmento si attua in un tempo molto lungo e ancora non del tutto conosciuto: questo spiega perchè il cossidetto "ghost" l'ombra che permane alla fine del trattamento spesso sparisca spontaneamente nel giro di un anno dall'ultima seduta senza effettuare ulteriori trattamenti.


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