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Ringraziamo il Prof. Francesco Bruno, Dermatologo a Milano, Responsabile Nazionale Dipartimento Acne e Disordini delle Ghiandole Sebacee ISPLAD. Membro del Mediterranean Acne Board - www.francescobrunodermatologo.it

Allarme meduse cosa fare per difendersi e curarsi?

"La prima cosa da fare è lavarsi con acqua di mare e non con acqua dolce perché questa favorirebbe la scarica del veleno delle cnidocisti. L'acqua di mare, invece, è fondamentale per pulire la pelle da parti di medusa rimaste attaccate alla pelle e per diluire la tossina non ancora penetrata"

E' notizia di questi giorni che in questo mese d'agosto le nostre coste sono invase dalle meduse. Abbiamo intervistato il Prof. Francesco Bruno dermatologo a Milano, Responsabile Nazionale Dipartimento Acne e Disordini delle Ghiandole Sebacee ISPLAD, Membro del Mediterranean Acne Board. Come difenderci dalle fastidiose punture di meduse?

Prof. Bruno, perché nel Mediterraneo c'è questo aumento di meduse? E' vero che le meduse amano i mari puliti e caldi?

I motivi sono tanti e non tutti sono perfettamente conosciuti. Il fatto che nel mare ci siano le meduse non è sempre segno che l'acqua sia particolarmente pulita. I motivi principali sono due:

1) Le correnti calde spesso attirano le meduse. La temperatura del mare aumenta annualmente. Il caldo favorisce la riproduzione delle meduse.

2) La forte riduzione di certi pesci predatori delle meduse come il tonno e il pescespada, conseguenza dell'impoverimento del mare dovuto alla pesca.

Considerate che in Sicilia e nelle isole vicine come le Egadi, le tonnare non esistono più, in quanto non passano più tonni.

Come possiamo evitare di essere attaccati dalle meduse?

Questo è un grosso equivoco! Le meduse non ci attaccano affatto, siamo noi che andiamo addosso a loro. Il vero motivo è che le meduse fanno parte del plancton e si spostano con la corrente. Possono nuotare ma non riescono a contrastare il moto delle correnti.

E' vero che il pericolo è nei loro tentacoli?

Verissimo. Le meduse che pungono hanno solitamente tentacoli molto lunghi: la Pelagia arriva a 10 metri mentre Physalia (chiamata anche Caravella Portoghese), raggiunge anche i 20 metri. Quindi anche se la medusa sembra lontana non è detto che i suoi tentacoli non siano vicini.

Le meduse possono essere pericolose?

Sì, nella mia esperienza, specie in vacanza, ho dovuto soccorrere ed accompagnare con urgenza al pronto soccorso bagnanti che dopo il contatto con le meduse avevano accusato un vero e proprio shock anafilattico. I sintomi sono rappresentati da una reazione urticarioide diffusa, difficoltà respiratoria, sudorazione fredda, pallore e ipotensione. Sono per fortuna eventi rari ma da non sottovalutare mai.

Si possono toccare le meduse non urticanti?

Meglio di no, anche se il loro veleno, per noi, è quasi innocuo. Anche i tentacoli delle meduse innocue, infatti, hanno i cnidocisti (i piccoli organelli cellulari che contengono il veleno) che possono restare sul palmo della mano e, se non le laviamo e poi ci tocchiamo gli occhi (o altre parti delicate), possiamo trasferire il veleno e provocare un'infiammazione.

Di cosa è fatto il liquido urticante delle meduse?

Da una miscela di tre proteine: una con effetto paralizzante, una con effetto infiammatorio e una neurotossica. "Non ci sono antidoti specifici per questi veleni.

Cosa si prova quando si è punti?

Una reazione infiammatoria locale che dà bruciore e dolore. "La pelle si arrossa e compaiono piccole rilevatezze dette pomfi, ma dopo circa 20 minuti la sensazione di bruciore si esaurisce e resta la sensazione di prurito"

Cosa fare quando si è punti?

Uscire subito dall'acqua e poi lavarsi la parte colpita con acqua di mare. "Restare in acqua è pericoloso perché si possono avere anche reazioni gravi come lo shock anafilattico"
"La prima cosa da fare è lavarsi con acqua di mare e non con acqua dolce perché questa favorirebbe la scarica del veleno delle cnidocisti. L'acqua di mare, invece, è fondamentale per pulire la pelle da parti di medusa rimaste attaccate alla pelle e per diluire la tossina non ancora penetrata".

Rimedi naturali: funzionano? E' vera la storia della pipì o lavare con ammoniaca, aceto o alcool? Fa bene applicare sulla parte una pietra un coltellino, strofinare con sabbia calda?

Questi rimedi popolari non solo sono completamente inutili, ma possono spesso peggiorare la situazione. Il calore di una pietra o della sabbia non servono assolutamente perché per annullare le tossine bisognerebbe raggiungere 40-50 gradi. Nemmeno l'aceto, l'ammoniaca e l'urina che la contiene servono a nulla: non disattivano l'azione della tossina delle meduse e infiammano maggiormente la parte colpita.

Qual è la medicazione da fare?

Per avere un'immediata azione antiprurito e antibruciore e per bloccare la diffusione delle tossine è bene non grattarsi e applicare un gel o una lozione al cloruro d'alluminio al 5 %. La si può far preparare dal farmacista e portarla in valigia prima di partire per le vacanze al mare.

In commercio esiste un gel (utile anche per le punture di zanzare). Bisogna applicare creme al cortisone con medicazione occlusiva (fasciando la parte), per giorni.

Non bisogna mai applicare creme antistaminiche che - dopo un beneficio momentaneo -possono irritare la pelle. In alcuni casi si possono associare cortisonici ed antistaminici per via orale,

Come evitare che sulla pelle resti la cicatrice?

Non bisogna esporre la parte al sole, ma tenerla coperta finché non è finita l'infiammazione che può durare anche due settimane. L'area di pelle colpita dalle meduse, infatti, tende a scurirsi perché resta sensibile alla luce solare.

Occhialini, maschera e tute anti-medusa aiutano?

Nuotare con gli occhialini o la maschera aiuta a guardare sott'acqua e a scorgere eventuali pericoli e una tuta da surf può proteggere la pelle. Utili anche le nuove tute anti-medusa ideate e prodotte in Australia.

E' notizia recente che stanno sperimentando in Italia delle reti che tratterrebbero le meduse. Che ne pensa?

Bisognerebbe chiedere ad un biologo marino. Ma istintivamente sono perplesso. Sono metodi che alterano comunque l'ecosistema e i pesci? Avrebbero una via d'ingresso preferenziale?!?!?

Grazie

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A.C. per Margherita.net


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