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La
fotoliasi
Si chiama fotoliasi ed è l'ultima novità dermatologica
nel campo della chemiprevenzione dei tumori cutanei.
E' noto infatti che, soprattutto i fotipi chiari sono soggetti, in seguito
ad esposizioni solari ripetute, a sviluppare le cheratosi attiniche, neoformazioni
eritematosquamose, spesso presenti in numero elevato e che sono precursori
degli epiteliomi baso e spinocellulari.
Finora questa prevenzione veniva attuata soltanto con l'introduzione
o l''applicazione di sostanze antiossidanti quali vitamina E, polifenoli,
acido ascorbico, isoflavonoidi, atti a interferire con la produzione di
radicali liberi innescata dalla radiazione solare.
La fotoliasi rappresenta una indubbia novità in quanto è
costituita da un enzima,appartenente alla classe delle liasi che è
in grado di legare specificatamente i filamenti di DNA danneggiati dall'esposizione
alle radiazioni ultraviolette; essa in sostanza è in grado di "riparare"
il DNA danneggiato, fornendo all'organismo umano quella capacità
che aveva perso nel corso dell'evoluzione e che invece è presente
e funzionante in molte specie animali.
Questo enzima, attivato dalla luce blu visibile è come un "meccanico"
che interviene in un'area danneggiata e ripristina la normalità.
Pertanto, in soggetti di carnagione molto chiara o che gia hanno sviluppato
cheratosi attiniche, la fotoliasi costituisce uno strumento supplementare
atto a ridurre la formazione di neoformazioni potenzialmente pericolose,
riducendo così anche il rischio di interventi chirurgici futuri.
Dott. Giuseppe Parodi
http://www.giuseppeparodi.it
Socio Isplad
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