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Come orientarsi nella scelta dei filtri solari? Fino a non molto tempo fa l'applicazione degli schermi solari avveniva per due fondamentali ragioni: per evitare le scottature e nelle patologie dermatologiche importanti quali la rosacea e il lupus in cui era obbligatorio lo schermo totale. In questi casi venivano acquistati filtri solari a schermo medio basso nel primo caso o a schermo totale nel secondo.

Del tutto recentemente in questi ultimi anni sono penetrati nell'opinione pubblica più avvertita due concetti fondamentali.: il ruolo delle radiazioni ultraviolette nella patogenesi dell'invecchiamento della cute e nell'insorgenza dei tumori cutanei stessi, primo tra tutti il melanoma. A questo punto si è sempre più sentita l'esigenza di chiedere al filtro solare qualcosa di più della semplice protezione dall'abbronzatura, ma un'azione attiva nell'antiaging, che è di per sua natura anche uno strumento di prevenzione della carcinogenesi cutanea.

Infatti se è vero che nella patogenesi dell'invecchiamento sono interessate la radiazioni ultraviolette B, è vero però anche che sono le radiazioni UVA le più subdole in quanto non provocando eritema ma la pigmentazione immediata sono responsabili a lunga scadenza dei danni al DNA cellulare e dell'insulto ossidante verso cui siamo maggiormente indifesi. Il controllo accurato dei nevi cutanei inoltre e la nozione, invero spesso drammatizzata, che l'insulto ultravioletto possa accentuarne la trasformazione in senso maligno, costituisce un altro fattore importante nel determinare l'aumento del consumo di filtro solare a scopo extra estetico.

A questo punto diventa fondamentale per il paziente-consumatore acquisire l'importanza che nel prodotto solare acquistato sia presente anche la protezione UVA e ne venga indicato il livello. Un filtro solare che contenga solo filtri chimici potrà difficilmente riparare dagli UVA a meno che presenti alcune nuovissime sostanze quali il tinosorb o il mexoril SX. Del tutto recentemente sono state proposte nei filtri solari delle sostanze in grado di bloccare perfino le radiazioni blu (oltre i 400nm) quelle, per intenderci, responsabili del miglioramento delle lesioni acneiche!

Se a tutto questo si aggiunge la ricerca sempre maggiore di prodotti che siano il più possibili gradevoli dal punto di vista cosmetico e indicati per i diversi tipi di pelle e le diverse sedi corporee si capisce come il mercato dei prodotti solari stia diventando qualcosa di sempre più sofisticato e complesso. Un mercato ormai non più limitato all'esposizione solare dei periodi estivi o vacanzieri ma esteso a tutto l'anno (almeno per il viso) e legato anche ai sempre più numerosi interventi di laserterapia dermatologica.

Si può dire che in tutto e per tutto l'evoluzione dell'uso dei filtri solari ha seguito quella della dermatologia e dei costumi della nostra società.


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