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Diatermocoagulazione o laser?

"Dottore, ho la couperose ma vorrei fare la diatermocoagulazione dei capillari perchè il mio dermatologo mi ha sconsigliato il laser"

Una affermazione come questa, recentemente giuntaci via e-mail, lascia sconcertati noi, laseristi convinti, ma vogliamo tuttavia cercare di discuterla con la massima obbiettività possibile.

Che cos'è la diatermocoagulazione? E'una vecchia tecnica che si basa sulla elettrochirurgia vale a dire sulla capacità dell'energia elettrica di produrre calore provocando l'evaporazione dell'acqua e la coagulazione delle proteine cellulari. La diatermocoagulazione è una metodica che è stata, ed è ancora, ampiamente utilizzata per la distruzione delle neoformazioni cutanee dalla maggior parte dei dermatologi. L'evoluzione della diatermocoagulazione è stata la diatermochirurgia programmata, dovuta alle brillanti intuizioni di un chirurgo plastico genovese, dr Sergio Capurro.

Essa si avvale di particolari elettrodi e soprattutto della capacità di graduare la durata della scarica in rapporto al tipo di trattamento che si vuole eseguire. In questo modo si riesce trasformare la metodica, in realtà in sè piuttosto grossolana, in uno strumento più sofisticato per trattare problematiche di carattere estetico quali la couperose, il pelo, ecc...

Crediamo, o vogliamo sperare, che il su accennato dermatologo alludesse alla diatermochirurgia programmata, rispetto alla quale vogliamo effettuare confronti. Essa costituisce una tecnica realmente efficace che noi stessi abbiamo utilizzato con soddisfazione fino a non molti anni fa, fino a quando non abbiamo avvertito la necessità di passare a qualcosa di nuovo. Questo nuovo è rappresentato da uno strumento che voglia essere il meno invasivo possibile e rinunci pertanto alla introduzione all'uso di aghi e a quello della corrente elettrica ma funzioni in maniera complessa attraverso il principio della "fototermolisi selettiva", in grado,di per se stessa, di operare selettivamente su determinati tessuti piuttosto che altri.

Quindi non certo per amore di pura tecnologia, cosa che pure è affascinante, ma per offrire soluzioni diverse di fronte ad una richiesta sempre più sofisticata delusa da certi effetti collaterali della diatermocoagulazione, quali dolore, microsanguinamentii, esiti cicatriziali, talora probabilmente dovuti da un uso non corretto dell'apparecchio.

D'altronde anche la laserterapia non può certo ritenersi esente da colpe per la tendenza di alcuni ad usare laser non selettivi per determinati problemi o a sottovalutare gli effetti collaterali possibili. Se ne conclude che i giudizi sulle singole metodiche sono legati alle esperienze che ciascuno ha avuto e che spesso prescindono dalle caratteristiche delle singole apparecchiature.

La partita è dunque aperta,"laseristi" contro "diatermisti" e solo il mercato, cioè il paziente, potrà dire che cosa è meglio in termini di gradevolezza, effetti collaterali, risultati obbiettivi.


Trattamento della couperose - Una risposta

Rispondo alle osservazioni del gentile amico dott. Giuseppe Parodi sulla couperose, inestetica rete di capillari dilatati che colpisce soprattutto le guance. Si chiede il dott. Parodi: per eliminare la couperose: Laser o timedchirurgia? Vi dico la mia esperienza.

Come prima cosa è necessario distinguere se i capillari dilatati sono iniettabili o non lo sono. Se non lo sono, si presentano molto fini e la causa di insorgenza è normalmente esterna, ad esempio può essere un ustione solare, oppure l’applicazione prolungata di creme cortisoniche, ecc. Queste fini teleangectasie possono essere trattate indifferentemente con il Laser o con il Timed. Le differenze sostanziali tra questi due strumenti sono che il primo coagula con un raggio luminoso, il Timed al contrario coagula il vaso con un calore localizzato generato da una specifica corrente e portato alla profondità desiderata tramite un particolare elettromanipolo. Il Laser può avere un effetto selettivo sul colore dei vasi. Il Timed è in grado di generare una o più emissione programmate, esattamente alla profondità dove è situato il vaso e non oltre.

Un’ altra differenza tra le due metodiche è questa: la luce generata dal Laser è rettilinea e questo è uno svantaggio perché penetra in profondità e può danneggiare i melanociti, residuando un’area bianca. La luce laser, come tutte le luci, ha inoltre un potente effetto invecchiante a lungo termine. Al contrario le correnti ad alta frequenza non sono rettilinee ma scorrono sulle superfici e possono essere manipolate in modo da essere molto efficaci, senza scaldare e ledere i tessuti sottostanti. In questo modo la guarigione è rapidissima. Questa possibilità della corrente è bene espressa nel resurfacing timedchirurgico, tecnica recente che ha consentito l’asportazione in poche sedute e senza esiti acromici dei grandi angiomi del viso noti come “macchie o voglie di vino” e dei tatuaggi. In ultimo, ma non come importanza, il Laser ha un costo elevato, anche come manutenzione, ed è più rischioso per l’operatore, questi costi naturalmente si ripercuotono sul paziente.

Per quanto riguarda la couperose iniettabile, che si riconosce perché i capillari dilatati sono piuttosto evidenti, essa rappresenta una patologia tridimensionale che non può essere trattata solo con le metodiche fisiche bidimensionali. In questi pazienti è necessario eseguire prima dei trattamenti Timed o Laser, alcune sedute di scleroterapia, che consiste nell’iniettare una soluzione idonea, che restringa i vasi visibili e non visibili diminuendo, in questo modo, la pressione emodinamica superficiale. Solo in questo modo il risultato del nostro operato sarà permanente nel tempo.

Sergio Capurro
Chirurgo Plastico in Genova


Ringrazio il dr .Capurro per l'interesse dimostrato nei confronti del mio articolo "Diatermocoagulazione o laser ?" e del contributo da lui apportato in termini di autorevolezza e qualità scientifica.

Vorrei permettermi di aggiungere qualche osservazione in merito alla Sua risposta perché ritengo che non si giusto parlare genericamente di laser "per la couperose", cosa che per primo io ho fatto e perciò stesso mi scuso.

Infatti ciò autorizza il profano a pensare che qualunque tipo di laser vada bene per la couperose e che tutti i laser siano eguali; così purtroppo succede che un collega acquisti un solo laser e lo usi per obbiettivi che non sono adeguati alle caratteristiche del laser stesso. Quindi il confronto fra diatermocoagulazione e laser va fatto solo con laser specifici e selettivi quali il dye laser e il laser KTP 532. Questi laser sono molto selettivi per l'emoglobina, non arrivano in profondità, (quindi non vaporizzano la cute) hanno un a potenza sufficiente per distruggere le teleangectasie anche complesse senza ricorrere alle sclerosanti (come il dr Capurro mi insegna, la pressione idrostatica a livello del viso non è mai così importante come agli arti inferiori) tecnica non molto gradita alle pazienti soprattutto in distretti del genere. Eventualmente laser con maggiore potere di penetrazione possono essere utilizzati per vasi molto profondi quali quelli dell'ala del naso. Aggiungerei invece che nella couperose la durata del risultato dipende dal controllo del flush che è la causa prima del formarsi di nuove teleangectasie.

Certamente il laser KTP 532 può determinare (ma solo nei fototipi scuri) ipopigmentazione in quanto in grado di assorbire la melanina ma assicura, tramite la sua superficialità e la sua "dolcezza" l'assoluta assenza di cicatrici e un decorso postoperatorio gradevolissimo.

L'ipopigmentazione è comunque in questi casi del tutto transitoria e reversibile.Posso onestamente riferire che molte pazienti che in passato provarono la diatermocoagulazione programmata sono state molto contente di essere passate alla laserterapia per il solo fatto di evitare il contatto dell'ago sulla pelle e anche i microsanguinamenti e gli esiti cicatriziali (dovuti questi ultimi sicuramente non alla tecnica del dr Capurro ma al non corretto uso della diatermocoagulazione temporizzata da parte di operatori non esperti). Può darsi che in questo atteggiamento ci sia anche un certo snobismo e uno smodato amore della novità però ciò dimostra che anche per la paziente è facile innamorasi del laser. Non entro poi nel campo dei tatuaggi cui accenna il dr Capurro; sono anche qui un sostenitore della laserterapia per la rimozione dei tatuaggi, metodica affascinante e a mio avviso insostituibile...

Quanto poi all'argomentazione relativa al costo della laserterapia,premesso che le mie parcelle sono assolutamente accessibili,vorrei puntualizzare che ,anche se siamo genovesi,non dobbiamo rinunciare alla qualità (o a quella che io credo sia qualità..) in cambio di un risparmio pecuniario


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