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Dermatite seborroica

E' in assoluto la dermatosi più frequente in questa stagione, complice probabilmente la drastica riduzione della irradiazione solare in concomitanza con la fine dell'ora legale.

Si manifesta in vario modo: eritema e desquamazione al viso, forfora al cuoio capelluto, crosticine retroauricolari, desquamazione a livello della barba, rossore e prurito in zona pre sternale. E' la dermatite seborroica, una affezione molto nota che porta dal dermatologo spesso solo dopo che numerosi tentativi (farmacista, medico di famiglia, amica del cuore...) sono stati espletati.

E la prima brutta notizia che il dermatologo trasmette alla paziente è che purtroppo non esiste rimedio definitivo contro questa dermatite, e che creme lozioni shampoo andranno continuati almeno fino a primavera inoltrata pena una probabile recidiva. Lo stress come fattore scatenante risponde ad una esperienza così ovvia che non può neanche essere messo in discussione.

Come può fare chi non ha la fortuna di poter trascorrere sette-quindici giorni a i Tropici e curare in modo piacevole questa banale e pur fastidiosa affezione? (E' noto l'effetto inibitorio dellle radiazioni uv sul pitirosporo)

Oggi gli schemi terapeutici più moderni tendono a basarsi sull'assunzione di itraconazolo per os per periodi ciclici, cioè periodi brevi ma regolari tutti i mesi. L'itraconazolo è un antimicotico e come tale agisce sul Pityrosporo, ritenuto ormai l'agente principale di questa dermatite, anche se in campo scientifico esistono ancora molte controversie sul suo ruolo. In persone sane, che non assumono altri farmaci, esso può costituire una valida e comoda alternativa alla infinità di trattamenti, non privi di validità, che finora sono stati proposti.

La dermatologia moderna tende sempre più ad avere una visione globale del problema cutaneo e cosmetico; così come la seborrea anche la dermatite seborroica vanno possibilmente trattate non solo con topici più o meno scientificamente corretti ma anche con farmaci, avendo comunque sempre per presente il rapporto rischio-beneficio.

Così l'associazione di itraconazolo, biotina (una vitamina con attività seboregolatrice) zinco (un oligoelemento avente attività antifiammatoria e antriandrogena) può costituire una alternativa terapeutica all'uso facile ma spesso disordinato di topici dermatologici verso cui molti pazienti hanno sviluppato una chiara insofferenza.


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